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Triumph Tiger 900 GT Pro: i segreti della adventure totale

Per il secondo appuntamento della nostra Moto del Mese poniamo la lente di ingrandimento sulla Triumph Tiger 900 GT Pro: ammiraglia hi-tech della adventure di Hinckley che si pone come una delle crossover più dotate della categoria

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Nuovo appuntamento con la Moto del Mese di GPOne.com! Dopo avervi presentato le nostre "elette", e soprattutto prima di raccontarvi come vanno, ci sembra giusto spiegarvi perché abbiamo deciso di conoscerle meglio. Per questo abbiamo deciso di scoprire i segreti delle adventure di Hinckley mettendo sotto i raggi X la più dotata della famiglia: la Triumph Tiger 900 GT Pro.

Ci sono una serie di fattori delle Tiger che ci hanno convinto: tecnici, tecnologici, ergonomici e aerodinamici, tutti però riconducibili al concetto di comfort: inteso certamente come comodità di viaggio, ma anche come facilità di guida, attualità dei contenuti e... chi più ne ha più ne metta. E chiariamoci, non hanno convinto solo noi, visto che le Tiger sono tra le best-seller di Triumph in Italia. 

Comfort a tutto tondo

Basta accomodarsi in sella per capire che l'attenzione ai dettagli è massima, come da tradizione di casa Triumph. Qui però non parliamo solo di finiture e dettagli, ma di qualcosa di più. Sì, perché ad un'ottima triangolazione pedane/sella/manubrio con tanto di vita snella sulla seduta posta a 810 mm da terra che aumenta non di poco la maneggevolezza per tutti, la Tiger 900 GT Pro unisce una dotazione di prima classe. I blocchetti retroilluminati infatti, di serie sulle 900, fanno il paio con un TFT da 7" ben visibile e con 4 stili e altrettanti colori per personalizzare la gestione dei menù. Le versioni PRO inoltre montano di serie il cruise control e il sensore di monitoraggio di pressione degli pneumatici, ma anche il modulo di connettività MyTriumph, che permette di portare sul ponte di comando il proprio smartphone per gestire le chiamate, ascoltare musica e grazie alla collaborazione con Google avere la navigazione turn-by-turn. E con le Tiger si possono immortalare i momenti migliori senza scendere dalla moto. La connettività infatti permette di collegare e gestire dai blocchetti al manubrio la propria GOPRO, per registrare video e scattare foto continuando a macinare chilometri. Un dettaglio che fa un enorme differenza per i motoviaggiatori più social. 

E se la voglia di libertà non conosce stagioni o più semplicemente la moto per voi non è rappresenta la storia dell'estate, ma una fedelissima compagna di vita sicuramente potrete apprezzare l'impianto di riscaldamento delle Tiger 900 GT e Rally Pro, che sono dotate di manopole riscaldate su due intensità e che vantano anche la Heated Seat, ovvero il riscaldamento della sella sia per la porzione dedicata la pilota che per quella del passeggero. Senza dimenticare un altro particolare che può fare la differenza quando si viaggia, come il plexi regolabile facilmente in 5 posizioni direttamente alla guida e senza bisogno di attrezzi.

Tanta sostanza

Ma le adventure di Hinckley sanno abbinare chicche hi-tech e dettagli da ammiraglia a tanta sostanza: rispetto alle vecchie 800 le nuove Tiger pesano 5 kg in meno grazie anche a un telaio tutto nuovo, che mantiene la struttura a traliccio, ma a cui abbina un telaietto in alluminio imbullonato e non saldato come per le versioni precedenti. Il nuovo tre in linea da 888 cc non ha trovato solo nuovi numeri, ma anche una posizione diversa rispetto al passato: ora è infatti montato 40 mm più avanti e 20 per centralizzare le masse. E a proposito del motore: pur non avendo una potenza esagerata, con i suoi 95 CV, il Triple delle Tiger ha un'elettronica che non ha nulla da invidiare alle maxi. L'acceleratore elettronico permette di avere 5 mappe dedicate per la GT PRO, che diventano 6 sulla Rally PRO, a cui vengono abbinate altrettante combinazioni d'intervento di ABS cornering e Traction Control dinamico grazie alla piattaforma inerziale a 6 assi di Continental. I due modelli al top della gamma poi possono contare anche sul Triumph Shift Assist, il quickshifter Triumph azionabile sia in scalata che in salita, che permette di cambiare senza chiudere il gas. 

La dotazione da grande vera però non si limita all'elettronica del motore, ma arriva anche sulla ciclistica: se la più avventurosa delle Tiger vanta sospensione che farebbero arrossire una moto da Dakar, la GT risponde con componenti al top. All'avantreno infatti, sulla ruota da 19" calzata da ... c'è una forcella Marzocchi da 45 mm con corsa di 180 mm e completamente regolabile, come il mono posteriore che ha escursione di 170 mm e sulla PRO ha regolazione elettronica per precarico ed estensione selezionabile tra i 9 livelli di smorzamento disponibili, che vanno da COmfort a Sport, e 4 di precarico, tutto senza staccare le mani dal manubrio e gli occhi dal TFT. Come per la Rally PRO anche la GT può contare su un impianto frenante da riferimento, con le pinze Brembo Stylema a mordere il doppio disco da 320 mm anteriore.  

Nel segno della facilità

Ora le Triumph Tiger non dovrebbero avere più segreti... O quasi: perché ci sono delle chicche nascoste sotto la sella che completano la dotazione e sottolineano ancor di più il concetto di comfort Made in Britain di questa gamma. In primis la stessa sella può essere alzata a 830 mm senza troppi sforzi, semplicemente spostando la barra metallica, per i piloti più alti che vogliono sfruttare al massimo la triangolazione della moto. Sempre sotto la seduta trova posto il nuovo airbox, facilmente raggiungibile per la pulizia e la sostituzione. Un dettaglio che farà felici i proprietari delle versioni Rally che vogliono sfruttare al massimo le sue doti fuoristradistiche senza dover passare ore in garage per la manutenzione. E non poteva mancare un vano dedicato allo smartphone, con presa USB per la ricarica e chiusura impermeabile. Per saperne di più naturalmente non dovete far altro che guardare il video!

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