Marquez e la piastra di titanio rotta: storia semiseria di un dramma

Costano da 20 a 100 dollari USA, sconti per quantità, e si rompono. Alcune sono fatte in Cina...a Marc ed alla Honda Mir & co avrebbero dovuto fornire prove di resistenza alla fatica. Nelle corse si usa così


Ora possiamo tirare un sospiro di sollievo: Marquez non è stato costretto a rinunciare ad altri tre Gran Premi, Brno ed i due in Austria, perché ha osato troppo nel GP di Andalusia. No, si è trattato semplicemente di sfortuna. Un banale incidente domestico.
A rivelarcelo è stato il team Principal di HRC.

"Lunedì scorso, Marc ha subito un'altra operazione all'omero del braccio destro - ha dichiarato Puig - a causa della caduta del Gran Premio di Jerez. Un brutto incidente domestico in casa sua, l'apertura di una finestra, è stata la causa del problema. In seguito si è scoperto che la piastra in titanio si era rotta aprendo questa finestra. Probabilmente, un eccesso di stress in quell'area ha reso possibile tutto questo. Ecco com'è la situazione adesso".

Meno male che c’è Alberto. La sua rivelazione ci ha permesso di approfondire un tema che non conoscevamo. Già, perché è bastata una ricerca, anche superficiale, con Google per scoprire che le piastre di titanio, sì, si rompono!

A ben cercare si scoprono cause intentate ad ospedali o medici per aver impiantato piastre troppo deboli o, addirittura, difettose. Perché sì, non dovremmo scherzarci sopra, ma molti produttori sono cinesi!

E dire che non si dovrebbe lesinare a qualità, visto che costano da 20 a poco più di 100 dollari USA. Insomma, non è ‘rocket scienze’, e poi per uno come Marc Marquez che ci voleva a fare uno squillo ad Akrapovic!

Non scherziamo, anche se queste nostre disquisizioni arrivano dopo poche parole di Puig, che stimiamo, anche se magari non lo abbiamo apprezzato quando mentiva al suo stesso pilota, Dani Pedrosa, esponendogli un cartello che mentiva sul reale distacco accumulato in un Gran Premio corso sotto la pioggia, spingendolo e spingerlo fino a provocarne la caduta. Può capitare di sovrastimare qualcosa.

Ed in questo caso, certo, qualcuno ha sovrastimato. Non Marc, perché è insito in un vincente provarci, ma quantomeno quanti gli erano al fianco, perché poi dire, come ha fatto Alberto, che i medici ti hanno mentito quando basta cercare su Internet ed i casi di rotture di piastre di titanio sono all’ordine del giorno con relativi strascichi legali, beh allora significa non fare bene il proprio lavoro.

"Marc ha corso a Jerez seguendo le istruzioni dei medici e sotto la loro supervisione - le parole di Alberto Puig - I medici non hanno mai pensato che questa piastra potesse rompersi. Così ci hanno informato ed è per questo che Marc ha deciso di andare a Jerez a provare a correre, e la Honda gli ha messo a disposizione la moto. Altrimenti, né lui sarebbe sceso, né Honda gli avrebbe dato una moto. Le cose succedono e ora questa è la situazione. L'unica cosa positiva è che questo è successo a casa sua e non qui a Brno o in Austria in moto, perché le conseguenze sarebbero state molto più gravi”.

Medici incompetenti o, peggio, ansiosi di replicare uno dei miracoli dell'inarrivabile dottorCosta?

Ecco, meno male che la piastra non si è rotta mentre guidava la sua RC213-V da 280 cv! Lo ha fatto invece manovrando una finestra. Un finestrone. Un lucernario. In Italia ci sono le ottime Velux, si può pensare di intentare una piccola causa all’improvvida ditta che ha fatto quella finestra? Non era sicuramente una Velux.

Ma poi, dato che fino al giorno prima Marquez ha postato sui social immagini e video di lui stesso mentre faceva esercizi proprio con il braccio destro per non perdere tono muscolare, è stato uno strappo, una torsione, un brusco movimento a rompere la piastra o la rottura è avvenuta ‘a fatica’, come spesso accade nelle corse?

Perché in questo caso - Puig ha ragione - i dottori avrebbero dovuto informare la Honda, il suo manager ed il pilota stesso fino a quale livello di carico avrebbe potuto sottoporre la piastra in titanio.

O avrebbe dovuto essere la Honda a farlo, magari facendosi dare un esempio della piastra e provandola a fatica?

In questo modo avrebbe potuto dire a Marc: puoi fare ripetizioni con, poniamo, manubri da 10 Kg, ma non più di 20 ripetizioni per volta!

Lasciatecelo dire, avremmo preferito non conoscere il motivo della rottura della piastra.

A volte si ha bisogno di eroi.

 

DISCLAIMER: Visto che internet è pieno di virologi e, recentemente, esperti di esplosivo, non dubitiamo che ci possano anche essere esperti traumatologi con esperienza su piastre di titanio, dunque, sì, abbiamo fatto dell'ironia

P.S. La foto è didascalica, non era fatta così la piastra di Marc, ma magari così. Solo che l'altro era un disegno a colori.

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