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A volte ritornano: Marquez, Bagnaia e Martin al bivio di una storia thrilling

La foto di copertina è del 2018, l'anno in cui tutti e tre i protagonisti di questo mondiale vinsero il proprio nelle tre categorie, MotoGP, Moto2 e Moto3. Ora, dopo quattro anni di assenza Pecco e Jorge rincontrano Marc, con la promessa il prossimo anno di sfidarsi ancora alla pari  

A volte ritornano: Marquez, Bagnaia e Martin al bivio di una storia thrilling

Ne discutiamo spesso: la politica dei giovani portata avanti dalla Ducati ha dato buoni frutti e, specialmente il nostro Carlo Pernat, non dimentica mai di ricordarlo.

E’ pur vero che ormai stiamo parlando di ex giovani, perché nell’attuale schieramento della MotoGP l’unico di primo pelo è Pedro Acosta, che è del 2004 e l’anno prossimo arriverà Fermin Aldeguer che è di un anno più giovane.

Ce lo fa notare il nostro Tiziano Niero, che aggiunge un particolare non da poco: all’età dei nostri Bagnaia e Bastianini, Marc aveva già vinto i suoi otto mondiali.
E questi sono gli anni di nascita dei protagonisti della MotoGP:

Marquez 1993
Bagnaia 1997
Bastianini 1997
Martin 1998
Morbidelli 1994
Bezzecchi 1998
Quartararo 1999
Vinales 1995
Acosta 2004
Aldeguer 2005

Sono tutti piloti maturi. Poi è vero, però, che nessun pilota superati i 30 anni ha mai più vinto un titolo in MotoGP. Lo stesso Valentino Rossi ha centrato il suo nono alloro nel 2009. Diciamo allora che sicuramente Marquez, fuori dal famoso incidente a Jerez del 2020 ha sicuramente sprecato le sue stagioni migliori.

Non è più quello di una volta? Probabile, il tempo passa per tutti, ma a giudicare da questo inizio stagione c’è solo da rallegrarsi che la MotoGP abbia nuovamente nelle sue fila il pilota che, fino a quella fatidica stagione aveva posto l’asticella ad una ragguardevole altezza.

Provate ad immaginare un tennis privo di Novak Djokovic negli ultimi quattro anni: avrebbero i risultati di Jannik Sinner lo stesso valore? Del resto è dal 2020 in poi che i vincenti di questi anni, Mir, Quartararo e Bagnaia, attendevano di potersi misurare con lui e l’unico rimpianto, al momento, è che il pilota della Honda e quello della Yamaha, non abbiamo un mezzo in grado di mostrare le loro capacità, stante l’attuale dominio Ducati.

Aggiungiamo che è una grande opportunità per tutti averlo in pista, sapendo per lo più che - come ha dimostrato la parabola di Valentino Rossi - avere l’opportunità di poter godere della guida di un fuoriclasse è fantastico in primo luogo per i piloti che possono avere la possibilità  di batterlo. Peraltro piloti che non hanno avuto questa occasione nei suoi anni migliori. E visto anche che Marc ha gettato loro un guanto di sfida nel 2025, quando ha dichiarato che, una volta alla guida di una MotoGP aggiornata all’ultima versione, correrà per il nono titolo mondiale. Non è che quest’anno comunque non ci proverà, eh…

Un’altra considerazione. Martin oggi è in testa al campionato con 129 punti, ma colui che ne ha fatti di più negli ultimi due GP è stato Marquez. Fra Jerez e Le Mans il pilota di Cervera ne ha totalizzati 53, Martin 49 e Bagnaia 46.

Marc inoltre, è l’unico non ufficiale nella parte alta della classifica. A pari merito con lui ci sono Bastianini (Ducati GP24), poi ci sono Vinales (RS-GP 24), Acosta (KMT RC16 24), Binder (KMT RC16 24), Espargaro (RS-GP 24). Il migliore degli ‘altri’ è Fabio di Giannantonio (che peraltro è uno dei più giovani) che ha 42 punti in meno.

Come sappiamo tutti, non è mai accaduto che un pilota privato abbia vinto il titolo nella  classe regina, e men che mai con una moto dell’anno prima. Anche dire che ci ha provato Martin l’anno passato non è corretto perché se è vero che Pramac è un team satellite, è altresì innegabile che abbia un trattamento da ufficiale. Per non parlare del fatto che lui stesso è sotto contratto Ducati.

Diciamo che la situazione che ci va più vicina è quella di Valentino Rossi che nel 2000 finì alle spalle di Roberts jr con la Honda HRC ereditata da Mick Doohan e con l’intera sua squadra.

Le considerazioni che precedono fanno di noi un tifoso di Marquez? No, è nostro compito di giornalisti ricordare, di fronte ad una situazione, fatti e numeri che possano spiegarla al meglio. Qui non si mette in dubbio né la velocità né i trascorsi di alcuno degli altri piloti che sono in competizione nel mondiale 2024. Piuttosto li si guarda tutti dalla medesima prospettiva.

A proposito: come mi suggerisce l’amico Francesco Raucci, fisioterapista e grande appassionato: la Yamaha richiamò Valentino Rossi nel 2013 al fianco di Jorge Lorenzo. Aveva 34 anni e alla prima gara, in Qatar, finì secondo proprio dietro a Jorge (e davanti a Marquez e Pedrosa).

Insomma, a volte ritornano, ed il fatto che sia il titolo di una raccolta - 20 racconti, come 20 sono i Gran Premi del campionato - del Maestro Stephen King, secondo noi è di buon auspicio per altrtettante gare decisasmente thrilling!

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