Quanto costa una caduta in MotoGP? Ecco il conto preciso, ed è salato

Ogni volta che un pilota cade ad accompagnarlo c'è lo sguardo in apprensione dei manager che ne seguono il ruzzolare nella ghiaia e milioni di euro in fumo con una moto distrutta

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Recita un vecchio detto che i motociclisti si dividono in due grandi categorie. Da una parte ci sono quelli che sono caduti e dall'altra quelli che ancora devono cadere. Perché c'è poco da prendersi in giro, la moto è un mezzo magnifico che regala adrenalina a badilate, ma che ha la spiccata tendenza a cadere piuttosto che a restare in piedi. Questa sua naturale caratteristica viene enfatizzata quando si cerca di tirarne fuori il limite estremo, spremendo ogni singola goccia di prestazioni disponibili.

Lo sanno perfettamente i piloti di qualsiasi categoria che, ovviamente, non utilizzano la moto per puro gusto personale come farebbe qualsiasi amatore, bensì con il preciso scopo di battere continuamente il cronometro, andando semplicemente al massimo. Questo tuttavia  spesso significa superare il limite e vedere la moto volare nelle vie di fuga. Quando capita ad uno smanettone qualsiasi, il primo pensiero che lo assale riguarda il conto del meccanico. Si saranno rovinate le carene? Il mio nuovo terminale in carbonio è da buttare? Il serbatoio è rimasto sano oppure si è bozzato? Spesso queste domande un motociclista che è caduto se le pone prima ancora di rendersi conto di essersi fatto più o meno male a sua volta. 

I piloti professionisti non si fanno queste domande, soprattutto se corrono in una categoria estrema come la MotoGP dove le cadute sono ampiamente preventivate e messe a budget. Eppure, all'interno dei team, c'è sempre chi durante una caduta pensa a quello, ovvero a quanto sarà salato il conto nel momento in cui la moto smetterà di rotolare nella sabbia. E di solito si parla di cifre davvero impressionanti, specialmente se la caduta è avvenuta ad alta velocità e la moto ha avuto la malaugurata idea di iniziare a piroettare in aria colpendo ripetutamente con l'anteriore ed il posteriore prima di fermarsi nella ghiaia.

Christophe Bourguignon è il tecnico che si prende cura delle moto di Cal Crutchlow alla corte del team LCR. Stiamo parlando di una Honda RCV che di certo non ha bisogno di presentazioni. E' una moto ufficiale al 100%, che ha le stesse specifiche e le stesse tecnologie presenti su quella di Marc Marquez, con tutto ciò che ne consegue, in positivo ed in negativo. Crutchlow è conosciuto per essere un discreto cascatore e la difficile sintonia con la RCV in versione 2019 non ha reso le cose più facili. 

Bourgignon ha spiegato nel dettaglio quanto possa costare alla squadra questa "abitudine" di Cal, che si fa fortunatamente perdonare grazie alla sua velocità.

"Noi noleggiamo le moto, e nel prezzo è incluso il costo dello sviluppo. In totale parliamo di circa 2 milioni di euro per le due moto di Cal, che includono anche alcuni software. Poi abbiamo dei tecnici HRC che ci seguono ad ogni gara e anche questo fa parte del prezzo. E’ un pacchetto completo. Si potrebbe pensare che si tratti di un sacco di soldi ma ci sono moltissime risorse umane coinvolte".

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Chiarito l'ordine di cifre di cui si parla in senso generale, si può passare a valutare il costo di una singola caduta che ovviamente cambia moltissimo a seconda delle componenti coinvolte che richiederanno una sostituzione o una riparazione. 

"Una caduta con una MotoGP può costare dai 15.000 ai 100.000 euro. Una da 2.000 euro semplicemente non esiste. Se siamo fortunati, basta cambiare qualche pezzo che abbiamo in magazzino nel nostro bilico e via. Ma un incidente grande, o anche un paio di cadute minori consecutive, possono immediatamente metterti nei guai. Per esempio, noi abbiamo solo 5 serbatoi di benzina in magazzino. Stessa cosa per quanto riguarda scarichi o radiatori. Ne abbiamo un numero da utilizzare durante le prove e poi in gara. Durante un weekend però possono capitare un paio di brutte cadute e quando succede sei vicinissimo ad avere un problema. Se ordino un pezzo alla HRC, c’è un tempo minimo di produzione e consegna e ci possono volere anche 5 o 6 settimane per avere tutto".

