La KTM torna a farsi sentire forte e chiaro alla Dakar 2026 dopo una due giorni marathon all’insegna della Honda. A concludere per primo i 356 km che dal bivacco hanno portato i coraggiosi protagonisti del raid ad Hail è stato infatti Luciano Benavides.
L’argentino, veterano della corsa e con già cinque successi di tappa alle spalle, ha lasciato il segno, per la prima volta quest’anno, al termine di una prova solida. Al comando dal km 240, ha chiuso il tratto cronometrato in 4h5’16”precedendo di ben 3’51” la Hero di Ignacio Cornejo e di 5’50” la KTM di Daniel Sanders, tornato al vertice dell’assoluta dopo che Tosha Schareina, oggi 5° a 9’13” e in seguito penalizzato di 10’ per non aver lasciato il bivacco nel tempo prestabilito e quindi retrocesso in 12esima posizione, gli aveva “rubato” la posizione nella giornata di ieri.
Quarta la Sherco di Bradley Cox a 7’22”, seguita dalla Honda di Ricky Brabec e dalla Kove, di nuovo in top 10, con Neels Theric. In settima piazza troviamo la sorpresa Hoto di Klein Mason, quindi la KTM del team Duust Rally di Konrad Dabrowski, la Honda di Preston Campbell a 14’27” e per finire la KTM del team Bas World di Toni Mulec.
Da segnalare le gravi difficoltà di Edgar Canet. Lo spagnolo, apparso da subito in gran forma, è stato rallentato da un problema alla gomma posteriore della sua KTM che lo ha portato ha perdere oltre un’ora. Leggermente meglio è andata ad Adrien Van Beveren, tra i mattatori delle prime tappe, ma giunto 18° a causa di un imprevisto: un cavo incastrato su uno pneumatico. Male anche Ross Branch su Hero, 45° a 1h17”08.
Per quanto riguarda gli italiani Tommaso Montanari su Husqvarna è arrivato 22° a 37’47”; Andrea Gava su Kove 33° a 51’48” e Tiziano Interno su KTM 40° a 1h4’29”. Solamente 96° Paolo Lucci, in gran forma nei giorni scorsi.

