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MotoAmerica, VIDEO Petrucci al WDW: "La Dakar mi ha regalato più tifosi della MotoGP"

"Le piste americane sono una sfida, ero partito nel MotoAmerica senza aspettative ma ora voglio vincere. Per il futuro sono tranquillo, il più grande successo della mia carriera è vedere l'emozione dei tifosi qui al WDW"

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Danilo Petrucci è a Misano per il World Ducati Week ed è stato accolto dai tifosi in modo a dir poco caloroso. I ducatisti hanno davvero un posto speciale nel proprio cuore per Danilo, che si è emozionato nel rendersi conto di quanto affetto lo stesse attendendo a Misano. Con il Petrux abbiamo realizzato una intervista parlando di tanti argomenti, dal MotoAmerica alla Dakar, passando per il possibile futuro in SBK. Quello che possiamo scrivere e sottolineare è che il Danilo che abbiamo incontrato è senza dubbio più sereno di quello che correva in MotoGP, ha un sorriso stampato sul volto e si vede nitidamente che sta passando un periodo felice della propria vita privata e professionale. 

"Quest’anno per me è il contrario! Sono venuto a fare una settimana di vacanza in Italia, poi torno negli Stati Uniti - ha detto Danilo -  Quest’anno era partito alla grande ad Austin, una pista che conoscevo dove è stato tutto molto facile, ma poi siamo andati su alcune piste e veniva da chiedermi se quelle fossero le piste dove avremmo corso, perché correvamo in dei corti, piste con pezzi di asfalto aggiunti. Devi entrare nell’ottica giusta, come se avessi delle curve in più. Una grande sfida ed all’inizio quasi non la sopportavo questa cosa, poi ho capito che per loro è come una difficoltà in più quindi mi sto adattando".

Gagne è un rivale bello tosto. 
"Gagne va molto forte, ha una moto molto a posto e fatta per le Dunlop mentre per me è diverso. Quando arrivo a trovare la quadra sulla moto spesso è poco prima della gara, lui già è pronto dal venerdì mattina. Però adesso è lui che comanda la classifica, quindi è quello che ha da perdere ma io proverò a vincere fino alla fine, è una sfida che voglio vincere insomma". 

A Laguna Seca hai fatto un sorpasso alla Rossi e Marquez!
"A Laguna Seca ho faticato un sacco, quasi non riuscivo a stare in piedi. Negli ultimi tre giri vedevo che mi avvicinavo al cavatappi, ma una cosa è avvicinarsi, un’altra è avere la chance di passare. Ma mi erano rimasti pochi giri ed ho pensato che dovevo provarci. Guardando le immagini dopo, devo dire che io avrei detto a me stesso di non provarci. Ero lontano, quando sono partito per la staccata quasi non ero nell’inquadratura ma mi sono tuffato lo stesso. Non ci siamo toccati, perché lui è stato bravo a ritirare su la moto. Solo che abbiamo riguardato le immagini dei sorpassi di Rossi e Marquez, che hanno tagliato ma sono passati sul tombino, vicino al cordolo. Lui ha proprio tagliato di brutto la chicane. Lì mi sarebbe piaciuto a vere Mike Webb come direttore di gara. Devo dire che è stato lo stesso bellissimo, c’è stato un boato del pubblico, sono entrato di traverso, con la moto alzata dietro. Gli americani alla fine voglio questo, lo spettacolo. Non gli interessa che tu sia 14° o 1°, vogliono lo show. E’ stato bello provarci!".

Pensi che restare in MotoAmerica sarebbe un ripiego oppure ti sei innamorato di questo mondo?
"Da una parte mi trovo bene in America, ma dall’altra quando sono in America mi manca la famiglia, mi mancano gli amici. Poi sono tanti anni che viaggio, ma quando fai il mondiale MotoGP è diverso. Prima andavo fuori 5 giorni ma poi stavo magari 16 giorni a casa. Adesso sono fuori casa per un mese e poi torno per qualche giorno in Italia. Quello l’ho sofferto. Però il MotoAmerica con le giuste condizioni tecniche mi piacerebbe rifarlo. Rispetto agli altri anni non ho l’apprensione di sapere cosa farò l’anno prossimo. Mi piacerebbe fare il MotoAmerica come anche fare il Mondiale SBK ma con una moto per vincere. Se faccio il Mondiale vorrei vincere almeno una gara, sono pochi che hanno vinto sia in MotoGP che in SBK". 

La Dakar invece?
"Purtroppo non ho la forza mentale e fisica di fare la Dakar. L’anno scorso è stato molto difficile farla, mi sono infortunato prima, durante e dopo, poi sono andato in America, è stato pesante. Però la Dakar è una gara che vorrei fare in futuro, magari nel 2024. Se riuscissi a rifare il MotoAmerica, magari avrei il tempo per farla bene. Però rispetto agli altri anni sono tranquillo, non ho l’apprensione di sapere cosa farò l’anno prossimo. Il mio amore sono le moto, ma posso anche restare a casa e fare quello che mi diverte. La moto mi rende felice. Sarei contento di fare il mondiale SBK, tornare al ritmo, ma se non c’è questa possibilità non è la fine del mondo". 

Qui ci sono tanti tifosi ma la fila che c'era davanti a te per gli autografi era impressionante. 
"Questo fa piacere. L’ho scoperto ad Austin, quando sono tornato per la prima gara. Avevo più tifosi lì per me al MotoAmerica di quando correvo nel mondiale MotoGP e credo che i merito sia della Dakar che ho corso. Anche qui al WDW tutti i tifosi vengono e mi dicono ‘sei stato grande alla Dakar’, come se si fossero scordati che ho corso 10 anni in MotoGP. Quando correvo lì non avevo tutti questi tifosi. Poi c’è da dire che negli ultimi due anni è mancato il contatto con la gente per il Covid. Avere tutte queste persone che ti vogliono bene è il mio successo più grande, vedere l’emozione di queste persone emoziona anche me. Devi stare tutto il giorno al caldo, sotto il sole a firmare autografi e fare foto, ma quando vedi la fila di persone che sono lì a sudare e vogliono solo un secondo per un autografo mi fa venire da piangere, veramente è emozionante". 

Cosa fai alla Race of Champions, li batti tutti?
"Io punto allo spettacolo. Vedo se tengo il passo, se non riesco mi faccio spiegare come si toglie l’antiwheelie e faccio spettacolo. Non ambisco a risultati particolari, io per le mie dimensioni ho sempre bisogno di una moto particolare. Ieri sono salito sulla Panigale di serie, che va fortissimo, a rispetto alla SBK è diversa. Spero di essere veloce, ma gli altri si stanno allenando di brutto. Metto le mani avanti!".

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