La dinamica del veicolo MotoGP non aiuta. Si parla infatti di moto veloci, dannatamente veloci, ed anche pesanti. Le cadute possono diventare degli incubi.

"Le moto con cui corrono questi ragazzi sono pesanti e molto veloci, per questo non esiste una caduta "piccola". Se ti si chiude l’anteriore, come minimo danneggi la carena, i semi manubri e tante altre parti in carbonio. La maggior parte dei pezzi si possono riparare e riutilizzare, ma quando ti capita un incidente come ci è successo nel 2018 in Australia, in cui abbiamo distrutto un telaio e un forcellone, è un po' diverso: per queste cose in pratica non c’è prezzo".

Andare avanti nell'elencare i costi, rende l'idea di che razza di incubo possa essere avere nei box un pilota con la spiccata tendenza alla caduta. Pensiamo al carismatico Ruben Xaus o anche allo stesso Casey Stoner della prima ora, che si presentò al paddock con il soprannome di Rolling Stoner

"Un set di dischi freno in carbonio, costa sui 10.000 euro e ogni volta che la moto finisce a terra, possono esserci pietre e ghiaia che rovinano i dischi. Non si può rischiare di mandare in pista un pilota su una moto che va a 300 km/h con dei freni compromessi quindi li cambiamo sempre. Se invece passiamo ai cerchi in magnesio, un set costa attorno ai 4.000 euro. Dato che le Michelin sono piccole e poco protettive, spesso siamo costretti a cambiarli anche per cadute non gravi".

Ci sono anche altri elementi che possono facilmente far aumentare il conto, e il mal di testa, per il manager del team.

"Dipende molto dal costruttore e dalle specifiche, ma un pezzo come il radiatore può costare attorno ai 10.000 euro. Poi, se guardiamo all’anteriore della moto, ci sono le parti elettroniche come la strumentazione 2D, che da sola vale 2.500 euro. Poi c’è la centralina, con tutti i sensori... e la moto è piena di sensori. Siamo tra i 10 e i 15.000 euro solo per quelli. Non c’è una singola parte elettronica che costi meno di 1.000 euro".

Ma non è tutto "fragile" su una MotoGP. Ci sono anche elementi che reggono senza problemi impatti di una certa entità e che durano a lungo prima di essere sostituiti. 

"Qualcosa di resistente c’è! Come le pinze freno, qualcosa che cambiamo molto raramente e anche il motore. Tocco ferro, perché in effetti abbiamo un numero limitato di motori, ma che io ricordi non ho mai sostituito un motore per colpa di un incidente. Evidentemente è ben protetto! Dopo certe brutte cadute abbiamo dovuto cambiare il 90% dei pezzi, ma il motore no".

Ovviamente tutto questo influisce sul lavoro ordinario nei box. I meccanici sono in grado di ricostruire da zero la moto in poche ore, ma farlo sotto pressione in un garage della MotoGP è ovviamente diverso rispetto al fare la stessa operazione nel reparto corse, con tutta calma.

"Quando i meccanici lavorano sulla moto, sembra che sia una cosa facile, anche perché lo fanno ogni giorno. Potrebbe sembrare semplice come prendersi un caffè. Loro conoscono perfettamente la moto dentro e fuori. La Honda è rinomata per essere molto facile per chi ci lavora. So che altre moto, le europee, sono un pò più complicate. Noi possiamo facilmente cambiare un motore in un’ora e mezza: se provassi a chiederlo al tuo meccanico, ti guarderebbe come per dire “sei matto?” Ma questi ragazzi non fanno altro che lavorare su questa moto dalla mattina alla sera da gennaio fino alla fine della stagione!". 

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