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MotoGP, Dovizioso: "Marquez stava dominando, ma a Jerez andrà diversamente"

"Marc è sempre il più forte ma il 2018 della Ducati è stato diverso dal solito: siamo andati forte dove non eravamo mai andati forte prima. Per Jerez sono carico"

MotoGP: Dovizioso: "Marquez stava dominando, ma a Jerez andrà diversamente"

Jerez è alle porte e Andrea Dovizioso, pur in testa al mondiale, non ha dei buoni ricordi dell'ultimo Gran Premio andaluso.

Non riusciva a superare Jorge Lorenzo, come ricorderete, e poi la sua gara finì con il patatrac che vide coinvolti, oltre ai due compagni di squadra, anche Dani Pedrosa.

Non si può dire chi fu la colpa. Certo Dovi arrivò lungo in staccata per cercare il sorpasso su Jorge, che a sua volta lungo, riuscì comunque a chiudere la traiettoria non avvedendosi di Dani che gli era alle spalle, ma non vicinissimo prima di quella staccata lunghissima.

Un incidente di gara, certo, ma sicuramente ben più evitabile di quello che vide coinvolti in Argentina Dovizioso e Iannone nel 2016.

Proprio per evitare il ripetersi di fatti di questo tipo la Ducati quest'anno ha costruito la squadra su Dovizioso, che al momento li sta ripagando con la leadership provvisoria del mondiale.

Ma è tranquillo Andrea? Pensiamo di no.

"E' ancora l'inizio del campionato e può succedere di tutto - ha detto Dovizioso a Nico Forletta su radio Rai - Marquez non ha vinto la prima gara, ma è andato fortissimo. La seconda, poi la ha dominata e stava dominando anche la terza prima dell'errore. Non è strano il modo in cui è caduto, perché lui cade sempre così, ma non vedevo il motivo di tirare visto il vantaggio che aveva. Stava dominando, ma quando si cade si è comunque al limite. Vederlo cadere e non ripartire è stato strano, ed anche una botta per il campionato visto che in Texas aveva sempre dominato".

Riconoscete una parola ripetuta più volte dal ducatista? Vi aiutiamo: è 'dominando'.
Già perché senza quella scivolata oggi ad essere in testa al mondiale sarebbe sempre Marc Marquez.

Rivediamo la classifica iridata dopo tre gare senza quell'errore: 1° Marquez, 70 punti, secondo Dovizioso 52, terzo Rossi 47, quarto Rins 44.
Questo perché quando Marc arriva, va sul podio, e quasi sempre sul primo gradino, massimo il secondo, mentre il forlivese, dopo la vittoria di Losail avrebbe solo un terzo ed un quinto posto.

Questo è ciò che fa usare ad Andrea così spesso il verbo dominare affiancato al nome di Marquez.

Esaminiamo un attimo i suoi risultati a Jerez in MotoGP: 2° nel 2013 alle spalle di Pedrosa, vittorioso l'anno successivo davanti a Rossi, 2° ancora nel 2015 dietro a Lorenzo, quindi 3° nel 2016 alle spalle della coppia Yamaha Rossi-Lorenzo. Nuovamente 2° nel 2017 dietro a Pedrosa e primo l'anno passato.

Sempre sul podio, come volevasi dimostrare. Del resto lo hanno detto in tanti, da Giacomo Agostini a Kevin Schwantz passando per Kenny Roberts: solo Marquez può battere Marquez.

Il favorito resta dunque sempre lo spagnolo, nonostante oggi insegua con 9 punti di distacco. Ma contrariamente al solito DesmoDovi approccia il GP di Jerez con aggressività.

"La frittata del 2018 è dietro alle spalle, non vedo l'ora di essere a Jerez. Per me sarà una sensazione nuova perché l'anno passato ero veloce anche se facevo fatica a passare Jorge. Penso che possiamo andare lì e dire la nostra".

Su cosa basa questa considerazione Dovizioso? Semplice.

"Il 2018 è stato diverso dal solito: siamo andati forte dove non eravamo mai andati forte prima, per questo la stagione deve essere presa con calma. L'importante è avere un buon feeling con la moto, e ce l'ho. Sia in Texas che in Argentina la velocità c'era e ce la possiamo portare anche in Europa".

Quanto Andrea Dovizioso ha ragione, lo scopriremo presto.

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