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MotoGP, Joan Mir: "Al Mugello troverò una strategia per sfruttare i pregi Suzuki"

"La Suzuki può fare bene qui al Mugello, non sarà in grado di essere dalla pari delle Ducati in termini di velocità, ma troveremo una strategia per sfruttare al meglio i nostri punti di forza"

MotoGP: Joan Mir: "Al Mugello troverò una strategia per sfruttare i pregi Suzuki"

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Joan Mir si trova attualmente in sesta posizione nel mondiale con 31 punti di distacco dal leader, Fabio Quartararo, un distacco maggiore rispetto ai 26, a questo punto della stagione dopo cinque gare, rispetto al 2020, ma il campione del mondo ha il suo punto di forza nella costanza, anche se la caduta di Le Mans ha lasciato il segno sulla classifica.

"Sono contento di essere tornato qui al Mugello, è sempre un bel tracciato su cui correre, tutti i piloti amano questo circuito e le condizioni sono sempre ottime. Ho imparato dall'esperienza di Le Mans e non vedo l'ora di fare bene per questa gara. L’anno scorso sono stato in grado di essere sul podio in quasi tutte le gare e penso che questo sia attaccare. Se qualcuno sa come fare un podio senza andare all'attacco, mi dica come, perché io non lo so (ride). Nelle prime gare, i circuiti non erano i migliori per me o per la moto e siamo riusciti a barcamenarci. Se riusciamo a superare questa gara essendo in grado di stare davanti, allora ci sono alcuni circuiti migliori per noi. Barcellona, l’Austria, che è stato molto buono per me l'anno scorso. Non si tratta di attaccare di più o di meno. Vado sempre al limite e cerco di dare il meglio di me stesso e della moto. E’ una questione di adattarsi ed alcuni circuiti ci rendono le cose un po' più facili. Non dipende dall’attaccare o meno: penso che la nostra stagione andrà in crescendo. Sono fiducioso. Voglio prendere le cose lentamente all'inizio, per aggiungere podi, velocità e finire la stagione essendo più veloce nei circuiti che sono i migliori per noi."

E' giusto imparare dai propri errori, specialmente dopo episodi come la tua caduta a Le Mans in cui non hai recuperato la moto. Ci puoi raccontare più nel dettaglio a cosa stavi pensando in quel momento e perché tu l'abbia fatto?
"Si, penso che in quei momenti l'adrenalina abbia contribuito in qualche modo al mio errore di valutazione. Dopo la caduta ho pensato che la moto fosse ferma ed il manubrio rotto, qualsiasi cosa avessi fatto ci avrei messo troppo tempo e avrei perso comunque la gara e ho lasciato perdere. E' stato un errore che ho commesso anche altre volte, lo ammetto, e di questo mi sono anche scusato col team. Non mi piace fare questo genere di errori, conosco le regole, ma la situazione con la pioggia e tutto il resto mi hanno fatto prendere una decisione sbagliata, cercherò di fare in modo che non si ripeta."

Ha fatto scalpore in Francia la decisione di una tennista di non partecipare alle interviste per l'eccessiva ripetitività e pressione di alcune domande da parte dei giornalisti. Cosa ne pensi al riguardo? Ti sei mai sentito in difficoltà in tal senso?
"No, penso che siamo fortunati, nel nostro lavoro capita raramente di sentirsi messi alle corde da delle domande, anche se in parte posso capire le motivazioni di una decisione del genere. Generalmente se proprio mi venisse rivolta una domanda spiacevole, eviterei di rispondere, ma per quanto mi riguarda siete tutti tra i miei preferiti!(ride)"

Il Mugello è rinomato per il suo lungo rettilineo e i suoi tratti veloci, quando superi la collina e dai il gas a manetta c'è un pizzico di paura? Che sensazioni provi?
"Ogni circuito ha i suoi punti particolari, in questo sicuramente il lungo rettilineo, che poi tanto rettilineo non è, lascia il segno. L'adrenalina in quei momenti è tanta, ma ci si abitua anche a quella se si vuole essere competitivi. Mi ricordo che ai miei esordi mi ci vollero un paio di giri per capire bene come affrontare questo circuito, le gomme vengono messe a dura prova quindi vanno gestite, ma anche il proprio assetto sulla moto è molto importante.. insomma, è davvero un tracciato particolare."

L'anno scorso per te fu una dura prova qui al Mugello, partisti in fondo alla griglia. Da allora la moto è migliorata? Tu ti senti migliorato?
"Ricordo che anche l'anno scorso venivo da una brutta prova nel circuito di Le Mans e avevo voglia di recuperare, e ricordo anche durante le prove feci dei buoni tempi nel warm up e poi anche in gara ebbi un buon passo gara. Penso di essere migliorato molto da quella gara, la moto non ha subito modifiche drastiche, ma sicuramente ora si adatta meglio al mio tipo di guida, ed anche io ho imparato meglio a conoscere i miei punti di forza e le debolezze su cui invece devo ancora lavorare. La Suzuki è una moto che può fare bene qui al Mugello, probabilmente non sarà in grado di essere dalla pari delle Ducati in termini di velocità sul rettilineo, ma troveremo una strategia per sfruttare al meglio i nostri punti di forza."

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