SBK, Superbike, Jerez: i team manager chiedono il rinvio

L'INCHIESTA - “Dorna non ci ha ancora dato una comunicazione. Meglio rimandare, ma rispettare le tappe del calendario e disputare tutte le gare”

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Quando tornerà in pista la Superbike? È uno degli interrogativi che ancora tengono banco. Rinviato a data da destinarsi l’appuntamento del Qatar, la tappa successiva è rappresentata da Jerez, in programma per l’ultimo weekend di marzo.

Al momento il round spagnolo è confermato, ma qualora dovessero esserci dei cambi di programma non sarebbe certo un colpo di scena, vista la situazione legata alla diffusione del virus COVID-19. Da ieri infatti tutta l’Italia è stata dichiarata zona rossa, di conseguenza gli spostamenti sono limitati, solo se strettamente necessari.

Filippo Conti - Yamaha GRT: "Fermiamoci, tuteliamo la salute e riprogrammiamo"

La situazione del nostro Paese ha quindi impatto anche sul Circus delle derivate, chiamato a fare i conti con una scelta non proprio semplice. A tal proposito abbiamo sentiti alcuni dei team manager, per capire l’evolversi della situazione: “In questo momento non ci sono pervenute comunicazioni riguardanti la tappa di Jerez – ha commentato Filippo Contil’unica cosa che posso dire è che il nostro materiale andrà in Spagna e in seguito capiremo cosa accadrà. Di sicuro questa è una situazione molto complessa, dove bisogna garantire la massima sicurezza a tutti, qualora si dovesse decidere di correre”.

Il team manager di GRT non utilizza troppi giri di parole: “Personalmente, in un momento come quello attuale, credo sia meglio fermarsi, valutare il tutto nel dettaglio e riprogrammare. Come ho detto questa non è una situazione facile da gestire, in continua evoluzione, e la priorità è garantire la salute, consapevole delle eventuali ripercussioni economiche che ci saranno. Spero che Dorna ci dia una comunicazione entro la settimana e non oltre”.

Manuel Puccetti - Puccetti Racing: "Sì a eventuale gara a porte chiuse"

Sulla stessa lunghezza d’onda anche Manuel Puccetti: “Il nostro materiale è già in Spagna, ma ad oggi non so se la Superbike correrà o meno a Jerez – ha detto il numero uno del team – tra l’altro alcuni voli da Milano per Siviglia sono già stati cancellati e questo va a ricadere su alcuni dei miei collaboratori. È un momento molto delicato da affrontare. Stiamo attendendo delle notizie da parte di Dorna. Credo che attualmente il rinvio possa essere la scelta migliore – ha aggiunto – il nostro calendario ha tredici round e l’appuntamento di Jerez lo si potrebbe recuperare magari in estate. Gara a porta chiuse? Qualora decidessero così sono favorevole”.

Tra coloro che aspettano una risposta c’è anche Serafino Foti: “Il nostro materiale non andrà in Spagna – ha puntualizzato – anzitempo avevo deciso che dopo il Qatar sarebbe rientrato in sede. Anche noi siamo in attesa di notizie da parte di Dorna, ma ovviamente non possiamo fare programmi a lungo termine, dato che questa situazione è in continua evoluzione”.

Barni e Pedercini: "Meglio fermarsi, ma tutte le tappe del calendario devono essere svolte"

Sul tema è intervento anche Lucio Pedercini: “È la prima volta che mi trovo a fare i conti con una situazione del genere - ha detto - sono tra l’altro venuto a conoscenza del fatto che alcuni degli addetti ai lavori hanno già saputo che il proprio volo per la Spagna è stato cancellato. Spero che Dorna prenda la scelta migliore nella tutela di ognuno. Gara a porte chiuse? Qualora fosse lo accetterei, anche se spero non sia così, dato che la Superbike ha sempre aperto le porte alla gente. Di sicuro attendendiamo una comunicazione in settimana, senza andare oltre”.

Non manca infine il giudizio di Marco Barnabo: “Stiamo aspettando  - ha detto il numero uno del team Barni – è una situazione complessa e speriamo che tutto si risolva per il meglio, garantendo tutte le gare del calendario. Magari meglio aspettare, fermarsi per il prossimo round, ma poi ripartire e recuperare la corsa nei mesi successivi. Per un team indipendente è fondamentale che tutte le gare del Campionato vengano disputate in relazione agli accordi di sponsorizzazione”.         

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