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A Parigi moto e scooter non sono più benvenute, almeno per il sindaco

Dal 30 agosto la capitale francese abbasserà i limiti di velocità in città e dal 2022 moto e scooter pagheranno il parcheggio

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Parcheggi ridotti e a pagamento per moto e scooter e limiti di velocità abbassati in tutta la città. Sembra che il sindaco di Parigi, Anne Hidalgo, mantenga le promesse. Questi provvedimenti che entreranno in vigore a breve sono gli effetti diretti della campagna elettorale della Hidalgo, che ha fatto del tema ambientalista un caposaldo della rielezione a primo cittadino della capitale francese. Ma cosa cambia quindi per i motociclisti parigini o per i mototuristi che hanno messo la Ville Lumiere tra le tappe della vacanza 2021? Ve lo spieghiamo subito.

A passo d’uomo

Dal prossimo 30 agosto parecchie vie della città vedranno il limite di velocità ridursi a 30 km/h, cifra che già campeggia sui cartelli del 60% delle strade parigine. Solo le arterie a quattro corsie come gli Champs Elysées manterranno i canonici 50 orari, mentre nelle strade dei quartieri periferici il limite rimarrà di 70 km/h. In una città congestionata e dove la nuova mobilità ha già mostrato limiti evidenti (proprio a Parigi una nostra connazionale ha perso la vita investita da un monopattino elettrico) una notizia del genere non rappresenta per forza un “j’accuse” alle auto e alle moto endotermiche, ma piuttosto una toppa per abbassare il rischio di mortalità degli incidenti. Il rovescio della medaglia è però nei numeri: le statistiche dicono che chi guida in centro a Parigi ha una velocità media di 11,6 km/h, mentre spostandosi in tangenziale aumenta (si fa per dire) a 30,9 km/h. Probabilmente chi viaggia su due ruote impiegherà molto meno, visto nella capitale francese vige la buona abitudine di lasciare un lato della corsia riservato ai passaggi delle due ruote (e per questo dovete ringraziare i moto-taxi), ma numeri del genere rendono bene l’idea di quanto sia congestionato il traffico parigino. E infatti la decisione è stata al centro di una consultazione popolare che ha visto i cittadini del centro favorevoli alla riduzione della velocità, mentre i pendolari hanno espresso, vanamente, parere contrario.

No parking zone

Le novità non finiscono qui sotto la Tour Eiffel però, perché dal 2022 moto e scooter endotermici dovranno pagare per parcheggiare in centro. Un desiderio che la Hidalgo ha promosso sin dalla sua rielezione, insieme ad un altro punto cruciale della sua lotta ambientalista: la riduzione dei parcheggi per restituire “spazio” ai pedoni. L’amministrazione comunale ha posto come obiettivo la diminuzione del 50% circa dei posti auto e moto ora a disposizione, che tradotto in numeri reali significa eliminare tra i 60.000 e i 70.000 parcheggi. Un attacco frontale all’uso dei veicoli (endotermici, ibridi o elettrici) in piena regola e senza eccezioni.

Aspettando le moto volanti

Siamo perfettamente coscienti che da qualche parte si dovrà pur iniziare per abbattere le emissioni che stanno portando ad un punto di non ritorno il nostro pianeta e lo abbiamo scritto in più occasioni. Quello che è meno chiaro però è come i piani ambientalisti della politica a volte si dimentichino di chi le città le abita, di chi ogni mattina deve spostarsi per lavorare, di chi non lo può fare con i mezzi pubblici o in bici. Allungare il tempo speso nel traffico o far impazzire i parigini per trovare parcheggio non sembra l’idea migliore per aumentare il loro welfare, a meno che il prossimo passo della Hidalgo non sia far recapitare a casa dei suoi amministrati auto e moto volanti.

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