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PROVA - Ducati Panigale V2 Bayliss: siamo tutti figli di Troy

VIDEO - Una versione pregiata di una bicilindrica dal sapore SBK, ispirata dal mitico pilota di Borgo Panigale. L'abbiamo provata assieme ad Axel Bassani tra i cordoli di Vallelunga

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Troy Bayliss non è stato solo un pilota che ha vinto tre titoli iridati in SBK in sella a tre Ducati diverse. L’australiano è infatti una vera leggenda per qualsiasi appassionato che si rispetti ed al suo nome sono legati ricordi indelebili della storia del motociclismo, dalla SBK alla MotoGP. Quindi basta uno sguardo alla Ducati Panigale V2 Bayliss 1st Championship 20th Anniversary (potevano darle un nome più lungo) per sentire affiorare dei ricordi legati ad una Ducati rossa, bicilindrica e con il n°21 sul capolino. 

Il mitico sorpasso a Monza nel 2000, che l’ha di fatto consegnato al mondo come nuova stella nascente. Il magnifico duello con Colin Edwards nel 2002 a Imola, una gara da cui è uscito sconfitto, ma che l’ha consacrato a vero mito. La vittoria a Valencia con la Desmosedici nel 2006, fino al finale incredibile del 2008, quando sulla 1098r vinse le ultime due gare della sua carriera laureandosi campione del mondo per la terza volta in SBK e su tre generazioni diverse di moto costruite a Borgo Panigale. 

La lista sarebbe ancora più lunga, ma Ducati ha deciso di omaggiare Troy e la sua storia creando una Panigale V2 che celebra il primo mondiale conquistato nel 2001. Le grafiche sono pensate per replicare quelle della 996r, il numero 21 sul cupolino, sui fianchi e sulla sella, fa il resto. Se volete scoprire tutti i dettagli tecnici di questa Panigale V2 cliccate QUI. Ma adesso è il momento di raccontarvi cosa significhi salire in sella a questa moto e leggere la firma di Troy sul serbatoio.

Ducati Panigale V2 Bayliss - Siamo tutti figli di Troy

Che la Ducati Panigale V2 sia splendida, non è affatto questione opinabile. Equilibrata nelle linee, aggressiva come deve essere una sportiva italiana, affascinante come poche rivali sanno essere. Ma in questo caso tutti questi aggettivi assumono un significato ancora diverso. Le grafiche racing, con il tricolore ostentato, la rendono ancora più cattiva, senza però farle perdere di eleganza. Quando apri il box, leggi immediatamente il 21 e ci metti un attimo a sentirti Troy. 

Sali in sella, e magari prima di farlo accarezzi la stessa sella nel punto in cui è cucito il numero di Bayliss, che ti ricorda la storia di questa moto, le sue origini. Origini che vengono ribadite dalla firma di Troy sul serbatoio, assieme alle tre annate in cui l’australiano si è laureato campione del mondo in SBK con una Ducati, ovvero il 2001, il 2006 e il 2008. Senza la parentesi della MotoGP, sarebbero stati ancora di più, ma questa è un’altra storia. 

La piastra di sterzo con il nome della moto inciso sulla parte superiore ti fa comprendere di essere in sella ad una moto particolare. La posizione di guida è d’attacco, i manubri molto aperti. Senti di avere un toro tra le mani, o almeno di tenerlo per le corna. Però ti basta muovere la moto tra le gambe per sentirne la leggerezza, per avvertirne la compattezza. Giri la chiave e ti accoglie un display TFT di grandi dimensioni, su cui scorre una grafica all’inizio che non fa altro che aumentare il gusto dell’attesa prima di accendere il motore. Quando premi lo start e dai il via alle danze, le cose si fanno ancora più interessanti. Ormai lo sanno anche le pietre, Ducati ha investito e portato avanti il progetto V4 con il Desmosedici Stradale, che equipaggia la Panigale V4, la Streetfighter V4 e la Multistrada V4. 

Ma questo è un bicilindrico e te lo ricorda in ogni singolo istante. Le sue pulsazioni sono perfettamente riconoscibili, il sound ti avvolge al punto di sospettare di trovarti in sella ad una moto dotata di un impianto di scarico Racing, magari un Akrapovic o un Termignoni. Invece la sua voce è pura melodia anche solo con lo scarico di serie, tra l’altro un dei più indovinati tra quelli presenti sulle moto moderne secondo il nostro modesto parere. La cover in carbonio inganna meno della sua voce. Forte, baritonale, avvolgente. Semplicemente magnifica.

