MotoGP, Petrucci, Rossi positivo: "Non credo sia stato sbadato, Vale è meticoloso"

"Le misure che abbiamo nel paddock sono ok, ma bene o male dobbiamo venire a contatto con delle persone. E’ impensabile non toccare una porta, una maniglia. A Le Mans mi sono sbloccato: posso vincere ancora"

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di Giorgio Burreddu

La notizia della positività di Valentino Rossi piomba addosso anche a Danilo Petrucci, è un macigno per tutti. Anche per lui.

“Non credo sia stato sbadato o non attento, Vale è meticoloso. Spero che stia bene e si rimetta il prima possibile. Non siamo immuni, dobbiamo fare molta attenzione. Ci giochiamo tanto, ancora non abbiamo capito bene come si può prendere il virus”.

Più che un fulmine è una scossa per il GP di Aragon, e di questo Petrucci è consapevole. L’equilibrio è così fragile che tutto può ribaltare le cose, il covid è un’ombra che investe tutto.

“Faccio molta attenzione, come gli altri. Le misure che abbiamo nel paddock sono ok, ma bene o male dobbiamo venire a contatto con delle persone. E’ impensabile non toccare una porta, una maniglia. L’altro giorno mi sono allenato con Marco, il mio allenatore, lui portava la mascherina. Ogni tre giorni mi faccio il tampone. D’altra parte, non si sa quando finirà. Ci vuole massima attenzione e speriamo di trovare una cura al più presto”.

Ma niente, nemmeno il covid, rovinerà il momento magico di Petrucci. Qualcosa è cambiato. E’ questione di testa.

“La vittoria di Le Mans è stata molto differente dal Mugello. Mi ricordo chiaramente la sensazione che avevo al Mugello, sul podio mi è passata tutta la vita davanti, è stata un’esplosione di emozioni, non me la sono nemmeno goduta. Mi ricordo il momento che sono sceso: Chissà quando riesco a risalirci, mi sono detto. Invece a Le Mans l’ho cercata e voluta, quella vittoria. Non vedevo l’ora di correre a casa. La sensazione che avevo dopo il Mugello era diversa, sentivo l’esigenza di chiudermi, di stare da solo, e godermi la vittoria, alla fine nemmeno ci sono riuscito. Dopo Le Mans ce l’ho fatta”.

Petrucci: " A Le Mans non ho potuto abbracciare nessuno, mi hanno tenuto lontano"

Al ritorno la gente lo ha fermato per la strada, ma la pandemia (maledetta) ha reso tutto più grigio, più ovattato, meno fisico.  

“Peccato: non ho potuto abbracciare nessuno, mi hanno tenuto lontano. Poi sono andato a casa, ho ordinato una pizza perché nel frigorifero non c’era niente, e me la sono goduta, ho riguardato la gara, e con quei pochi amici che ho sempre attorno ce la siamo goduta di nuovo. Avevamo promesso di farci un brindisi a ogni sorpasso: ne abbiamo fatto uno solo”.

Petrucci: "Ho una gran gioia: sono venuto fuori da un momento difficile"

Petrucci ride, quei momenti non li toglierà più nessuno dal cuore e dalla testa.

“Ho una gran gioia, sì: sono venuto fuori da un momento difficile, e so che posso vincere ancora. Sono cambiate tante cose. Adesso voglio ritrovare le sensazioni che avevo e giocarmi tutto. Quando andavo forte guidavo la moto, sì, ma non sapevamo quale era il punto forte. Proprio ad Aragon facemmo una riunione in Ducati, capimmo che usavo molto il posteriore. Adesso sono più libero, mi posso adattare, e so cosa mi serve per andare forte. Non l’avevo capito. L’anno scorso non mi sono preoccupato quando le cose andavano bene, come dice un mio amico, invece quest’anno ho capito, ci abbiamo sofferto col team. Pista per pista voglio continuare a stare sul podio”.

Poi si sa che il difficile viene sempre dopo: è ripetersi. Ma provaci ancora, Petrux.

“Il risultato a Le Mans è stato grosso sollievo per me, dopo oltre un anno in cui non sono riuscito a piazzarmi nei primi 5, è stato molto positivo vincere in una pista che mi piace. A me Le Mans è sempre piaciuta, ma è da Barcellona che ho cominciato a sentirmi meglio con la moto”.
 

Petrucci: "Non ero contento quando ho visto pioggia a Le Mans. Poi mi sono detto: “Piove per tutti”.

Aragon sarà un passaggio diverso, per Petrucci. Il pilota della Ducati vuole qualcosa di più, vuole guadagnarsi la scena e lo spettacolo.

“Quando abbiamo fatto i test a Misano siamo riusciti a sistemare alcune cose, abbiamo migliorato il nostro assetto. Non ero contento quando ho visto pioggia a Le Mans. Poi mi sono detto: “Piove per tutti”. La pista era molto insidiosa ma con l’esperienza che ho ora in MotoGp penso che sia un grosso progresso per me e spero di poter continuare così e ottenere buoni risultati fino alla fine della mia avventura in Ducati”.

Misano è stato per Petrucci un punto essenziale per capire cosa sistemare, cosa migliorare. Test che sono serviti a mettere a fuoco molti aspetti.

“Sono più a mio agio in frenata, prima stressavo troppo l’anteriore, frenare è sempre stato difficile per me in questa stagione. Non è stata solo l’altezza del sedile che ha migliorato le prestazioni, io guardavo solo l’usura delle gomme”.

Eppure qui, ad Aragon, nemmeno lui si aspetta qualcosa di particolare.

"Bisognerà capire il comportamento delle gomme, non sappiamo bene come reagiranno con questo freddo. Però mi aspetto di avere buone sensazioni come ho avuto nelle ultime due gare, capire se potremo lottare per il podio o no”.

E’ un Petrucci riflessivo, attento, anche quando le domande arrivano dai bambini.

“Volevo essere un pilota di moto, poi quando sono cresciuto ho cominciato a mangiare tanto e ho pensato di voler diventare un cuoco. Ma ho capito che ero più bravo a mangiare che a cucinare, e allora ho deciso di continuare la mia carriera in moto".

Gli piace andare in montagna con la moto da enduro. Ballare invece no, quello non gli piace.

"Non è il mio forte: non sono bello da vedere".

Meglio le moto. E’ lì che Petrux si diverte.

"La chiave è quella: divertirsi. Poi bisogna capire di cosa hai bisogno per essere felice nella tua vita. Quando sei un bambino ti piace giocare con la moto, poi diventa un lavoro. Prima devi capire la passione e inseguire i tuoi sogni”.

Lui continua a farlo.

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