La giornata perfetta per la Ducati a Misano non si è completamente realizzata per una caduta di Jorge Lorenzo a poche curve dal traguardo. Lo spagnolo era secondo a meno di due giri dalla bandiera a scacchi ed in piena caccia del compagno di squadra Dovizioso, leader in solitaria. Un errore quello dello spagnolo molto raro da vedere, specialmente nelle fasi finali di un Gran Premio.
Tuttavia Lorenzo ha perfettamente chiare le motivazioni di questa caduta, avvenuta anche per la volontà ferrea di non accontentarsi di un secondo posto quando la vittoria non appariva troppo distante.
"Un vero peccato la mia caduta - ha affermato Jorge - ma non potendo utilizzare la gomma morbida in gara, mi sono ritrovato con una media con cui non avevo grande confidenza in frenata e neanche in percorrenza di curva. Certo, in quel momento stavo spingendo per raggiungere Dovi, che vedevo sempre più vicino. Un secondo posto non mi serviva a niente".
In tanti si aspettavano da te una fuga dai primi passaggi. Impossibile tentare questa strategia oggi?
"Non ho mai pensato di poter realmente scappare - ha ammesso Lorenzo - l’avevo già capito nel warmup. Non sono certo delle differenze che avrei avuto con le gomme morbide, ma credo che in ogni caso sarebbe stato impossibile gestirle con questo caldo. L’abbiamo capito nel warmup e con la media davanti non avevo la stessa fiducia della morbida. Anche per questo Marc è riuscito a tenere il mio ritmo per tutta la gara".
C'è stato un momento in cui hai pensato che Dovizioso sarebbe stato imprendibile?
"Sapevo di non avere lo stesso ritmo di Dovi, anche se mi sono qualificato meglio. Pensavo ci potesse essere una battaglia tra noi, credevo di poter restare con lui senza stressare troppo le gomme, ma non è andata così. Poi ho perso troppo tempo nel duello con Marc. Ho cercato in ogni caso di mantenere la calma, cercando anche di conservare la gomma per il finale".
Credi che il duello con Marc ti abbia impedito di restare assieme a Dovi quando ti ha passato?
"Quando Dovi mi ha passato ho cercato di mantenere il suo ritmo - ha sottolineato il pilota spagnolo - per qualche giro ci sono anche riuscito. Poi Marc mi ha passato e da lì abbiamo iniziato a duellare, perdendo tempo. Credo che in quella fase abbiamo perso almeno un secondo e mezzo, forse anche due. Questo duello non ci ha permesso di essere abbastanza veloci da tenere il ritmo di Dovi, poi ho iniziato a forzare alla fine ed ho visto che recuperavo qualche decimo".
Nelle fasi finali sembrava che riprendere realmente Dovizioso fosse alla tua portata.
"Stavo spingendo sempre di più perché mi trovavo meglio, e quando ho passato Marc l'ultima volta ero a circa due secondi e mezzo da Dovizioso ma mancava troppo poco alla bandiera. Il gap era troppo grande e ho dovuto rischiare molto per tentare il recupero. La gomma anteriore mi ha avvisato varie volte, in quella frenata avrò forse piegato un grado in più del solito, ma davanti era davvero al limite e non ha tenuto. Non avevamo le armi adatte qui, non ho potuto usare le gomme che mi piacciono e questo ha fatto si che il mio ritmo fosse molto simile a quello di Dovizioso. Se avessi messo la morbida al posteriore, l'avrei distrutta dopo dieci giri".
Stavi mettendo molta pressione a Dovizioso, che però ha retto.
"Mancava poco alla bandiera a scacchi e lo vedevo vicino, magari mi sarei dovuto accontentare della seconda posizione. Solo che recuperavo, avevo già ripreso quasi un secondo in pochi giri, pensavo che se magari avesse commesso un errore sotto pressione, io sarei stato abbastanza vicino da approfittarne. Ripeto, con le gomme medie è bastato essere un km/h più veloce oppure un singolo grado più piegato e mi si è chiuso davanti in quella curva".
Con questa caduta si può mettere la parola fine alla tua caccia al titolo.
"Di certo il mondiale piloti è sempre più complicato, Marc oggi ha chiuso secondo. Nel costruttori siamo messi meglio, ma ancora siamo dietro. Marc poi sapeva che se avessi vinto, mi sarei avvicinato abbastanza e per questa ragione non voleva farmi passare. Questo mi ha fatto perdere il tempo che avrei sfruttato per preparare meglio l'attacco a Dovi".