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MotoGP, Gran Premio di Le Mans: il Bello, il Brutto e il Cattivo

Terminator Martin si aggiorna in una nuova versione, Marquez trova la gioia nei sorpassi, Bagnaia condivide il mal di testa con Gigi Dall'Igna

MotoGP: Gran Premio di Le Mans: il Bello, il Brutto e il Cattivo

Comunque vada, ci sarà da divertirsi. A Le Mans Martin e Marquez hanno buttato giù le maschere e non saranno un mal di testa solo per Gigi Dall’Igna, ma anche per Bagnaia. A entrambi servirà un analgesico dopo Le Mans, mentre i tifosi preparano i popcorn per le prossime gare. Chi vorrà prendersi un po’ di gloria, dovrà vedersela con quei tre, da qui a Valencia.

IL BELLO – La nuova versione del Martinator è più evoluta della precedente. Non ha perso velocità, ma ha guadagnato calma e costanza. Il bug della caduta di Jerez è stato brillantemente sistemato e ora tutto fila liscio. Costa un po’ per i cupolini e le visiere rotte per i festeggiamenti, ma è un prezzo che si può tranquillamente pagare.

IL BRUTTO – Non potere applaudire Quartararo al traguardo. Vedere Fabio rischiare a ogni curva per il suo pubblico valeva da solo il prezzo del biglietto. Selvaggio, come ha scritto sulla sua ala, sapeva che sarebbe potuta finire male, ci ha provato, si è divertito e ci è piaciuto. Non sempre serve vincere per dimostrare di essere un campione.

IL CATTIVO – Esistono due certezze nella vita: le tasse e l’ultimo posto di Luca Marini sulla Honda. Per la prima c’è poco da fare, la seconda si potrebbe cambiare. Nessuno nega che la RC213V sia problematica, ma si può comunque fare meglio di così.

LA DELUSIONE – Poco conta un podio, se il tuo gradino è quello più basso e ti chiami Pecco Bagnaia. Cosa sia successo nella Sprint probabilmente rimarrà un mistero, domenica c’è stata una reazione ma non è bastata per non perdere altri punti in campionato. Se fosse stato un altro pilota sarebbe stato promosso, ma dal campione del mondo ci si aspetta di più.

LA CONFERMA – Non solo Ducati e Aprilia sanno fare moto veloci e vincenti in Italia, c’è anche la Boscoscuro, che nonostante il nome brilla di luce propria. Ha 4 moto e ne mette 3 davanti a tutti, facendo del podio di Le Mans il suo giardino. Fiorito di successi.

L’ERRORE – La via per il successo è lastricata di ghiaia, quella in cui si è trovato Marco Bezzecchi nelle due gare. L’anno scorso Le Mans era stata dolcissima, questa volta amara. Bisogna cambiare in fretta ricetta, perché con quella Ducati si possono raggiungere ben altri traguardi

LA SORPRESA – Anche gli squali a volte trovano una secca. Pedro Acosta è umano e ha fatto un errore da debuttante qual è, anche se è facile dimenticarselo. In compenso ha avuto una buona mira per non coinvolgere Di Giannantonio ed Espargarò nella sua scivolata.

IL SORPASSO – Se un pilota è felice ogni volta che mettere le sue ruote davanti a quelle di un avversario, Marc Marquez in due gare ha vinto il campionato della gioia. Il più bello è stato quello su Bagnaia, ma la lista è molto più lunga.

LA CURIOSITA’ – È stata una Le Mans da record con 297.471 spettatori nel fine settimana (e questa volta non hanno visto doppio nei conteggi, come a Jerez). Il GP di Francia per numeri, passione, organizzazione è l’esempio di come dovrebbe essere ogni appuntamento della MotoGP.

IO L’AVEVO DETTO – Martin dopo la vittoria della Sprin: “non ho più nulla da dimostrare”. Intanto domenica ha fatto un ripasso, repetita iuvant.

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