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Smith: "La Bagger World Cup? Sarà speciale vedere le Harley sulle piste europee"

"Sono moto grosse che pesano 280 kg, ma i tracciati scelti sono ampi, veloci e fluidi, per cui si troveranno bene. Personalmente vorrei partecipare al campionato, ma adesso la mia priorità è la MotoAmerica" 

MotoAmerica: Smith: "La Bagger World Cup? Sarà speciale vedere le Harley sulle piste europee"

Protagonista per diversi anni nel Motomondiale, nel 2025 Bradley Smith è approdato in America per prendere parte alla serie Mission King of The Baggers. In sella ad una Harley Davidson del team ufficiale, l’inglese ha chiuso al nono posto assoluto con 115 punti contro i 264 del vincitore Kyle Wyman.

Chiamato ad individuare le differenze in termini tecnici per quanto riguarda la sua moto attuale da quelle a cui era abituato in Europa, il 35ene ha svelato.

L’elevata coppia dei nostri motori è fantastica, inoltre non abbiamo elettronica. Tutto viene controllato con il polso destro. Ciò che spaventa, invece, è l’assenza di grip su alcuni circuiti statunitensi. Si finisce per andare di traverso ovunque, ma è divertente”, le sue parole a Speedweek.

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Il piacere di guida è quindi assicurato, ma non tutto è perfetto. “L’unico aspetto negativo è il peso.  Ti limita passare all’improvviso da una MotoGP di 165 kg ad una moto da 280 kg. Non possiamo neppure godere di una gomma anteriore fatta ad hoc per la categoria. E’ stata sviluppata per le SBK, dunque la frenata è limitata, ad ogni modo tirare fuori il massimo da quanto si ha a disposizione fa parte del gioco”, ha riflettuto con filosofia.

La sfida relativa alla mole sarà un ostacolo in più per chi si troverà ad affrontare la prima edizione della Bagger World Cup, competizione di contorno del Motomondiale, inserita in sostituzione della MotoE.

“Non saprei dire se chi proviene dal Mondiale o dai campionati Produzione abbia i requisiti giusti per guidare questi mostri, ma è ciò che rende eccitante la nuova serie. Ci saranno piloti che arrivano dai percorsi più svariati e le moto sono comunque molto versatili”, ha considerato.

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Come detto, nel 2026 i bolidi a stelle e strisce irromperanno nel Mondiale a partire da Austin, patria della Harley-Davidson, a fine marzo, per poi proseguire nei round di Mugello, Assen, Silverstone, Aragon e Red Bull Ring. Un’impresa non semplice alla luce delle caratteristiche dei tracciati del Vecchio Continente.

“Sarà qualcosa di speciale vedere moto tanto grosse su quelle piste. Ad ogni modo tutti i tracciati in questione hanno layout ampi, fluidi e veloci, quindi sono adatti. Il passo delle moto è più lungo di una MotoGP o di una SBK, di conseguenza le difficoltà arrivano perlopiù sui tratti stretti. Mi piacerebbe molto partecipare proprio per gareggiare sui quei circuiti, tuttavia la mia priorità resta la MotoAmerica”, ha infine concluso.

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Chiara Rainis