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Rivola: "MotoGP deve arrivare al livello della F1, ma non piacerà a Moto2 e Moto3"

"Un paddock di garagisti non funziona e abbiamo bisogno di più costruttori. Dal 2027 le moto saranno più lente e il pilota tornerà a essere più importante. L'arrivo di Davide Brivio è una buona notizia per Trackhouse e per Aprilia"

MotoGP: Rivola: "MotoGP deve arrivare al livello della F1, ma non piacerà a Moto2 e Moto3"

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La MotoGP ha iniziato il suo 2024 con i test di Sepang, ma il motomondiale sta guardando anche più avanti. Al 2027 e oltre, quando cambierà il regolamento tecnico, e non è l’unico tema di cui si parla nella stanza dei bottoni. Massimo Rivola, amministratore delegato di Aprilia Racing, sa bene che la MotoGP deve puntare più in alto e la sua esperienza in Formula 1 è preziosa in questo momento.

Alcune Case - con KTM in testa - sono favorevoli a una riduzione dei Gran Premi.
Se lo chiedete alle nostre famiglie, vi diranno di ridurli - scherza, ma non troppo, Rivola - Non ne abbiamo parlato recentemente con Dorna, ma personalmente, con l’aggiunta delle Sprint, ho finito la scorsa stagione distrutto perché il venerdì è come se fossi già in qualifica, è stata dura. Ventuno o 22 Gran Premi sono tanti, dobbiamo sederci con Carmelo Ezpeleta e capire cosa fare. Forse dovremo avere meno gare in Italia e in Spagna, in Europa e in generale, e andare dove ci sono i soldi. Abbiamo bisogno di sponsor importanti e per attrarli è giusto correre in Indonesia, in India, in mercati interessanti”.

La mancanza di investitori è un argomento chiave.
Credo che il problema attuale sia quello di generare più interesse per uno sport che per me è clamoroso - l’opinione del manager - Dobbiamo trasformare le gare in eventi e la Formula 1 ha tanto da insegnarci. Anche noi Case siamo parti di questo business e dobbiamo parlare con Dorna per avere una visione non a breve termine. Le modifiche fatte, come l’introduzione delle gare Sprint, è stata fatta in quest’ottica”.

Ma non è bastato.
La Formula 1 ha creato un vero e proprio evento investendo tanto, anche sui personaggi, per esempio sugli attori come ospiti. Ha alzato la qualità ed è andata a pescare in un mondo diverso, questo è il primo punto - continua il boss di Aprilia - Non dobbiamo cercare il tifoso di moto, ma quello - ad esempio - di tennis, per fargli scoprire quanto è bella la MotoGP. Se continuiamo a essere dei garagisti, non funzionerà. Probabilmente serviranno misure drastiche, che probabilmente piaceranno poco a Moto2 e Moto3, per elevare la MotoGP a un livello simile a quello della Formula 1. Era stato fatto un tentativo di dividere i paddock, ma era stato rifiutato. Bisogna costruire un qualcosa per cui la MotoGP diventi inarrivabile, come la F1, e bisogna fare lo stesso percorso”.

Il futuro passa anche da un regolamento tecnico diverso.
Ne stiamo ancora parlando nella MSMA e sembra che le moto diventeranno più lente. Ora sono abbastanza veloci, quindi non è una cattiva notizia ridurre le prestazioni - afferma Massimo - Ci sarà meno aerodinamica, meno abbassatori, cilindrata minore: verrà data maggiore importanza al pilota, più che alla moto. Se Aprilia è d’accordo? Se è per il bene del nostro campionato e dello spettacolo, sì. Alla fine puoi restare in MotoGP se generi business, se le gare rischiano di diventare meno spettacolari a causa dell’aerodinamica e dei vari sistemi, va bene ridurli”.

Anche per attirare nuovi costruttori.
Lo spero. Ho visto BMW veloce nei test in SBK con Toprak. Sarebbe bello, abbiamo bisogno di più Case che di squadre satellite, dobbiamo crescere. Non so se Kawasaki o Suzuki vorranno tornare, ma sarebbe un bene avere più costruttori” si augura l’ad.

Intanto, a Noale hanno già lavorato per assicurarsi una stabilità interna con l’arrivo del team Trackhouse e quello di Davide Brivio nel ruolo di team principal. Logico che Rivola abbia avuto un ruolo in questa ultima operazione.
“Non conoscono questo ambiente e mi hanno chiesto un parere - non vuole rivelare troppo - Do il mio benvenuto a Davide, è un mio amico. Sono sicuro che porterà dei benefici al nostro progetto, ha molta più esperienza di me: è una buona notizia per Trackhouse, ma è anche una buona notizia per Aprilia. Lavoriamo strettamente con il team, il nostro è un progetto condiviso, ed è un bene avere Davide a bordo”.

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A parte il fatto di entrate in un mercato nuovo come quello americano, a me è piaciuto molto il fatto che vengano dalle corse, sanno che una stagione in cui fatichi fa parte del gioco. Fare capire loro la cultura europea e quella della MotoGP sarà parte del nostro lavoro e di quello di Davide. Il fatto di entrare in un mercato nuovo per loro, con potenzialità enormi, mi fa pensare che il progetto debba essere di almeno 5 anni” dice Rivola.

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