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SBK, Bayliss: “Con la Panigale V4 è come tornare al 2004”

ESCLUSIVA – Parla la leggenda: “A Dovizioso non manca nulla per battere Marquez. Rossi? Lui è giovane, non c’è mai un’età per smettere”

SBK: Bayliss: “Con la Panigale V4 è come tornare al 2004”


“Troy, dov’è la Panigale V4? È sul camion, purtroppo non ho in tasca le chiavi per aprirlo e fartela vedere”. Con questa battuta la leggenda ci ha accolto nel proprio box. Già, perché oltre al Mondiale Superbike, il tracciato australiano ospiterà nel weekend anche il primo appuntamento dell’ASBK. Tra i piloti più attesi c’è senza dubbio Troy Bayliss, che darà l’assalto al trono di Herfoss in sella alla Rossa. A Phillip Island tutti aspettavano di vederlo con la V4, invece il tre volte campione del mondo è stato costretto a rivedere i propri piani.

A dir la verità mi sarebbe piaciuto iniziare la stagione con la nuova moto, dato che da parte di tutti c'è molta curiosità - ha commentato - abbiamo però preferito aspettare, in particolare per quanto riguarda l'arrivo gli ultimi pezzi, in modo da non rischiare. Le alette, giusto per fare un esempio, ci sono arrivate soltanto martedì. La Panigale V4 la utilizzeremo quindi a partire dalla terza gara della stagione, indicativamente, anche perché la precedente versione ha dimostrato di comportarsi bene su questo tracciato".

Hai comunque avuto modo di provarla. Quali sono state le sensazioni?

“Ho avuto modo di fare alcuni giri con la V4, è una vera moto da corsa, mi ricorda infatti la MotoGP del 2004 o del 2006. È come tornare indietro nel tempo e rivivere quelle sensazioni, penso sia qualcosa di veramente unico per me. Credo di essere stato fortunato nella mia carriera, dato che ho provato tutte le Ducati fino ad arrivare a questa con cui chiuderò la mia carriera”.

Il Campionato riparte da Phillip Island dove hai tra l’altro vinto a ottobre.

“Vero! Mi sento in grande forma, sia dal punto di vista fisico che mentale. Penso infatti di essere pronto per questa nuova sfida, inoltre la pista di Phillip Island è una delle mie preferite e sono convinto che ci divertiremo. Sono qua per disputare una bella gara, consapevole del potenziale della V2”.

Il 30 marzo spegnerai 50 candeline. Come si fa ad essere ancora così competitivi?

“Tornare in pista lo scorso anno è stata la cosa più difficile, però una volta che riprendi il ritmo del fine settimana di gara diventa tutto naturale. Purtroppo il tempo passa anche per me, ma devo dire che la passione per le corse è di grande aiuto. A parte questo c’è un aspetto determinate, ovvero la mente. Dentro di me mantengo sempre la consapevolezza di essere veloce, senza che questa mi abbandoni, poi il corpo fa il resto”.

Lo scorso weekend Valentino Rossi ha invece spento 40 candeline. Fino a quando lo vedremo in azione?

“Vale è giovane (scherza). Tutto dipende da lui. Se si diverte a correre è giusto che continui, ovviamente c’è poi da tenere conto della competitività. Nella MotoGP c’è infatti un livello altissimo, che di anno in anno continua ad aumentare, inoltre devi fare i conti con i giovani che arrivano e sono da subito velocissimi e ambiziosi di mettersi in mostra. Forse questa è la sfida più difficile per lui, ma non esiste un’età per smettere con le moto”.

Qua in pista c’è anche tuo figlio Oli, che debutta nella SSP.

“Quest’anno è cambiata la regola nell’ASBK, dato che i piloti di 15 anni possono già correre nella SuperSport, di conseguenza abbiamo colto l’opportunità. Credo che sia una bella possibilità per lui, dato che avrà tante cose da imparare dagli avversari più forti per formarsi”.

In molti si chiedono quando lo vedremo nel Mondiale.

“Anche me lo hanno chiesto, qualcuno dice sia già pronto. Io credo che Oli sia un ragazzo giovane e deve ancora maturare, come ho detto l’avventura nella SuperSport sarà molto utile per renderlo più competitivo. Questo significa che prima di arrivare nel Mondiale servirà ancora qualche anno, anche perché lui dovrebbe partire da una categoria come la Moto2, vista la sua struttura fisica”.

Abbiamo citato il Motomondiale. Cosa servirà a Dovi per battere Marquez?    

“Per un pilota come Andrea penso sia possibile battere uno come Marc, l’ha già fatto in alcuni Gran Premi. Lui deve semplicemente continuare a comportarsi come sta facendo. È un pilota molto calmo e con un gran metodo, sta facendo tutto nel modo corretto”.

E Bautista con Rea?

“Alvaro non si è mai trovato in questa situazione, ovvero in un team così importante e ambizioso. Credo sia il massimo per lui e questo lo aiuterà ad essere ancora più veloce”.

Chi tra i due avrà più difficoltà?

Entrambi, non posso fare altro che augurare ad ognuno di loro il meglio e faccio un in bocca al lupo anche a Miller”.

 

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