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Crisi VW: Ducati vale troppo, è per questo che torna a far parlare di vendita

Le indiscrezioni sul futuro del marchio di Borgo Panigale nascono dalla crisi Volkswagen. Paradossalmente, non perché Ducati vada male, ma perché è uno dei gioielli più redditizi del gruppo
Crisi VW: Ducati vale troppo, è per questo che torna a far parlare di vendita

Ogni volta che Volkswagen entra in una fase di profonda ristrutturazione, un nome torna puntualmente d'attualità: Ducati.

È successo nel 2017, quando il gruppo tedesco valutò la cessione della Casa di Borgo Panigale salvo poi fermarsi davanti alle resistenze interne. Succede di nuovo oggi, mentre Volkswagen affronta uno dei momenti più delicati della propria storia recente.

Secondo quanto riportato dal Financial Times e ripreso in Italia da Milano Finanza, il gruppo guidato da Oliver Blume starebbe preparando una nuova fase del piano di riorganizzazione dopo l'avvio della cessione della divisione motori navali Everllence (ex MAN Energy Solutions) valutata 10 miliardi di Euro. Un'operazione che ha riaperto le speculazioni sugli altri asset "pregiati" del gruppo.
Tra questi, inevitabilmente, c'è Ducati.



Non c'è alcuna decisione


È bene chiarirlo subito: non esiste alcuna comunicazione ufficiale che indichi la volontà di vendere Ducati. Ma ovviamente se ne parla come delle altre società del Gruppo: PowerCo (batterie), ADMT (guida autonoma), Lamborghini.

Le indiscrezioni parlano piuttosto di una riflessione più ampia sulla struttura del gruppo Volkswagen, chiamato a ridurre i costi, finanziare la transizione elettrica e recuperare competitività, soprattutto nei confronti dei costruttori cinesi.

Negli ultimi mesi il management ha accelerato il programma di efficientamento, annunciando migliaia di uscite volontarie, riduzioni della capacità produttiva e una revisione dell'organizzazione industriale. 

Secondo i dati diffusi dallo stesso gruppo, solo Volkswagen conta di ridurre l'organico di circa 19.000 unità entro la fine del 2026, mentre il piano complessivo coinvolge anche Audi, Porsche e Cariad. Le misure puntano a recuperare redditività in un contesto sempre più competitivo. 


Perché proprio Ducati?

La risposta è semplice: perché rappresenta uno degli asset più preziosi dell'intero gruppo. 

A differenza di altre attività industriali, Ducati continua ad essere un marchio premium, con una forte identità, risultati sportivi straordinari e margini elevati.

Proprio per questo motivo una sua eventuale vendita potrebbe garantire un incasso importante, utile a finanziare parte della ristrutturazione del colosso tedesco.

È il classico paradosso: non si parla di Ducati perché è in difficoltà, ma perché vale molto. Un'ipotesi che ritorna ciclicamente. Non sarebbe nemmeno una novità.

Già nel 2017 Volkswagen prese seriamente in considerazione la vendita della Casa di Borgo Panigale. L'operazione non si concretizzò, anche per il peso dei rappresentanti dei lavoratori nel Consiglio di Sorveglianza del gruppo, storicamente contrari alla cessione di asset considerati strategici.

Oggi, però, il contesto è diverso. La pressione competitiva esercitata dai costruttori cinesi, gli investimenti miliardari richiesti dall'elettrificazione e la necessità di migliorare la redditività stanno imponendo a Volkswagen scelte che fino a pochi anni fa sembravano impensabili.

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Ducati e Lamborghini, destini diversi

Nelle ricostruzioni degli analisti vengono spesso accostati Ducati e Lamborghini, ma le due situazioni non sono identiche.
Per Lamborghini si continua a parlare soprattutto di una possibile quotazione in Borsa sul modello Porsche AG nel 2022, mantenendo il controllo del marchio.
Per Ducati, invece, l'ipotesi più ricorrente resta quella di una vera e propria cessione.

Sono però, almeno per ora, soltanto scenari elaborati dagli osservatori finanziari.



La vera notizia

Al di là delle indiscrezioni, il dato più significativo è forse un altro.
Ducati è tornata al centro delle attenzioni non perché rappresenti un problema per Volkswagen, ma perché viene considerata uno degli asset con il maggior valore potenziale dell'intero gruppo.

Ed è proprio questo il motivo per cui, ogni volta che a Wolfsburg si parla di fare cassa, il nome della Casa di Borgo Panigale ricompare puntualmente tra le possibili pedine di una partita che, almeno oggi, è ancora tutta da giocare.


Fonti: Financial Times (ricostruzione ripresa da Milano Finanza), Milano Finanza, Quattroruote.
 

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Paolo Scalera