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MotoGP, Morbidelli: “Ho guidato solo con le braccia, è stata durissima”

“Sfortunatamente non avevo più forza nella gamba. Con l’infortunio stiamo forzando i tempi ma la mossa di tornare ora è giusta, non potevo permettermi di stare fuori 6 mesi. Dovizioso va bene con la mia ex moto. In Moto3 devono darsi una regolata”

MotoGP: Morbidelli: “Ho guidato solo con le braccia, è stata durissima”

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Si è chiuso con un solitario ultimo posto il weekend di Austin di Franco Morbidelli, che alla seconda gara dal suo ritorno in pista prosegue il suo percorso di recupero in vista del 2022. Malgrado il risultato non sia stato da ricordare e sia stato condizionato dalle sue condizioni fisiche ancora precarie, il Morbido trova degli aspetti positivi dal fine settimana appena trascorso e punta già a Misano 2 per capire se ci sono stati dei miglioramenti rispetto alla gara di 2 settimane fa che lo ha visto rientrare dopo oltre due mesi di assenza.

“Sfortunatamente sono riuscito a fare 7-8 giri e poi ho dovuto calare il mio ritmo di molto, altrimenti non sarebbe stato possibile per me terminare la gara con quel ritmo. Non avevo più forza nella gamba, non riuscivo più a fare nel modo corretto le curve e le frenate a sinistra, facevo i cambi di direzione solo con le braccia e senza l’uso delle gambe, sulle buche le cose si facevano molto difficili. È stata una delle gare più difficili dell’anno per tutti, ma sicuramente per me è stata la gara più difficile della mia vita per via delle condizioni fisiche in cui mi sto trovando adesso – ha raccontato Morbidelli – È stata una grande sfida, ma nel complesso è stato un weekend positivo, abbiamo migliorato la velocità, il feeling con la moto, sono riuscito a fare dei passi avanti, nelle libere abbiamo visto che mi sono trovato più avanti rispetto a Misano ed è positivo. Adesso abbiamo due settimane tra qua e Misano, cercherò di recuperare e lavorare ancora. Sono curioso di andare di nuovo a Misano e di vedere dei progressi, spero di vederli perché sia nei test di Misano sia qui abbiamo lavorato bene, penso e spero di vedere dei miglioramenti”.

Che cosa dicono i dottori del recupero?
“Questo è un infortunio che richiede 6 mesi per guarire, stiamo sicuramente forzando i tempi, adesso siamo a 3 mesi circa dall’operazione. Dobbiamo naturalmente stare attenti ma le cose stanno andando bene. Sento dolore ma è una cosa gestibile anche con gli antidolorifici. Qui ho dovuto rallentare ma posso gestirmi e fare un po’ di giri nelle prove. A Misano, che è una pista che ha più curve a destra, sono riuscito a fare tutta la gara con un buon passo e in base alle possibilità che avevo in quel momento. Qui non è andata allo stesso modo perché la pista è esigente a livello fisico, ha tante curve a sinistra. Penso tuttavia che tutto quello che stiamo facendo ora e il lavoro che sto facendo con il team sia importante per il prossimo anno, sicuramente, anche se non sto pensando al prossimo anno ora, sto pensando gara per gara, sono pienamente coinvolto, voglio migliorare, fare le gare e migliorare il feeling. La mia condizione non è ideale, ma è importante in vista del prossimo anno”.

Alla luce dei tempi, sei tornato troppo presto o hai fatto bene a tornare? Nel frattempo, Dovi alla sua seconda gara ha chiuso 13° con la tua Yamaha: conoscendo la moto che ha, come sta andando? Meglio anche di quello che ti aspettavi considerando lo stop?
Sono tornato molto presto, però è la mossa giusta secondo me. Era importante risalire in moto il prima possibile, non mi sarei potuto permettere di restare 6 mesi lontano dalla moto, era una cosa che non avrei voluto fare. Per adesso sta andando tutto bene, ovviamente i risultati non sono buoni, ma al momento non devo prestare troppa attenzione ai risultati perché ci sono tante cose che non sono al massimo in questo momento. Devo cercare di migliorare tante cose e sarà importante la curva di rendimento e secondo me sta andando verso l’alto, questo mi dà fiducia. Il Dovi secondo me è andato molto bene, conosco la moto che guida e sta andando forte, con Ramon è già riuscito a trovare un buon setup che gli ha permesso di arrivare già a punti alla seconda gara, stanno facendo un ottimo lavoro”.

Hanno dato due gare a Oncu, penalità giusta o troppo poco?
“Un inizio”.

Cosa ne pensi di ciò che è successo oggi in Moto3?
“Ho avuto tanta paura per i ragazzi coinvolti nell’incidente, ho avuto paura per Mig che è un mio amico. Devono darsi una regolata, devono fare qualcosa, come ha detto Andrea devono assolutamente darsi una regolata”.

La Moto3 è già sotto la lente d’ingrandimento, la scelta della direzione gara di far ripartire la gara con una sprint di 5 giri secondo te non è una scelta quantomeno opinabile visto che stiamo parlando da mesi di quella categoria?
“Sicuramente è una scelta discutibile, probabilmente si sono fidati troppo di questi ragazzi e non so se dipende dalla generazione, dalla categoria, dalla moto che guidano, ma il risultato è che le gare sono molto pericolose e lo sono già quando sono lunghe 100 km. Se le si accorciano a 25 km le rendi delle rush race e il pericolo impenna. È stata una scelta discutibile”.

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