MotoGP, GP Jerez 2: il Bello, il Brutto e il Cattivo

Il Diablo Quartararo regna ancora nell'inferno di Jerez, Rossi assapora una boccata di paradiso, Vinales continua il suo purgatorio

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Contro il caldo di Jerez non c’è nulla di meglio di una doccia di Prosecco ghiacciato. Quartararo ne ha certificato gli effetti benefici e Valentino ha voluto provare sulla sua pelle se il francese avesse ragione. Del resto glielo aveva consigliato anche suo fratello Marini, con Bastianini e Bezzecchi a confermare la tesi. L’unica controindicazione, aveva spiegato Vietti, era prestare attenzione al contenitore.

Anche Bagnaia e Morbidelli erano pronti alla sperimentazione, ma le loro moto non erano convinte e hanno preferito tenerli lontani dall’alcool. Che invece è servito a Vinales per cercare di dimenticare chi avrà nel box il prossimo anno.

Probabilmente una bevuta consolatoria è servita anche nel team ufficiale Ducati. Dovizioso e Petrucci hanno poco da salvare da questo fine settima. Giusto il biglietto aereo per andarsene dalla Spagna, ha detto sincero Danilo.

IL BELLO – Tre bandiere tricolore che sventolano, tre facce sorridenti, tre speranze per il futuro dell’italmoto (termine brutto da sentire ma bello da vedere). Enea Bastianini, Luca Marini e Marco Bezzecchi hanno monopolizzato il podio di Moto2, era la prima volta per gli azzurri. Esserci riusciti in casa dell’Armada spagnola vale doppio. La caduta dopo il traguardo è ampiamente perdonata.

IL BRUTTO – Fumare fa male, non lo dicono i medici ma gli ingegneri il fumo passivo della sua Ducati ha fatto male soprattutto a Bagnaia. Anche il silenzio può essere assordante e Morbidelli ha ancora nelle orecchie quello del motore della sua Yamaha. Pecco e Franco hanno in comune (tra le altre cose) un titolo in Moto2 e una domenica nera ma non da dimenticare, perché entrambi hanno fatto vedere di non essere in MotoGP per caso. Due protagonisti, anche se sfortunati.

IL CATTIVO – Altro che studi sul genoma o stregonerie di civiltà perdute, per ridurre l’invecchiamento basta un podio. I risultati non sono stati pubblicati su una rivista scientifica, ma mandati in mondovisione da Jerez. Valentino Rossi ne ruolo di cavia e testimonial, ma senza rinunciare a un pizzico di cattiveria all’indirizzo della Yamaha. Una rivincita per il Dottore nei confronti degli ingegneri giapponesi, che hanno dovuto chinare il capo, e non in segno di salute. Spettacolo in pista e davanti ai microfoni, il piatto forte di casa Rossi.

LA DELUSIONE – Chi si accontenta gode, è sembrato il motto di Maverick Vinales. Non si sputa su due secondi posti, ma quando il futuro compagno di squadra, a parità di moto, ti saluta ancora una volta dopo pochi giri e lo rivedi solo sul podio, c’è poco da essere contenti. E questa volta non c’era neanche l’attenuante della gomma sbagliata.

LA CONFERMA – Bisogna saper vincere e Fabio Quartararo lo sa. Tutti domenica lo aspettavano al varco, lui l’ha superato con un balzo e poi si è messo a danzare per 25 giri in coppia con la sua Yamaha. A un ritmo rock, senza mai sbagliare un passo, senza mai un’incertezza. Roba da Marquez, avremmo detto. Roba da Quartararo, diciamo.

L’ERRORE – Cinque cadute in due gare, una doppietta solo il sabato in qualifica. Se l’obiettivo di Aleix Espargarò era di collaudare la resistenza delle carene della nuova Aprilia, il lavoro è stato concluso alla perfezione. Se invece era quello di fare chilometri con la nuova moto e portare a casa punti importanti, è stato un fallimento su tutta la linea. Va bene l’entusiasmo, ma a volte serve anche usare la testa.

LA SORPRESA – Tutti distratti da Marc Marquez e dal tentativo (fallito) di un rientro lampo, Alex Rins e Cal Crutchlow sono rimasti sullo sfondo. Eppure i due si sono presentati al via come se fossero reduci da una ripresa con Mike Tyson. Il pilota della Suzuki in gara è riuscito a mettersi dietro un paio di piloti, quello della Honda si è perfino fermato ai box pensando al ritiro, ma poi ha deciso di rientrare ed arrivare al traguardo. Le posizioni finali non contano, gli applausi ai due sì.

IL SORPASSO – Celestino Vietti ha fatto dei bei sorpassi per salire sul podio, ma ha stupito ancora di più per la velocità con cui è andato in infermeria dopo i festeggiamenti. Era la sua prima volta da maggiorenne, è arrivata finalmente la bottiglia di Prosecco che però non ha retto al suo zelo. Sedici sono i punti per il 3° posto, 6 quelli di sutura alla mano: il totale è 22.

LA CURIOSITA’ – Perché le Yamaha sono partire per la gara con gomme usate (o meglio, rodate per un paio di giri)? A risolvere il mistero Piero Taramasso responsabile Michelin, che ha spiegato che con questo ‘trucco’ (di derivazione F1) si riesce ad abbassare la temperatura dello pneumatico per una decina di gradi. Lo avevano consigliato anche tutti i piloti.

IO L’AVEVO DETTO – Takaaki Nakagami: “ho guardato i dati di Marc Marquez per migliorare”. Alex Marquez: “ho guardato i dati di Nakagami per migliorare”. Quindi, per la proprietà transitiva…

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