George Russell si è preso l’Austria con la freddezza dei giorni migliori. Dopo la pole del sabato, il pilota Mercedes ha completato il lavoro al Red Bull Ring conquistando una vittoria pesantissima, la seconda della sua stagione dopo quella ottenuta nel GP d’Australia. Un successo costruito al via, difeso nei momenti più delicati e portato a casa davanti a Max Verstappen e Andrea Kimi Antonelli, con il giovane italiano ancora una volta sul podio e sempre leader del Mondiale.
Russell è stato praticamente perfetto. Allo spegnimento dei semafori ha mantenuto la prima posizione, evitando di prestare il fianco agli attacchi degli avversari, poi ha iniziato a imporre il proprio ritmo con le gomme medie. La Mercedes ha funzionato, la strategia anche, e George ha saputo gestire una gara tutt’altro che semplice, soprattutto quando Verstappen ha iniziato a rosicchiare decimi nel tratto centrale e finale della corsa. Alla fine il margine sul traguardo è stato minimo, 1”611, ma sufficiente per regalare al britannico una vittoria dal peso specifico importante.
Alle sue spalle Verstappen ha disputato una gara di grande sostanza davanti al pubblico di casa Red Bull. Dopo una qualifica complicata, l’olandese è riuscito a rimettere in piedi il weekend con una domenica aggressiva, restando l’unico vero avversario di Russell. Max ha provato a tenere viva la partita fino agli ultimi giri, quando con gomma più fresca ha iniziato a ridurre il distacco dalla Mercedes, ma non ha mai avuto lo spunto necessario per tentare l’attacco decisivo.
Terzo posto per Antonelli, che porta a casa un podio prezioso ma anche qualche rimpianto. Kimi ha avuto ritmo, soprattutto nella seconda parte di gara, ma ha pagato una fase iniziale complicata da problemi di feeling con i freni. Il muretto Mercedes gli ha spiegato che le temperature tra i due anteriori non erano uniformi, e questo gli ha tolto fiducia proprio nel momento in cui serviva aggredire. Quando il problema si è risolto, Antonelli è tornato veloce, ha superato Leclerc e nel finale ha anche provato a rientrare su Verstappen, senza però trovare la finestra per attaccarlo.
La gara ha vissuto anche su due Virtual Safety Car che hanno pesato nella gestione delle strategie. La prima è arrivata dopo il problema di Carlos Sainz, fermo con la Williams sul rettilineo, mentre la seconda è stata causata da un birillo abbattuto da Albon in curva 3. Episodi che hanno spezzato il ritmo e che non hanno aiutato Antonelli, fermatosi in entrambe le occasioni poco prima dell’intervento della VSC.
Lontanissime le Ferrari, ed è questa la notizia peggiore per Maranello dopo la vittoria di Hamilton a Barcellona. Lewis ha chiuso quinto, senza mai dare davvero la sensazione di poter lottare per il podio, mentre Leclerc è crollato fino all’ottava posizione dopo una gara in apnea. Il monegasco, partito con ben altre ambizioni dopo le buone qualifiche, è stato prima infilato da Antonelli, poi da Piastri e Hamilton, quindi anche da Hadjar e Norris. Una domenica difficile, resa ancora più amara dal distacco: Hamilton ha chiuso a 26”393 da Russell, Leclerc addirittura a 45”659.
Oscar Piastri ha portato la McLaren al quarto posto, ma anche per lui il podio è rimasto lontano. L’australiano ha preceduto Hamilton, Hadjar, Norris e Leclerc, mentre la zona punti è stata completata dalle due Racing Bulls di Liam Lawson e Arvid Lindblad. Una top ten che racconta bene quanto il Red Bull Ring abbia rimescolato le carte alle spalle dei primi tre, con McLaren e Ferrari incapaci di incidere come avrebbero voluto.
Russell, con questo successo, recupera punti pesanti su Antonelli e si porta a 40 lunghezze dal compagno di squadra, scavalcando Hamilton nella classifica iridata. Per Kimi resta comunque un risultato importante dopo lo zero di Barcellona: il podio gli permette di muovere ancora la classifica e confermare che, anche in una domenica non perfetta, il passo per stare davanti c’è. Ma oggi il Red Bull Ring ha incoronato Russell, impeccabile dal primo all’ultimo giro.
