Pirelli: "SBK vicine alle MotoGP? Merito dei piloti non delle gomme"

ANALISI – Il responsabile Barbier: "il nostro pneumatico da qualifica non è nulla di speciale, ha solo una mescola più morbida di quello da gara"

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1’40”450. È questo il tempo con cui Johnny Rea ha chiuso la due giorni di test a Barcellona. Una prestazione di spessore quella del Cannibale, capace di fare meglio rispetto a quell’1’40″507,siglato in gara lo scorso anno dalla Honda MotoGP di Marc Marquez. E allora sorge spontanea la domanda: la Superbike ha davvero battuto la MotoGP al Montmelò? Risposta: assolutamente no!

Ci sono infatti vari aspetti da analizzare. Il primo legato alle gomme: la MotoGP non ha una gomma da qualifica, mentre la Superbike sì, tanto che Johnny ha siglato il tempo con lo pneumatico da Superpole. Poi ci sono le condizioni meteo. Giovedì mattina Rea ha realizzato il proprio crono con la temperatura dell’asfalto che segnava nemmeno 30°, mentre Marquez ha trovato un asfalto che arrivava quasi a sfiorare i 50 gradi lo scorso anno, dal momento che la gara della MotoGP si corre alle due del pomeriggio. Bastano infatti questi due aspetti per fare capire che il confronto non meriterebbe nemmeno di essere considerato.

Per rendere la situazione ancora più chiara, potremmo utilizzare i numeri. Basta andarsi a rivedere il record siglato nel 2018 in qualifica da Jorge Lorenzo, ovvero 1’38”680, ovvero quasi due secondi meglio rispetto alla prestazione di ieri del Cannibale. Per quanto visto, la nostra analisi potrebbe già finire qua, perché la Superbike ne uscirebbe con le ossa rotta nel confronto con le GP. 

Sarà anche vero che, come detto da Alvaro Bautista, nel misto la Superbike si avvicina particolarmente alla MotoGP, ma quando ci si ritrova poi a fare i conti con tracciati caratterizzati da lunghi rettilinei, tipo Austria, Thailandia, Qatar o Catalunya, giusto per fare un esempio, le GP mostrano i propri muscoli. Per fare capire meglio la cosa, ci affidiamo nuovamente ai numeri: Rea ha siglato quale velocità di punta 316 chilometri orari, circa 30 chilometri orari in meno rispetto ai 345 fatti segnare dalla Suzuki di Alex Rins lo scorso anno durante il weekend di gara.

Questo semplice aspetto fa emergere la grande differenza tra MotoGP e Superbike, ancora di più in ottica gara come analizzato da Giorgio Barbier: "In tracciati con rettilinei importanti la MotoGP fa valere la propria forza - ha dichiarato il responsabile Pirelli  SBK - a Barcellona siamo però soddisfatti di come ha lavorato la nostra gomma da qualifica, la quale ha mostrato di sapersi adattare anche in questa occasione a quanlunque tipo di pista e condizione . Per noi questo era un test fondamentale, dato si trattava di una prima volta.  Sento spesso parlare del nostro penumatico QP, ma alla fine non è nulla di speciale, è una carcassa da gara, con mescola soffice capace di adattarsi a qualunque pista. La differenza la fanno sempre i piloti per come riescono a portarlo al limite, attraverso il proprio stile e la fiducia,  tanto che una volta Johnny Rea mi disse: "E' una libidine". 

C’è però da dire, che in tracciati in cui si predilige la guida, rispetto al motore, il gap si assottiglia. Può essere il caso di Jerez, dove le Superbike hanno fatto meglio della MotoGP in passato sul giro secco, oppure di Misano, dove nel test di quindici giorni fa Scott Redding è arrivato un soffio dall’Aprilia di Aleix Espargarò, per l’esattezza un decimo e mezzo: "Bisogna sottolineare che nonostante il caldo, la nuova asfaltatura della pista di Misano offre un grip incredibile - ha ricordato Barbieri - anche in quell'occasione lo pneumatico ha saputo lavorare ad alte temperature, consentendo ai piloti di spremerlo al meglio. Per noi questo è un aspetto che ci regala ulteriore fiducia e consapevolezza, perchè stiamo seguendo la strada giusta" 

Con la gomma da gara, in Riviera, il portacolori Ducati girò sullo 1’33”4, mentre con quella da qualifica scese addirittura fino all’1’33”067, ovvero un decimo e mezzo più lento nel confronto con la RS-GP di Aleix Espargarò, il quale fece 1’32”932, unico in grado di abbattere il muro dell’1’33. Confrontando il tempo di Scott con quelli fatti segnare in passato dalla MotoGP, il divario si riduce.

Anche in quel caso Scott fece meglio del record in gara di Marquez (1’33”355), ma sul giro secco la MotoGP resta ancora inarrivabile. Per maggior informazioni andarsi a rivedere il record in qualifica che ancora oggi detiene Jorge Lorenzo con 1’31”629, ovvero quasi un secondo e mezzo più veloce.

Pertanto, quando qualcuno dice: la Superbike meglio o più veloce della MotoGP, è bene non farsi  ingannare, perché non tutto quel che luccica è oro.  

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