Tu sei qui

MotoGP, Petrucci: "Ho dato tutto. Questo il massimo con la Ducati e non basta"

"Abbiamo dato tutto e siamo arrivati a 16 secondi da Marc. Non voglio mollare e nel box tutti vogliono reagire, userò questa pausa per ricaricarmi e tornare più affamato"

MotoGP: Petrucci: "Ho dato tutto. Questo il massimo con la Ducati e non basta"

Danilo Petrucci è stato il primo pilota Ducati al traguardo del Gran Premio di Germania. Un risultato che magari potrebbe regalargli un minimo di soddisfazione, ma che in realtà è oscurato dal pesantissimo distacco incassato dal dominatore di giornata, Marc Marquez. Il Petrux ha infatti conquistato un quarto posto tutto sommato positivo, mettendo in riga i due compagni di colori Dovizioso e Miller, ma ha tagliato il traguardo ben 16 secondi dopo Marc, che si è anche preso il gusto di rallentare moltissimo negli ultimi metri.

La delusione è palese sul volto di Danilo, ma anche la ferma volontà di cambiare la situazione piuttosto che arrendersi ad un andamento negativo che da qualche gara sta trascinando la Ducati verso prestazioni in gara lontane dalle ambizioni coltivate dalle parti di Borgo Panigale.

"Oggi ci siamo presi più di mezzo secondo al giro da Marc - ha dichiarato Danilo - abbiamo preso 16 secondi in totale, che magari sarebbero potuti essere  anche di più. Ovviamente non siamo contenti di questo, però sia io che Andrea che Jack ci stiamo impegnando al massimo. Stiamo facendo il possibile. Anche lottando tra noi mi pare che ce le siamo date tutti i giri, però secondo me siamo arrivati un po’ a quello che è il limite della moto. Nessuno riesce a fare qualcosa di più. Anche Jack, che è partito dalla seconda fila, è arrivato dietro noi che siamo scattati dalla quarta e quinta fila. Si vede che più di così è difficile fare".

Un risultato che potrebbe anche portare sfiducia nel box.

"Non c’è sfiducia nel nostro box, c’è solo voglia di stare davanti. Il fatto è che in questo momento abbiamo degli avversari che stanno andando più forte di noi, però io non mi sto risparmiando affatto. Sto cercando di dare il massimo e questa è la mia miglior stagione in MotoGP. Quindi credo di stare facendo il massimo, ma è chiaro che a volte fare il massimo con la Ducati non basta. Oggi abbiamo preso 16 secondi da Marquez, ad Assen ne avevamo presi 14. Al Mugello abbiamo fatto il massimo e siamo arrivati in volata primo e terzo. Purtroppo in questo momento non riusciamo a fare di più".

Si riesce ad individuare una responsabilità di qualcuno per questa situazione?

"Mi ci metto anche io tra i responsabili, vorrei fare di più e vorrei che anche a casa facessero tutti di più. Adesso c’è qualche giorno di pausa e dopo un po’ di riposo voglio riprendere a lavorare ancora più duramente, perché voglio arrivare affamato alla ripresa. Voglio crederci ancora, tutto può ancora succedere".

Vi siete anche dimostrati in grado di vincere in questa stagione.

"La cosa preoccupante è proprio il distacco di oggi, che è troppo. Abbiamo vinto su due piste su cui eravamo favoriti, come il Qatar e il Mugello, ma sia io che Dovi ce l’abbiamo fatta solo all’ultimo metro, giocandocela fino alla fine". 

Tu pensi di aver imparato a sfruttare al massimo la tua moto o ti stai ancora confrontando con Dovi per migliorare?

"Andrea è stato sempre il riferimento per me da quando sono arrivato in Ducati. Anche Iannone andava molto forte con questa moto e anche Jorge l’ha fatto, ma entrambi avevano due stili di guida un po’ diversi da quello che è il mio stile, che si avvicina di più a quello di Dovizioso. Entrambi sfruttiamo le caratteristiche migliori di questa moto che sono frenata ed accelerazione".

Siete molto simili dunque. 

"Si e Andrea mi ha sempre aiutato, ma quest’anno lo sta sicuramente facendo ancora di più. E’ chiaro che vedendo lui che andava forte, ho cercato di avvicinarmi sempre di più a lui, ne ho studiato i dati ed è sempre stato molto disponibile nel darmi consigli. Oggi però siamo arrivati davvero al limite, poteva arrivare davanti lui o io, sarebbe cambiato poco. Magari oggi avevo un piccolo vantaggio grazie al mio peso che in alcune curve mi dava più trazione dietro, ma eravamo davvero vicini tutti e tre mettendoci dentro anche Miller. Non ci siamo di certo risparmiati, a nessun pilota piace arrivare dietro agli altri".

Come utilizzerai le tre settimane di pausa?

"Queste vacanze serviranno per resettarsi da due gare che sono state terribili senza dubbio, anche se voglio metterci pure Barcellona in questo conto perché secondo me lì c’è stato un grosso scossone al mondiale. Serviranno questi giorni per riposarci ma anche per lavorare, per riprenderci il più possibile in vista di piste dove avremo magari la possibilità di lottare con Marc. C’è ancora metà campionato da correre e come ho detto vorrei arrivare tra i primi tre".

Categoria: 

Articoli che potrebbero interessarti