MotoGP, L'incidente di Silverstone: come l'airbag ha salvato Dovizioso

Alpinestars ha pubblicato i dati dell'intervento del Tech-Air che ha permesso ad Andrea e Quartararo di rialzarsi senza gravi conseguenze

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Con il senno di poi, si può definire spettacolare l’incidente capitato a Quartararo e Dovizioso a Silverstone. L’uso dell’aggettivo è lecito perché, a parte qualche contusione, i due piloti se la sono cavata solo con uno spavento.

Fino a qualche anno fa una dinamica del genere poteva causare gravi danni, ma in MotoGP la sicurezza ha fatto passi da gigante. Non parliamo solo dei circuiti (con spazi di fuga ampi e airfence sulle barriere) ma anche dell’abbigliamento protettivo. In questi senso, l’airbag inserito nelle tute è stata una vera e propria rivoluzione e, giustamente, il regolamento lo rende obbligatorio.

Andrea e Fabio sono entrambi equipaggiati con il sistema Tech-Air di Alpinestars e l’azienda italiana ha pubblicato i dati degli impatti dei due piloti.

Per quanto riguarda Quartararo, che è stato sbalzato in aria dopo una violenta imbarcata della sua Yamaha, l’airbag si è gonfiato completamente 60 millesimi di secondo prima che il francese toccasse l’asfalto. Questo significa che il sistema ha potuto assorbire l’urto. In tutto la sua caduta è durata 4,7 secondi, un periodo di tempo che può sembrare breve, ma in verità è molto lungo quando si sta rotolando sull’asfalto. L’impennamento delle curve che indicano l’accelerazione laterale indicano quanto violento sia stato l’impatto.

Per quanto riguarda Dovizioso, l’airbag si è completamente gonfiato addirittura 145 millesimi prioma dell’impatto a terra. C’è però un altro dato quanto questa tecnologia si sia evoluta: il Tech-Air, infatti, non si è attivato quando la moto di Quartararo è andata a sbattere contro la Ducati disarcionando Andrea, ma solo quando il pilota è stato sbalzato in aria. Gli algoritmi che decidono il funzionamento dell’airbag sono quindi molto sofisticati e riescono a capire con esattezza il giusto momento per attivare il sistema.

E i piloti ringraziano.

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