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SBK, Tardozzi: “Otto moto in MotoGP non rallenteranno Ducati in Superbike”

“Stiamo seguendo la linea verde anche in SBK. Siamo stati criticati per aver portato in SBK la filosofia MotoGP, ma ora c’è più prestazione e sicurezza. Rea? In MotoGP starebbe nei primi 10. Le 8 MotoGP nel 2022? La SBK non ne risentirebbe, lo sforzo rimarrebbe intatto”

SBK: Tardozzi: “Otto moto in MotoGP non rallenteranno Ducati in Superbike”

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Venerdì era presente Gigi Dall’Igna, ieri Claudio Domenicali, oggi Davide Tardozzi. L’ex pilota è stato invitato da Dorna e FIM per i 30 anni delle derivate in Riviera. Così, stamani, Davide è partito con il proprio figlio per fare tappa in circuito.

Ha incontrato Stefano Cecconi, in seguito si è intrattenuto qualche minuto con Michael Rinaldi in hospitality Aruba: “Grande Michael complimenti, davvero”. “Grazie Davide – ha risposto il pilota – il problema è che il turco fa paura, se stacco come lui vado nei campi (sorride)”.

In seguito il diretto sportivo si è intrattenuto con noi per qualche minuto.  
“Fa sempre piacere venire qua a Misano e vedere tutti questi piloti in azione – ha detto – ai miei tempi il paddock era diverso, ma alla fine  tutto si evolve e penso sia ben gestito ad oggi. Non sarà più quello di 20 anni fa, ma è cresciuto in meglio ed è migliorato”.

Davide, come giudichi questa Ducati V4, che ieri ha vinto in Riviera?
“L’idea della V4 è quella di una moto nata per vincere, che presenta caratteristiche positive e altre negative, come d’altronde tutte le moto. Di sicuro, qua a Misano, Michael e la Rossa hanno mostrato grande potenziale. A tal proposito Dall’Igna ha ricevuto da Domenicali un input pesante per vincere il Campionato e di conseguenza questo è il nostro obiettivo da raggiungere”.

Durante gli ultimi due anni si è parlato molto della filosofia MotoGP in SBK, spesso apprezzata, altre volte criticata.
“La Ducati fa moto di un certo tipo e di conseguenza la nostra filosofia è portare il massimo della tecnologia e innovazione in MotoGP, di seguito trasferirla in Superbike e poi alla moto di serie. Ed è proprio quello che stiamo facendo. A volte siamo criticati per questo, ma alla fine la filosofia di Ducati è questa e il processo è inevitabile. Vogliamo infatti dare al cliente finale la massima tecnologia”.

Un processo quindi inevitabile.
“Certo, questo processo significa prestazione, ma anche sicurezza, con tutti gli accorgimenti volti a tutelare. Tengo infatti a ribadire il concetto di sicurezza, dato che spesso siamo focalizzati sulla prestazione”.

Nel caso delle otto moto in GP il prossimo anno, non c’è il rischio che la SBK possa risentire di tale impegno?
“Assolutamente no! Il budget dedicato alla Superbike è della Superbike, tanto che Claudio e Gigi vogliono vincere a tutti i costi in questo Campionato e le risorse non caleranno. Questo posso assicurarvelo, non ci saranno cambiamenti a riguardo a prescindere da quello che accadrà o meno nell’altro paddock”.

Parlando di piloti: in MotoGP avete puntato sulla linea verde e anche qua state seguendo il medesimo percorso. È la carta vincente?
“Bisogna trovare dei piloti giovani che possano performare nel modo migliore per battere Johnny. Lui è un grandissimo pilota e per batterlo dobbiamo quindi trovare qualcuno che possa fare un salto di qualità. Se continui a prendere i piloti che in passato non l’hanno mai battuto è complicato, proprio per questo stiamo seguendo una determinata via”.

A proposito di piloti. Petrucci sta aspettando risposte da KTM. Nel caso, ci sarebbe posto per lui in SBK?
“Auguro a Danilo di rimanere in KTM”.

Parliamo quindi di Rea. Chi ti ricorda?
“Ricorda tutti i grandissimi Campioni di questa specialità. Il suo talento è fuori discussione,  lo conosciamo bene e  i Mondiali vinti ne sono la dimostrazione. Sono dell’idea che Rea in MotoGP  possa stare nei primi dieci in gara”.

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