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MotoAmerica, Roger Lee Hayden: vado in pensione ma senza scomparire

Il fratello di Nicky ha annunciato il ritiro dalla carriera di pilota professionista: "voglio finire al meglio la stagione, poi tornare a divertirmi come quando avevo 9 anni"

MotoAmerica: Roger Lee Hayden: vado in pensione ma senza scomparire

Aveva già annunciato di volersi ritirare a fine anno, dopo ben 20 stagioni spese nei campi gara in veste di pilota professionista, vissute cavalcando moto da dirt track e supersportive carenate.

Roger Lee Hayden, fratello minore del compianto Nicky e del più adulto Tommy, fa parte di una famiglia che ha nel DNA l’indole corsaiola, facilmente distinguibile, difficilmente cancellabile.

Per lui la decisione di appendere il casco al chiodo non significa arrendersi, anzi; il trentacinquenne del Kentucky sa che, nella vita, ogni cosa va fatta nei momenti giusti, egli è consapevole come qualsiasi fase abbia una data di inizio ed una di scadenza e la parabola dello sportivo ha picchi di intensità e curve simili ai rendimenti della borsa di New York.

Nessuno rammarico né rimpianto quindi per il numero 95 del team Suzuki:ci stavo pensando da tanto tempo - svela Roger Lee - e riconoscerlo: non è stato affatto semplice prendere questa decisione. Ho considerato a che punto io mi trovi ora nella mia vita, adesso desidero avere una famiglia, rilassarmi con la gente con la quale vivo e divertirmi, proprio come facevo quando avevo 9 anni, tempi in cui si trovava sempre qualcosa di nuovo da fare”.

Roger immagina che, a volte, guarderà indietro, ricordando le tante sfide vinte e perse:sto realizzando quanto sia stata lunga la mia strada, ci saranno molte cose che mi mancheranno del mondo delle moto - ammette - perché, in primis, io sono un appassionato e motociclista. Voglio finire la stagione forte, non voglio scomparire. L’anno è iniziato duramente, vorrei finire forte, anche se vado in pensione non vorrei sparire dall’ambiente”.

La dedica di Hayden è alla sua squadra che, specialmente lo scorso anno, è stata davvero vicino più al Roger ragazzo che a quello pilota, nei momenti terribili vissuti:sono assolutamente fiero di aver vinto con la Suzuki nella classe Superbike, la Casa di Hamamatsu ha fatto un ottimo lavoro inserendo bravi ragazzi nel team Yoshimura, sono convinto che continueranno a fare bene per ancora tanti anni, del resto, in tantissime stagioni hanno dimostrato il loro valore”.

 

 

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