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Petrucci: “In MotoGP, con l’impegno, tutti possono arrivare a vincere”

“Bello aver trovato la moto della Dakar nel box. Nel mio piccolo ho emozionato e tra queste persone c’è anche Luca Semprini. Mi ha insegnato a essere buono e mi dispiace non avergli detto che gli volevo bene”

MotoGP: Petrucci: “In MotoGP, con l’impegno, tutti possono arrivare a vincere”

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Valencia è stato l’ultimo ballo di Valentino Rossi, ma non solo. Tra coloro che quest’oggi hanno salutato la MotoGP c’è anche Danilo Petrucci, che ha terminato la propria avventura nel Motomondiale. Un misto di emozioni tra lacrime, gioia e sorrisi hanno accompagnato il portacolori Tech3 nel gran finale di Valencia.

La prestazione scende quindi in secondo piano di fronte a quanto vissuto sul tracciato del Ricardo Tormo.

“Che dire, grazie mille a tutti – ha esordito Petrux – è stata una giornata unica, indimenticabile, che porterò per sempre nel mio cuore. Oggi ho vissuto davvero tante emozioni, da quando mi sono alzato stamani, fino a quando sono sceso dalla moto una volta finita la gara per rientrare al box. Ci sono stati moltissimi momenti che mi rimarranno per sempre impressi e mi hanno fatto addirittura scendere  le lacrime. Sono davvero felice di aver concluso la mia avventura in MotoGP con così tanto affetto”.

Danilo entra poi nel dettaglio di quella che è stata la giornata.

“Sono sceso in pista per divertirmi, poi una volta tornato al box è stato emozionante vedere tutto il team pronto ad abbracciarmi e salutarmi. Tra l’altro c’era anche la moto con cui correrò la Dakar ed è stata una bellissima sorpresa da parte di KTM”.

Dopo tante stagioni termina quindi la sua avventura in MotoGP, lasciando un messaggio all’ambiente.

“Correre in MotoGP era un sogno e al tempo stesso una motivazione unica, infatti non ho mai smesso di crederci, nonostante dovessi fare i conti con molte difficoltà e tanti piloti veloci. Alla fine però sono felice, perché ho anche vinto. Penso che questo sia un bel messaggio, ovvero: chiunque, con l’impegno, la determinazione e il lavoro, può arrivare a vincere in MotoGP”.  

In seguito a Danilo viene domandato se abbia rimpianti o meno.

“Non ho rimpianti, anche se è facile guardarsi indietro e cambiare alcune cose. Penso alla vittoria sfumata al Sachsenring e Assen, oppure al 2009, che venivo considerato una seconda guida, nonostante fossi il più veloce. Le difficoltà però mi hanno aiutato a crescere, migliorare e imparare. Sono però entusiasta di quanto fatto e dato. Credo che la MotoGP non abbia mai visto un pilota delle mie dimensioni correre e al tempo stesso vincere”.

Quella di oggi non è stata però una delle migliori prestazioni e lui non si nasconde.

“Penso che Valencia abbia rappresentato il mio percorso nel mondo della moto. Sono partito da ultimo per poi arrivare al top e terminare ultimo come oggi (sorride)”.

Anche lui, come Valentino, ha ricevuto l’affetto e il calore da parte del pubblico.  

“Saper emozionare è un qualcosa di unico, perché ripaga tutti gli sforzi. Per tanti anni, ogni volta che entravo in pista, ho sempre apprezzato il fatto di salutare e ringraziare il pubblico sugli spalti. Penso di essere sempre stato trasparente in tutto ciò che ho fatto. C’è poi una menzione particolare, ovvero quella  per Luca Semprini. Lo ringrazio, perché lui mi ha insegnato a essere sempre buono. Mi spiace solo non avergli detto che gli volevo bene”.

Luca, che ha iniziato la sua carriera come inviato di GPOne nella Superbike, è scomparso improvvisamente a Brno nel 2019 quando era diventato PR di Ducati MotoGP dopo anche una esperienza in Superbike. Ricordarlo è stato un grande gesto da parte di Petrucci, che conferma la sua statura umana. E adesso il futuro alla Dakar.

“Tra poco ripartiremo per tornare in moto, non vediamo l’ora di iniziare questa Dakar. Magari un giorno potrei invitare anche Valentino e farla assieme (scherza)”.

Infine un ricordo verso i tanti colleghi che questa sera saluterà.

“Mi mancherà molto Jack Miller, un ragazzo straordinario, a cui auguro il meglio per la sua vita. Al tempo stesso anche Vale. Oggi, quando mi ha visto con il cappello, si è messo a ridere. Tra l’altro, quel Cordoba, mi piaceva davvero molto, infatti non volevo più toglierlo. Proprio per questo ho deciso di tenerlo su anche nel post gara. Che dire, ringrazio davvero tutti per il calore e l’entusiasmo. Mi mancherà molto questo mondo  e tutte le sue persone. Oggi ne ho avuta l’ennesima conferma, quando ho impiegato un casino di tempo per andare dal box fino alla griglia. Temevo di non arrivare in tempo per l’inizio della gara”.   

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