SBK, Camier: "Potrei decidere di non correre qui in Australia e in Qatar"

"In queste condizioni non posso guidare come vorrei, il mio non è un infortunio normale, coinvolge tendini e legamenti della spalla"

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E per una Ducati che sorride e spera di poter bissare il successo dello scorso anno, grazie al doppio primo posto di Scott Redding nel venerdì di prove libere del primo round della Superbike 2020, ce n’è una, quella del team Barni, che è in grossa difficoltà. Leon Camier, nuovo volto nel box della squadra italiana, non ha ancora recuperato dall’infortunio alla spalla sinistra che lo aveva costretto a saltare sia i test di Jerez che quelli di Portimao, rendendo impossibile un apprendimento completo della V4 R nei soli due giorni di Phillip Island. 

“Non sto per niente bene dal punto di vista fisico e al momento non posso guidare come vorrei – ha detto Leon al termine delle FP2 - ho provato a fare tre giri di fila ma non c’è stato niente di buono, non riesco a curvare bene e questo è fondamentale”. 

Il tuo distacco dai primi è notevole, cosa pensi di fare per migliorare la situazione?

“Ora sessione dopo sessione deciderò cosa fare, vedremo insieme alla squadra se il passo migliorerà. Ho provato ad imparare questa moto oggi, perché non l’ho fatto nei test. La V4 è abbastanza complicata ed è difficile adattare la mia guida ad una moto molto diversa rispetto a quelle che ho portato finora”. 

Potresti rinunciare anche al weekend di gara? Ci hai pensato?

“Si, credo che al momento per me sia davvero complicato finire la gara, anche se lo facessi non sarei competitivo e rischierei un altro infortunio. Domani mattina vedrò come va e deciderò se correre o meno, magari un altro periodo di breve relax mi farà bene”. 

Date le tue condizioni potresti anche rinunciare anche al Qatar in favore di quasi un mese in più di riposo?

“Si, è una possibilità. Saltare il Qatar mi darebbe delle settimane di recupero in più e so che correre in queste condizioni non serve a molto e non mi aiuta. Comunque non so nulla ancora, ho lavorato molto in palestra per essere qui ma so che non sono in condizione”. 

Un inizio di stagione non dei più semplici. Ti saresti aspettato queste difficoltà sia dal punto di vista tecnico che da quello fisico?

“Mi sarei aspettato di soffrire un po’ con la Ducati che sapevo essere una moto difficile da capire ma con un potenziale davvero alto. Dal punto di vista fisico è difficile da dire, con un infortunio normale non sarebbe stata questa la situazione ma in questo caso non stiamo parlando di una cosa normale visto che sono interessati legamenti e tendini della spalla e non è semplice recuperare”. 

Arrivi dalla Honda che quest’anno è una della moto più osservate del lotto. Quanto sono diverse la CBR e la Panigale?

“Honda e Ducati lavorano davvero molto diversamente, entrambe hanno dei punti di forza ma con la Ducati sto trovando difficoltà nelle curve anche se con le mie condizioni fisiche attuali è difficile trovare il limite”. 

Audio raccolto da Riccardo Guglielmetti

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