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MotoGP, GP del Qatar, Losail 2: il Bello, il Brutto, il Cattivo

Cosa vi ha sorpreso di più, il podio francese di Quartararo e Zarco, l'exploit del rookie 'Martinetor', lo scontro Miller-Mir o siete più preoccupati per la sorte di Rossi e Morbidelli? L'analisi su Losail 2

MotoGP: GP del Qatar, Losail 2: il Bello, il Brutto, il Cattivo

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La domenica di Pasqua i piloti scartano le loro uova in pista, quando scende la sera. Le sorprese però non sono per tutti, anzi per alcuni sarebbe stato meglio aspettare il Natale. A fare una scorpacciata è stato Quartararo, ma anche Zarco e Martin non possono lamentarsi. I problemi di digestione arrivano scendendo in classifica, a partire da Bagnaia fino a già, a Morbidelli e Rossi che possono solo festeggiare il fatto che non vedranno il Qatar per un altro anno almeno. Il clima festivo non si addice neppure a Miller, assolutamente troppo caloroso in un abbraccio in rettilineo ai danni di Mir.

In Moto2 Sam Lowes si scopre imbattile, in Moto3 Acosta dà una lezione anche con le scuole chiuse. Si spengono le luci, si prendono gli aerei, si torna in Europa. La musica è finita, riprende fra una decina di giorni a Portimao.

IL BELLO – Non è ancora arrivato il momento per il primo backflip in MotoGP, ma intanto Johann Zarco è riuscito a ribaltare la sua carriera. Da pilota ufficiale ma sull’orlo di una crisi di nervi, a privato con il lusso di guidare il Mondiale. Il tutto in un anno e mezzo. Non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò con cui si va veloce.

IL BRUTTO – Altro che deserto, Losail è un mare di lacrime per la Honda. Ultima nella classifica riservata alle marche, evanescente in pista. La mancanza di Marc Marquez non è un fastidio, ma una sciagura. Pol Espargarò non ingrana, Bradl fa quel che può, Nakagami perde la bussola, Alex colleziona cadute. Servirebbe un miracolo, per fortuna che l’hanno già sotto contratto.

IL CATTIVO – Non una chiacchierata, una tirata di orecchie, una paternale qualsiasi, nemmeno una mail. Miller trasforma il GP in un incontro di lotta australiano-spagnola e la Direzione Gara non si prende neanche il disturbo di chiamarlo insieme a Mir per una chiacchierata. Suzuki protesta e non ottiene nulla. Come si dice? Per fortuna non si è fatto male nessuno. Almeno per ora.

LA DELUSIONE – Il diamante malese che ha brillato per tutto lo scorso anno sembra un fondo di bottiglia qualsiasi. Forse quella in cui affogare i propri dispiaceri. Rossi e Morbidelli si sono trovati compagni, ma di sventura. Pur cercando si salvare il salvabile, non resta che prendere i due fine settimana e buttarli in un pozzo, poi una colata di cemento e qualche lucchetto per essere sicuri che non rispuntino fuori. Meglio non andare oltre.

LA CONFERMA – Cambia il pilota ma non il risultato. Ieri Vinales, oggi Quartararo, ma a vincere è sempre la Yamaha. Intanto il Qatar da rosso è tornato blu, per il futuro si vedrà. Sarà questione di equilibrio, di moto e piloti, a volte troppo propensi ai giri in altalena. Il filo è sottile, a Maverick e Fabio il compito di camminarci sopra fino alla fine.

L’ERRORE – Ci ha già pensato Bagnaia a cospargersi il capo di cenere, in ginocchio su ceci, senza dimenticare qualche scudisciata. Infierire non è elegante, come buttare (quasi) via una gara per un errore.

LA SORPRESA – Martinetor il suo soprannome, perché il fisico non sarà da Schwarzenegger ma il polso destro è pesante come i bilancieri sollevati da un culturista. Per la Ducati ha messo mano al portafoglio liberandosi di KTM e ha dimostrato che i soldi non sono tutto. La velocità invece sì e lui ne ha a bizzeffe.

IL SORPASSO – Perché solo uno? Pedro Acosta ha perso il conto di quanti ne ha fatto. È partito dalla pitlane per arrivare sul gradino più alto del podio, naturalmente alla sua seconda gara nel Mondiale, dopo il podio nella prima. Neanche una rimonta, una vera e propria cavalcata che ha annichilito gli avversari e ha fatto venire dei dubbi sulla bontà della penalità inflitta dalla Direzione Gara (già, ancora lei).

LA CURIOSITA’ – Dalla sua chioma Sansone ricavava la sua forza, i ricci ribelli sono invece costati cari a Bastianini. I capelli negli occhi hanno fermato la sua rimonta e c’è chi già scommette che a Portimao vedremo un Enea in versione Mastro Lindo.

IO L’AVEVO DETTO – “In gara tornerò a essere un debuttante, non è il momento per vincere” diceva Jorge Martin. Per vincere magari no, ma per un podio sì.

 

 

 

 

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