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MotoGP, Bagnaia: "Studio Dovizioso per imparare a guidare la Ducati"

"Io sono più veloce a centro curva, ma lui è migliore in frenata e uscita. Essere a 6 decimi da Andrea mi rende contento, domani punto alla Top Ten"

MotoGP: Bagnaia: "Studio Dovizioso per imparare a guidare la Ducati"

La trasferta in Argentina è iniziata con il piede giusto per il team Pramac, soprattutto grazie a Miller, secondo in entrambi i turni. Bagnaia, invece, ha pagato lo scotto di essere un debuttante nel mattino, ma è riuscito a rifarsi nel pomeriggio.

In questa pista ogni anno faccio fatica nella prima giornata, perché c’è poca aderenza e non mi è naturale spingere in certe condizioni - spiega il piemontese - È successo anche oggi ma nonostante questo siamo. riusciti a capire meglio su cosa lavorare. Nelle FP2 sono riuscito a essere più veloce, finire a 6 decimi dal Dovi oggi non è per nulla male, anzi mi fa essere contento, ma devo continuare a lavorare per la gara”.

Pecco, in Moto2, era abituato ad altri risultati ma ha capito che in MotoGP la gavetta è necessaria.

È molto diverso da come ero abituato, se l’anno scorso ero 6° in un turno mi arrabbiavo - ricorda con un sorriso - Ora non devo preoccuparmi troppo della mia posizione, ma concentrarmi sulla moto e su come aumentare la mia fiducia. Al mattino ero 22° e ora sono 14°, significa che sono migliorati ed è la cosa più importante. Ho tenuto un buon passo nella parte finale della sessione, con la gomma morbida riesco a essere costante”.

Questo non significa che non ci sia ancora molto da fare e Bagnaia e la sua squadra hanno chiari i punti su cui concentrarsi.

Sto lavorando soprattutto sulla frenata e abbiamo fatto dei buoni passi in avanti e dobbiamo continuare in questa direzione perché è la fase dove perdo più tempo - osserva - Alla staccata della curva 5, la più difficile del circuito, sono vicino a Dovizioso che è uno dei piloti più forti in frenata. Dopo il primo turno di libere abbiamo fatto una modifica all’anteriore ed è stata una mossa giusta, perché mi ha reso tutto più facile. Dobbiamo continuare a migliorare la moto perché, a differenza del GP in Qatar, non abbiamo fatto test qui e questo rende tutto più complicato, ma siamo sulla buona strada”.

Pecco non vuole lasciare nulla al caso e sta studiando il migliore interprete della Desmosedici: Dovizioso.

Guardando i dati di Andrea, mi sono accorto che è meno veloce di me a centro curva ma frena molto, molto più forte e riesce a rialzare la moto in uscita prima di quanto faccia io - spiega - Devo ancora capire meglio come guidare la Ducati. Sono molto vicino alla top ten, due decimi scarsi, domani mi piacerebbe provare ad entrarci”.

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