Andrea Dovizioso, dal ring all'ottagono per battere Marc Marquez

La Ducati oltrepasserà le colonne d'Ercole nei prossimi due Gran Premi e Dovizioso dovrà abbandonare ogni prudenza per recuperare terreno e tentare di vincere il mondiale


Ho sempre amato i piloti americani, ed è per questo che considero il periodo iniziato nel 1978 e durato dieci anni, uno dei migliori del motociclismo agonistico.

Anche allora, naturalmente, durante questo periodo, nascevano voci incontrollate su chi avrebbe continuato, lasciato una casa per passare ad un'altra, ma più che altro, allora, il gossip era riferito alle avventure estive. Non che i piloti di allora fossero meno professionali di quelli di oggi, ma l'ambiente era, diciamo così, meno serioso.

Del Gran Premio della Repubblica Cecoslovacca - le due nazioni erano unite, allora - degli anni d'oro ricordo più che altro i viavai dagli Sportscoach, i grandi motorhome dei piloti statunitensi, che non davano punti iridati, ma contribuivano e non poco alla popolarità nel paddock.

Potrei stilare una classifica dei più 'attivi', ma non sarebbe corretto. Basti aggiungere che ai nomi noti si potrebbero aggiungere degli insospettabili. Ma non eravamo partiti da qua. Parlavamo del gossip in un'era in cui i social non esistevano.

Non ricordo con chi stavo parlando, all'epoca, di questo fenomeno, ma la sua risposta fu una inequivocabile: when the flag drops the bullshit stops. Tradotto più o meno letteralmente, quando cala la bandiera finiscono le stronzate.

Riferito ovviamente al momento in cui ripartiti i Gran Premi, che sono tutta la vita per chi insegue l'estate e la vede morire nell'anno breve del motomondiale, è la bandiera a scacchi, e non le chiacchiere, a contare.

Ci ho ripensato, oggi, ascoltando Valentino e Marc dopo la conferenza stampa affrontare i due argomenti che hanno riscaldato la nostra estate pericolosa. Il ritiro di Rossi, il mondiale ormai vinto da Marquez.

"Penso che si tratti solo di voci che lasciano il tempo che trovano. Secondo me il pilota deve sempre restare indifferente a quello che dice la gente attorno - ha spiegato con grande calma il campione del mondo, che ha aggiunto - Valentino ha dimostrato di avere voglia e concentrazione e tanta fame per continuare ed ha spiegato benissimo per quale motivo non è riuscito a sfruttare tutto il sup potenziale. Ha anche aggiunto che qui lunedì inizierà il suo 2020, quindi...", di che parliamo? Avrebbe potuto concludere. Ma poi ha aggiunto.

"La cosa importante è vivere nel presente, né nel passato né nel futuro. Prendete il mio caso: anche per me lunedì sarà importante per il futuro, ma se dovessi cadere domenica sarebbe un bel problema per il presente!".

Non è vinto, questo mondiale, per Marc Marquez, e non solo perché mancano ancora 10 Gran Premi.

"Nei due anni scorsi la lotta era a due: io con la Honda contro la Ducati. Oggi non è più così: c'è la Yamaha, e con Vinales recentemente è andata molto forte, e poi la Suzuki con Rins. Senza dimenticare Quartararo. Non è più una lotta a due".

Marquez ha espresso quella che non è solo la sua considerazione, ma di più è la consapevolezza di chi vive sul filo della lama.

Ciò che però è indiscutibilmente vero e che i prossimi due Gran Premi rappresentano le colonne d'Ercole per la casa di Borgo Panigale. Sui due circuiti sui quali negli ultimi anni è stata imbattibile è chiamata non solo a vincere, ma a dominare.

Una vittoria, anche due, con Marquez in scia, non basterebbe infatti ad Andrea Dovizioso per ricucire uno strappo di 58 punti. Ci vuole di più.

La domanda che, questo punto, Andrea si deve porre è: quanto sono disposto a rischiare, a giocarmi, per strappare alla Honda il titolo che alla Ducati manca dal 2007?

Perché, sacrosante le parole di Marquez, oggi non basta più fare del proprio meglio per vincere il mondiale. Bisogna mettersi totalmente in gioco, accettando le regole di un combattimento estremamente duro. Per fare un esempio Andrea dovrà abbandonare il quadrato immaginario di un ring tradizionale per trasferirsi nell'ottagono della MMA. Dalla boxe alla 'Mixed Martial Art', insomma.

Ne sarà capace?

 

Questo pezzo è dedicato a Luca Semprini, grande appassionato di moto e di MMA. Avrebbe apprezzato, ci saremmo fatti due risate. Manca a tutti noi un bel po'.

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