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Checa: troppa tecnologia in MotoGP

Carlos al WDW: "la SBK è sulla strada giusta, ma le regole svantaggiano Ducati"


Carlos Checa è tornato a Misano per festeggiare insieme alla famiglia Ducati, come la definisce, il numero 1 sulla carena della sua Superbike. Una full immersion nel popolo rosso che lo ha acclamato e ha fatto la fila sotto un sole cocente per una stretta di mano o un autografo nel box Althea montato per l’occasione. Tante emozioni, tra cui il primo assaggio della 1199 Panigale in versione Superbike.

Carlos, che sensazione si prova a partecipare alla festa Ducati da campione del mondo?

Vincere con Ducati è un grande piacere, ti senti parte di una lunga storia. Ti dà qualcosa in più. Poi essere qua, insieme a questa grande famiglia dei ducatisti, è speciale. E’ bello condividere questa gioia con loro, uno stimolo maggiore un arricchimento”.

E davanti a questa famiglia hai provato per la prima volta la 1199 Panigale in versione SBK. Quali sono state le prime sensazioni?

Ha un carattere molto diverso dalla moto attuale, sia per quanto riguarda il motore che il telaio. Bisogna innanzitutto capirla, costruire una nuova base da cui partire, concettualmente è profondamente diversa e il lavoro da fare è molto. E’ un piacere essere coinvolto nello sviluppo di un nuovo progetto”.

Non avevi qualche timore sulla scelta del telaio monoscocca, accantonato in MotoGP?

Nessuno, mi sembra chiaro che non è il telaio il problema della Desmosedici, Valentino ha fatto i suoi migliori risultati con il monoscocca. Ma io non sono un ingegnere, non voglio entrare troppo nel dettaglio. Sono un pilota e trasmetto le mie sensazioni”.

Quali sono state quando hai provato la D16 a Jerez?

Mi sono divertito e ho trovato una moto molto bilanciata. Ma mi è difficile dare un parere assoluto, non conosco come si comportano le altre MotoGP. Il problema è che Ducati è arrivata a un certo limite e non riesce a superarlo”.

Rossi è ancora motivato secondo te?

Lotta da molto tempo e non è facile tenere la motivazione. Ma il limite è anche del campionato in sé, è diventata una sfida tecnologica non è più una sfida tra moto e piloti.

Valentino a Silverstone ha dichiarato che il pilota con questa moto può fare meno la differenza rispetto al passato.

Sicuramente se la moto non è a posto si fa più fatica. Bisogna fare un passo indietro, la gente vuole lo spettacolo in pista, vedere piloti e case che lottano. Non uno sfoggio di tecnologia fine a se stesso. Per quello si può assistere al lancio di una navetta spaziale, non una gara”.

Bisogna mettere dei paletti regolamentari?

Sì, un limite che permetta all’essere umano di fare la differenza. Non parlo solo delle moto, anche delle gomme”.

La Superbike ha già centrato questo risultato?

Per il momento mi sembra che abbia raggiunto un buon equilibrio, ma bisogna stare attenti. Non ci sono molti soldi in giro, bisogna dare un limite agli investimenti. Non trasformare la SBK in una copia della MotoGP e della Formula 1, dove sono i soldi a fare la differenza.

Carlos Checa sulla Ducati 1199 PanigaleTornando a te, avere provato la Panigale significa che il prossimo anno sarai ancora in Ducati?

Stiamo parlando, valutando quali saranno i loro programmi e i tempi di sviluppo della nuova moto. Poi bisognerà vedere come si evolverà il regolamento. In questo momento ci sta penalizzando troppo”.

E’ questo il motivo dei tanti errori in cui sei incappato?

Me ne assumo la totale responsabilità, ma la verità è che adesso la nostra moto ha 6 kg in più e 10 o 20 Km/h in meno in velocità massima dalle 4 cilindri. Non è il mio compito decidere i regolamenti, ma bisogna trovare un nuovo equilibrio”.

Ti senti fuori dai giochi per il Mondiale?

No, ma non ci penso, come non ho mai fatto neanche nella scorsa stagione. Correrò gara per gara e poi si vedrà. Non sono nella posizione migliore per pensare al campionato in questo momento, ma neanche la prima lo è (ride)”.

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