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Sargent, Triumph: "In Moto2 abbiamo dimostrato cosa siamo in grado di fare"

"Triumph è spesso percepita come un brand che costruisce moto classiche, adesso invece gli ingegneri vengono da noi perché vogliono lavorare sui motori racing per la Moto2. La MotoGP? Per ora pensiamo al motocross e all'enduro"

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Dal 2019 Triumph è diventato fornitore unico dei propulsori in Moto2, sostituendo con il proprio 3 cilindri il precedente 4 in linea Honda di derivazione CBR. Un passo in avanti molto importante per la categoria ed anche per lo stesso Costruttore di Hinkley, al primo passo nel motomondiale. Nel paddock, sono sempre stati tutti molto entusiasti del lavoro svolto dal Costruttore britannico, che ha messo a disposizione di piloti e squadre un motore molto performante ed affidabile, che ha senza dubbio alzato il livello della categoria avvicinando anche le prestazioni della middle class a quelle della MotoGP. 

In questa intervista rilasciata da Steve Sargent, responsabile prodotto Triumph, ai colleghi di Crash.net, si fa il punto sull'impegno del Costruttore nel racing, dai possibili scenari futuri alla mancata opportunità di entrare in MotoGP, una classe che al momento non sembra costituire una vera attrattiva per una Casa che vuole invece puntare anche sull'off road in futuro. 

"In termini di budget, la MotoGP è un'altra cosa - ha spiegato Sargent - e non parlo solo dei soldi necessari per correre, ma anche di tutto quello che riguarda la ricerca e lo sviluppo che c'è dietro un impegno del genere. Al momento siamo concentrati sulla Moto2, sulla SuperSport e poi sul Motocross e sull'enduro. In Moto2 volevano dimostare ciò che Triumph è in grado di fare come azienda, la sua capacità ingegneristica. Molti conoscono Triumph come marchio dedicato alle moto classiche, ma è chiaro che abbiamo altri segmenti in cui siamo molto coinvolti. Volevamo far capire cosa siamo in grado di fare e grazie alla Moto2 adesso ci conoscono in mercati diversi, come l'Indonesia e l'Europa meridionale.  Alla fine il nostro scopo è vendere più moto e la Moto2 ci ha fatto bene da questo punto di vista". 

Secondo Sargent, è cambiata anche la percezione da parte di chi voleva candidarsi per lavorare con Triumph. 
"La Moto2 ha attirato sia nuovi clienti che nuovi ingegneri verso di noi. Adesso arrivano candidature da persone che ci dicono di essere appassionati di racing e di voler essere coinvolti nei nostri progetti. Le corse in generale attirano le persone che vogliono lavorare con noi. Non esiste categoria migliore del motomondiale, ma neanche una più rischiosa. Tanti piloti corrono con i nostri motori, è importante che siano affidabili e competitivi. Facciamo anche tanti test con le nostre moto stradali sfruttando piloti che corrono ancora o ex piloti del BSB e sono tutti bravissimi. Se volete testare al massimo la solidità di una moto, mettetela in mano ad uno di questi piloti e capirete a che punto siete! Loro vogliono disperatamente dimostrare di poter arrivare in MotoGP, spingono al limite assoluto".   

L'impegno nel racing aiuta anche a creare know how per gli ingegneri ovviamente.
"Possiamo fare tutti i calcoli che vogliamo sulla carta, ma alla fine serve poi portare questi motori in pista e spingerli al limite. Con la Street Triple che abbiamo presentato a Valencia ad esempio, abbiamo dimostrato quanto di quel motore sia lo stesso che corre in Moto2. Eppure gira a 12.650 giri, mentre quelll che corre in pista arriva a 15.000 giri al minuto. Questo dimostra quanto sia affidabile, perché può arrivare a quel limite. Tutto questo contribuisce in modo decisivo allo sviluppo delle nostre moto di serie". 

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