Ducati Panigale V2 Bayliss - Il bicilindrico non è morto

A questo punto devi solo lasciare il box, ed appena metti le ruote su strada capisci quanto sia diversa questa Panigale V2 Bayliss rispetto alla sorella standard. Le sospensioni Ohlins cambiano completamente la percezione riguardo quello che accade tra moto e asfalto. E’ come se potessi poggiare la mano a terra sentendo ogni piccola imperfezione e ricevendo in cambio tantissima confidenza. Hai una costante percezione di quello che accade, ma c’è un prezzo da pagare per questa precisione. 

Le Ohlins sono magnifiche, ma su strada tendono ad ‘esaltare’ ogni imperfezione, a volte offrendo reazioni anche abbastanza secche. Su una strada in ottime condizioni, oppure in pista, siamo nell’ambito del nirvana motociclistico. Ma su una statale con dossi, imperfezioni o buche, l’esperienza di guida diventa leggermente diversa e meno gradevole. Anche se siamo convinti che Troy Bayliss terrebbe in ogni caso il gas aperto, quindi ci tocca fare altrettanto.

E quello che succede quando si spalanca il gas su questa Panigale V2 è davvero incredibile. Il Superquadro mette sul piatto 155 cavalli, che potrebbero sembrare pochi se paragonati agli oltre 200 cv di tutte le moderne sportive della categoria SBK. Ma il modo in cui questi cavalli vengono messi a disposizione del pilota fa una differenza enorme.L’eletronica ti permette ovviamente di scegliere quale riding mode utilizzare, ma senza una base meccanica davvero ottima, neanche il miglior comparto elettronico del mondo può fare miracoli. 

In questo caso, hai la costante sensazione di trovarti al cospetto di un motore figlio di decenni di evoluzione del bicilindrico. Prende giri ad una velocità imbarazzante, sembra che l’inerzia dell’albero motore non esista. Ha la coppia necessaria per strapparti via dalle curve, ma non ti spaventa mai con bordate di potenza improvvise. Un’esperienza che sa essere al contempo delicata ed adrenalinica. Difficile spiegarla, obbligatorio provarla. 

Ad un motore così raffinato, fa ovviamente compagnia una ciclistica che lo è altrettanto. Solo che per apprezzare fino in fondo le sue doti è necessario andare in pista e portare questa Rossa dove merita di essere. Il 21 sul capolino è lì per questo, per ricordarti che questa moto è dedicata a Bayliss e Troy in pista faceva sognare. Bene, adesso sappiamo che lo sa fare anche questa Panigale V2, perché è davvero così. Il suo equilibrio in pista consente a chiunque di solleticare il suo limite, che è elevatissimo ma davvero a portata di mano. E’ composta in ogni frangente, non sembra mai sul punto di tradirti e soprattutto ti mette a tuo agio tanto nei curvoni velocissimi quanto nei rampini da prima marcia. Un vero camaleonte della pista, adatta sia ai più smaliziati tra gli smanettoni che a quelli che vogliono scendere in pista senza rischiare troppo con moto da oltre 200 cv. 

Nel nostro test in pista a Vallelunga siamo poi stati così fortunati da incontrare Axel Bassani ed è bastato proporgli di fare qualche giro sulla nostra moto per vedergli spuntare un sorrisone. Axel si è divertito e il suo racconto nel video di questa prova è tutto da gustare. 

Ducati Panigale V2 Bayliss - Cosa ci è piaciuto e cosa meno

Il modo in cui Ducati ha deciso di omaggiare Troy Bayliss è magnifico, perché questa bicilindrica incarna al meglio lo spirito di 'quella' SBK. Già solo aprire il box e leggere il 21 sul cupolino vale il prezzo del biglietto, che di certo non è economico, ma ti consente di sperimentare emozioni da riferimento senza rischiare di restare annichiliti da prestazioni che a volte sono quasi disumane sulle sportive moderne. 

Il motore è l'emblema di tutto ciò che deve essere un bicilindrico sportivo, ha una potenza perfetta abbinata ad un comparto elettronico che raramente abbiamo trovato più indovinato. C'è poi un sound che sembra quasi quello di una moto pronto gara, eppure rientra nelle normative Euro5 che non l'hanno castrata da questo punto di vista. 

Difficile trovare difetti, ma è palese che le Ohlins non siano perfette per l'utilizzo sulle purtroppo fin troppo dissestate strade italiane. Su un bel percorso misto veloce, con un asfalto in ottime condizioni, su questa Panigale proverai sensazioni degne del paradiso dello smanettone. Ma basta qualche imperfezione per vedere l'equilibrio dissolversi sotto le reazioni a volte troppo secche di una ciclistica perfetta per la pista, ma meno godibile su strada. 

Ducati Panigale V2 Bayliss - Quanto costa

La Ducati Panigale V2 Bayliss 1st Championship 20th Anniversary è proposta al prezzo di 20'9900 euro

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