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Test Bahrain, Verstappen attacca: "Sembra una Formula E sotto steroidi”

Lando Norris: "Se vuole ritirarsi può farlo". Mercedes e Red Bull spaventano, ma la Ferrari è lì. Nonostante le polemiche la Casa di Stoccarda sembra aver dato vita ad un progetto solido, così come a Milton Keynes possono godere di un motore Ford decisamente affidabile

FORMULA 1: Test Bahrain, Verstappen attacca: "Sembra una Formula E sotto steroidi”

Quando una disciplina motoristica decide di rivedere il proprio regolamento, i colpi di scena sono d’obbligo. Prova ne è, ad esempio, l’inizio dell’era Mercedes dopo un lungo dominio Red Bull quando nel 2014, in sostituzione dei motori al 100% termici, vennero introdotti quelli ibridi. Se anche in questa occasione di rivoluzione la F1 vivrà effettivamente un ribaltamento delle forze in campo, è da vedere. Di certo, i test del Bahrain e ancora prima lo shakedown di Barcellona hanno messo nero su bianco chi non potrà essere della partita. Parliamo della Aston Martin, scuderia di secondo piano, ma che nel 2026 si giocava molto avendo ormai in pianta stabile tra le sue fila un pezzo da novanta dell’ingegneria come Adrian Newey, da cui tutti si attendevano l’ennesima magia.

La prima narrazione del nuovo Circus ci racconta dunque di una verdona decisamente fuori forma.  E se il figlio del patron Lance Stroll ha parlato di una monoposto addirittura di quattro secondi più lenta rispetto alle altre, il veterano Fernando Alonso si è chiuso nel silenzio, preoccupato di dover affrontare un’annata a dir poco in salita.

Chi invece sta facendo paura è la Red Bull. Tanti i giri accumulati per mettere sotto stress l’inedita power unit Ford e nessun problema di affidabilità emerso. Decisamente una buona notizia per la compagine di Milton Keynes che sogna di riprendersi lo scettro costruttori abbandonato nel 2024, non fosse per i malumori di Max Verstappen, per nulla entusiasta del nuovo corso della massima serie. “Le sensazioni non sono quelle che ci si attende da una F1. Sembra una Formula E sotto steroidi”, il colorito sfogo dell’olandese a cui, prontamente, ha risposto il campione del mondo Lando Norris.

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“Il nostro sport si evolve costantemente. Veniamo pagati una cifra spropositata per guidare, quindi non credo che siamo nella posizione di lamentarci. ogni pilota è libero di poter cercare qualcos'altro da fare, nessuno ci obbliga ad essere qui. Se vuole ritirarsi può farlo, la stoccata seguita da un apprezzamento rivolto alle nuove auto.

L’inglese della McLaren, leader della prima giornata a Sakhir e forte di una MCL40 apparsa subito solida, ha approfittato delle prime dichiarazioni di uno dei suoi diretti avversari del 2025, per dare il via al balletto dei giochi psicologici ancora prima dell’avvio del Mondiale. Un po’ come avvenuto qualche giorno fa quando i team sono apparsi insolitamente coesi contro la Mercedes il cui propulsore sarebbe capace di aumentare a caldo il rapporto di compressione generando un beneficio tecnico.

A dispetto di tale polemica ancora tutta da risolvere, la W17 sta dando l’idea di essere ben concepita, risultando rapida con George Russell come con Andrea Antonelli.

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Segnali confortanti giungono anche dalla Ferrari, chiaramente una delle squadre più attese per la lotta all’iride. Malgrado le paure della vigilia, la Rossa ha ben figurato occupando spesso le prime posizioni e risultando veloce. Dal canto suo Charles Leclerc ha però preferito predicare la calma e non alimentare speranze.Red Bull e Mercedes sono leggermente davanti. Poi ci siamo noi, ma il divario non sembra enorme”, ha tenuto a sostenere ai media presenti in circuito svelando infine l’esistenza di diverse regolazioni della PU che consentirebbero di occultare il vero potenziale delle auto rendendo così questo primo assaggio di 2026 ancor meno significativo o rivelatore.

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Chiara Rainis