Carmelo Ezpeleta ora crede ad un calendario 2020 ristretto

"Non è obbligatorio fare almeno 13 gare. Faremo del nostro meglio senza cambiare troppo l'ultima parte della stagione. Non possiamo prolungare troppo la stagione fino all'inverno e disturbare la stagione 2021"


Ora pensiamo che sia chiaro: il motomondiale 2020, sempre se si riuscirà a farlo, durerà molto meno, e con meno gare, delle stagioni precedenti.

Questo pensiero, che il nostro Carlo Pernat ha formulato immediatamente dopo l’annullamento del Gran Premio del Qatar ha raggiunto oggi anche Carmelo Ezpeleta che inizialmente, con grande ottimismo, aveva affrontato la situazione di petto arrivando ad affermare che si sarebbe corso fin oltre Natale per fare quante più gare possibili.

Oggi il boss della Dorna ha cambiato idea - le persone intelligenti lo fanno - rendendosi conto che ciò non andava bene né alle case né agli sponsor e che invece è meglio sacrificare un po’ il 2020 per avere un 2021 regolare.

Cosa che tentando di tenere in piedi tutti i Gran Premi non sarebbe possibile.

Ci rendiamo conto di questa nuova disposizione d’animo della Dorna vedendo che non vengono emessi più calendari provvisori.

Non è stata ancora trovata una data sostitutiva per il GP di Spagna a Jerez, e le prossime cancellazioni delle gare di Le Mans (17 maggio) e del Mugello (31 maggio) non dovrebbero portare differenze in questa filosofia.

Questo perché Ezpeleta ha sottolineato nell'intervista all'AS che non ha senso pubblicare altri calendari provvisori del motomondiale finché non è chiaro quando sarà possibile continuare di nuovo.

"Dipende molto da quando potremo ricominciare. C'è chi dice che bisogna correre almeno 13 gare perché sia un Campionato del Mondo, ma non è vero - ha ammesso Ezpeleta, nel senso che il contratto con la FIM può essere modificato. Poi ha proseguito - Faremo del nostro meglio senza cambiare troppo l'ultima parte della stagione. Non possiamo prolungare troppo la stagione fino all'inverno e disturbare la stagione 2021. Possiamo anche mettere insieme una stagione più breve quest'anno in modo da poter correre tutti i round della MotoGP l'anno prossimo. Vedremo come si svilupperà la situazione, perché il mondo sarà un posto diverso dopo il virus. La cosa più importante è che ci riprendiamo bene", ha chiarito Ezpeleta.

Dunque è questa la nuova filosofia della Dorna che sicuramente ha ricevuto l’avvallo della FIM di Jorge Viegas. E ci sembra il giusto modo di operare.

Del resto la Dorna in questa pandemia si è mossa bene all’inizio, annullando subito il GP del Qatar per la MotoGP. Poi naturalmente si è lasciata un po’ andare alla speranza che il virus fosse più circoscritto ma non appena è stata dichiarata la pandemia gli è apparso chiaro che piuttosto che posporre i Gran Premi in continuazione affastellando un calendario impossibile, fosse meglio salvare il salvabile, cioè le date in calendario. Preoccupandosi semmai di inserirne più tardi qualcuna nel periodo estivo normalmente dedicato alle ferie.

Anche così, comunque, l’attuale calendario della MotoGP in agosto è assurdamente fitto. Brno e il Red Bull Ring in fine settimana consecutivi, poi un fine settimana di riposo, quindi Silverstone, un fine settimana di riposo, Misano, un fine settimana di riposo, poi Aragon e Thailandia, una dopo l’altra, quindi ancora un fine settimana di riposo, poi la tripla del Pacifico con Motegi, Phillip Island, e Sepang tutte e tre di seguito. Successivamente un altro fine settimana di riposo, quindi Austin, Argentina e Valencia in fine settimana consecutivi.

Ci vuol poco per immaginare che difficilmente un calendario così compresso sia attuabile senza inconvenienti.

Ma partendo dalla Finlandia del 12 luglio sarebbero comunque solo 13 Gran Premi. Significherebbe perderne solo sette lungo la strada.

Prendendo questa come bozza si potrebbe anche pensare di sacrificare qualche gara in calendario per inserire appuntamenti saltati: essendoci per esempio comunque due gare in Spagna, far saltare Aragon per recuperare Le Mans o il Sachsenring. E’ una idea per ricreare una parvenza di calendario completo, non una necessità.

Ci sembra comunque inevitabile e corretto il (nuovo) ragionamento di Carmelo Ezpeleta che si appoggia alla bel noto filosofia popolare del ‘piuttosto che niente, meglio piuttosto’.

 

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