Nei giorni scorsi abbiamo pubblicato una notizia emersa sui mercati finanziari e riportata dal Financial Time. Oggi è emersa un'altra fonte dal sito americano RideApart, parte del nostro gruppo.
La domanda non è più soltanto se Volkswagen venderà Ducati, ma perché questa ipotesi sia diventata improvvisamente credibile.
Dopo l'indiscrezione del Financial Times, secondo cui i consulenti finanziari del Gruppo avrebbero suggerito la cessione di alcuni asset, è stato RideApart a chiedere direttamente una posizione ufficiale a Volkswagen. La risposta della Casa tedesca non conferma la vendita della Ducati, ma soprattutto non la smentisce.
Per capire il significato del comunicato bisogna però guardare al momento che sta vivendo il Gruppo Volkswagen.
L'industria automobilistica europea è alle prese con una trasformazione senza precedenti. I nuovi dazi commerciali, la crescente pressione dei costruttori cinesi, la contrazione di diversi mercati tradizionali e la domanda di auto elettriche inferiore alle attese stanno comprimendo margini e redditività. Nei primi mesi del 2026 Volkswagen ha registrato un forte calo degli utili e ha annunciato nuovi interventi di riduzione dei costi, parlando apertamente della necessità di cambiare il proprio modello di business.
All'interno di questo scenario anche Porsche, da sempre uno dei marchi più redditizi del Gruppo, ha cambiato strategia: meno ricerca dei volumi e maggiore attenzione ai modelli sportivi e ad alto margine, dopo il rallentamento delle vendite, soprattutto in Cina, e il raffreddamento della domanda per le sportive elettriche. Una scelta che testimonia come anche i marchi premium siano chiamati a privilegiare redditività e disciplina finanziaria rispetto alla semplice crescita delle immatricolazioni.
È in questo contesto che va letto il comunicato inviato da Volkswagen a RideApart.
"Vi chiediamo di comprendere che non commentiamo documenti interni e riservati. Le questioni in oggetto saranno discusse e approvate negli organi competenti. Non intendiamo anticipare questo processo.
È corretto affermare che l'intero settore automobilistico e il Gruppo Volkswagen stanno attraversando una trasformazione profonda. Il Consiglio di Amministrazione ha dichiarato più volte che l'attuale modello di business non funziona più per tutti i marchi: sviluppare automobili in Germania, produrle in Europa ed esportarle nel resto del mondo.
Negli ultimi anni il mondo è cambiato radicalmente. Negli ultimi dodici mesi questa evoluzione si è ulteriormente accelerata. Nuovi dazi, una concorrenza sempre più intensa e mercati stagnanti, in alcuni casi addirittura in calo, stanno gravando sull'azienda per decine di miliardi di euro ogni anno. Per continuare ad avere successo dobbiamo evolverci. L'intero Gruppo deve diventare significativamente più competitivo. Ciò richiede una maggiore focalizzazione strategica e una disciplina molto più rigorosa sui costi e sugli investimenti. Solo così potremo difendere e consolidare la nostra posizione tra i principali costruttori automobilistici mondiali e continuare a finanziare autonomamente il nostro futuro.
L'intero Gruppo – compresi marchi e società controllate – deve affrontare una trasformazione profonda. Negli ultimi mesi il Consiglio di Amministrazione ha lavorato intensamente a un piano per il riallineamento dell'azienda. L'obiettivo è rendere il gruppo più efficiente e più snello, sfruttando in modo sistematico le sinergie tecnologiche. Questo riguarda in particolare i processi decisionali e le strutture organizzative, soprattutto nello sviluppo e nell'integrazione delle nuove tecnologie e nella gestione della gamma di prodotti destinata ai clienti.
La fase successiva sarà l'attuazione di questa trasformazione complessiva, dopo il coinvolgimento del Consiglio di Sorveglianza."
Il passaggio più interessante, tuttavia, è quello che manca. Nel lungo comunicato Volkswagen non dice mai che Ducati non è in vendita. Anzi, ribadisce che tutti i marchi del Gruppo, senza eccezioni, dovranno dimostrare di essere più competitivi, più efficienti e più redditizi.
Per questo l'ipotesi della cessione della Casa di Borgo Panigale non può più essere liquidata come una semplice voce di mercato. Ducati continua ad essere un marchio fortissimo, leader in MotoGP e con un'immagine unica nel panorama motociclistico, ma oggi anche un gioiello di questo valore potrebbe finire al centro delle valutazioni strategiche di un Gruppo che sta affrontando la più profonda riorganizzazione della propria storia.
Comunque vada, resta la soddisfazione che una realtà profondamente italiana come Ducati - la proprietà è VW, ma la dirigenza e la produzione hanno cuore, corpo e mente a Borgo Panigale, checché se ne dica - venga considerata un fiore all'occhiello, sia a livello tecnologico che di mercato, di un gruppo come VW.