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SBK, Petrucci: "Troppo grip, la moto invece di girare ti porta nella via di fuga"

"Con il flag-to-flag sarà cruciale partire davanti, come correre due Superpole Race". E sull'incontro della Safety Commission svela: "nonostante il nuovo asfalto ci sono molti sobbalzi, la curva 9 il punto più pericoloso"

SBK: Petrucci:

Undicesimo nella sessione della mattina e poi quarto nel pomeriggio Danilo Petrucci non ha nascosto un certo disappunto per le sensazioni provate in sella alla sua Panigale V4R.  “Non è divertente quando arrivi a 320 km/h alla prima curva e ti sembra di essere spinto fuori – le sue parole – Complessivamente è andata bene, ma non mi sono trovato bene con l’assetto. Purtroppo, a causa del nuovo asfalto non si possono fare comparazioni con il 2023. Ho notato osservando gli altri molte derapate. Detto ciò siamo stati molto veloci.  Domani dovrò ripetermi in qualifica, ad oggi il mio punto debole. Per il resto il passo è buono”.

Le attese per le due gare sono di una battaglia serrata. “Sono in molti ad essere veloci e con il flag-to-flag, non dovendo gestire le gomme sarà dura. Cercherò di partire davanti così da essere il più vicino possibile al podio”.

Tornando al feeling avvertito alla guida, il pilota di Terni ha analizzato con precisione. “Siamo a Phillip Island, ma è come essere altrove. Negli anni scorsi, appena si andava sul gas la moto scivolava e potevi entrare in curva senza difficoltà, adesso invece non è più possibile perché la gomma posteriore spinge sull'anteriore e ti porta nella direzione opposta risposta rispetto al cambio di direzione. In particolare la penultima e l’ultima curva sono molto complicate. Ti sembra di andare dritto anziché a sinistra. Penso che questo valga un po’ per tutti, dunque bisognerà trovare il giusto bilanciamento tra la guida e l’assetto”.

Entrando nel dettaglio degli pneumatici il 33enne ha commentato: “Se si stressa l’anteriore si finisce per restare senza niente. Credo di essere stato l’unico martedì scorso a compiere 20 giri. E’ filato tutto liscio fino alla tornata 16/17, poi non sono più riuscito a girare la moto e i tempi si sono alzati. Il davanti ha accusato graining, mentre il posteriore blistering. Non è stato un gran problema visto che sono partito sull’129” e ho concluso sull’1’31”, però non si può prevedere quale sarà il comportamento delle coperture”.

Per il pilota umbro anche la scelta della Dorna di spezzare i due GP riducendo il numero di giri da compiere non è stata ottimale. “Sarà come fare due Superpole Race assieme. Ecco perché sarà cruciale partire davanti”.

Tracciando un quadro generale delle due sessioni ha quindi spiegato: “Non abbiamo fatto i progressi attesi. Sono stato veloce, ma mi sono sempre sentito instabile sulla mia Ducati e con la paura di cadere anche a causa del chattering. E’ tutta colpa dell’alta aderenza. Non appena acceleri il dietro spinge sull’anteriore. Prima, ad esempio, alla curva 3 non appena aprivi la moto scivolava, adesso al contrario, finisci nella via di fuga. Ci vogliono gli attributi per dare gas mentre sei a metà cambio di direzione e lasciar scorrere la motocicletta, in più devi sempre essere aggressivo nella manovra, altrimenti il grip diventa ancora più evidente e non riesci a girare.  Ne ho parlato con diversi colleghi, specialmente quelli della mia marca. Tranne Bulega, apparso subito a suo agio, stiamo soffrendo un po’ tutti, compresi gli ex MotoGP”.

Infine sulle discussioni in sede di Safety Commission  ha svelato: “Abbiamo parlato esclusivamente dei molti sobbalzi presenti a dispetto della recente riasfaltatura. Per una risoluzione bisognerà attendere a lungo. Le sezioni peggiori sono le curve 1,3,9 e a metà della 12. La 9 però è la più pericolosa perché ne ha diversi e per un attimo quando ti inserisci perdi il controllo”.
 


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