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SBK, Rea spezza l'incantesimo V4 e trionfa a Imola

Il Cannibale torna alla vittoria in Gara 1, rifilando 8 secondi a Bautista, terzo Razgatlioglu, sesto Melandri. Rabbia Davies: fuori al primo giro

SBK: Rea spezza l'incantesimo V4 e trionfa a Imola

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La caduta degli Dei. A Imola si interrompe la cavalcata di Alvaro Bautista, fatta di 11 vittorie in altrettante gare in stagione, per mano di un Jonathan Rea che sulle rive del Santerno ha messo in mostra i muscoli, quelli dei giorni migliori, quelli che lo hanno consacrato come uno dei migliori interpreti nella storia delle SBK. Johnny ha portato a casa una delle "sue" vittorie, dettando la sua legge: scatto perentorio dalla prima fila, un paio di curve dietro Chaz Davies e poi alla "Villeneuve" ha preso il comando della situazione non mollando un millimetro fin sotto alla bandiera a scacchi arrivando a trionfare con un vantaggio di quasi 8 secondi. Una prestazione che riporta il sorriso su un volto mai così corrucciato come quello degli ultimi periodi dell'asso di Ballymena. Una prestazione che potrebbe, a questo punto della stagione, rivedere un po' gli equilibri (la speranza di molti è questa) nella lotta in vetta alla SBK.
Un equilibrio dettato anche da una prestazione di Alvaro Bautista che per la prima volta quest'anno ha mostrato di essere un pilota "umano". 

Ad Imola lo spagnolo della Ducati ha accusato già dalle libere dei limiti all'assetto della sua Panigale V4R, limiti se vogliamo dovuti anche alla sua scarsa conoscenza di un tracciato notoriamente molto complicato da raccordare alle proprie prestazioni. Alvaro ci ha messo comunque del suo oggi, e porta comunque a casa un secondo posto che è un risultato che non preoccupa il piccolo pilota spagnolo, quanto piuttosto aumenta la preoccupazione degli avversari: se Bautista fa podio con una moto non a posto, allora possono essere dolori...

Ci ha provato nelle prime battute a reggere la fuga di Rea, ma che oggi non ce ne era per stare al passo del Campione del mondo si è capito già dopo i primi 5 giri con Alvaro costretto a guidare sopra i limiti di un assetto che non gli ha concesso un recupero nei confronti del battistrada. Un errore, una sbavatura al quinto passaggio, gli ha consigliato di mettere la testa a giudizio ed "accontentarsi" di un comunque buon secondo posto. 

Gara che riserva una tremenda beffa per Chaz Davies. Il gallese, scattato dalla pole, aveva nel taschino la possibilità di portare a casa un risultato che avrebbe dato nuovo slancio alla sua - fin qui - opaca stagione, vissuta all'ombra delle prestazioni del suo compagno di squadra. Su un tracciato dove ha già vinto 4 volte in passato, per Chaz Gara 1 poteva essere l'occasione buona. Occasione, gioia che gli viene negata da un motore, tanto amico per prestazioni quanto beffardo oggi, ammutolito dopo neanche un giro all'ingresso delle Acque Minerali quando il V4 ha smesso di cantare sotto il polso del ducatista. Rabbia per lui che sfoga con un eloquente lancio dei guanti una volta rientrato ai box.

Podio che arride ad un grintoso Toprak Razgatlioglu che porta il terzo posto dopo una lotta da brividi contro la Yamaha di Michael VD Mark e la Kawasaki di Leon Haslam. Una gara fatta di grinta, sorpassi spettacolari che hanno portato i tre vicinissimi sotto la bandiera a scacchi.

Sesto Marco Melandri che chiude la gara con una buona prestazione, nonostante i problemi di setting che ancora affliggono la sua R1. A scalare troviamo Alex Lowes che precede Michael Rinaldi che risale il gruppo dalla penultima posizione in griglia, e Lorenzo Zanetti, ottima wild card a Imola. Il decimo posto della BMW con Markus Reiterberger non allevia l'amarezza di un possibile podio con Tom Sykes, finito fuori gara per problemi al motore al decimo giro quando era in terza posizione. Peccato anche per Sandro Cortese caduto nel finale alle Acque Minerali.

 

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