L’ha spuntata per soli due punti. Un soffio. Sufficiente però per essere consacrato campione del mondo. Al termine di un GP di Abu Dhabi teso e tutt’altro che scontato, chiuso al terzo posto, Lando Norris ha riportato il titolo piloti in casa McLaren dopo digiuno iniziato nel 2008 quando a vincere fu un allora giovanissimo Hamilton.
Nato a Bristol, 26 anni alle spalle, non appena tagliato il traguardo ha ringraziato il team, ma soprattutto i genitori, senza i quali non avrebbe mai potuto intraprendere questo oneroso percorso. Da lì fiumi di lacrime e un’emozione collettiva che ha travolto un po’ tutti, perché quando si celebra un nuovo iridato si vive il momento per immedesimazione.
In mezzo alla commozione dilagante, si è comportato più che sportivamente Max Verstappen, vincitore della gara dopo essere scattato dalla pole, ma mai alla ricerca dell’attenzione delle telecamere una volta al parco chiuso, quasi a voler farsi da parte per lasciare l’intero palcoscenico all’erede della corona. Allo stesso modo si è comportato Oscar Piastri, secondo di giornata e praticamente passato sotto silenzio malgrado anche la sua sia stata un’ottima stagione almeno fino all’ultima manciate di corse quando, per varie ragion, si è un po’ perso.
Aprendo il capitolo Ferrari va riconosciuto che a Yas Marina Leclerc e Hamilton hanno spremuto al massimo la loro SF25 regalando qualche bel sorpasso. Se Charles non si è fatto cogliere impreparato al via assicurandosi la quarta piazza, Lewis, scattato dalla piazzola 14, è riuscito a spingersi fino all’ottava ad un tiro di schioppo dalla Haas di Esteban Ocon, assolutamente a portata di mano se avesse avuto qualche giro in più a disposizione. A dispetto di questa performance finale piena di orgoglio, il campionato del Cavallino è stato deludente, prova ne sono la quarta posizione costruttori e l’assenza di primi posti, non fosse per quello firmato da Ham nella Sprint Race della Cina , come di recente era successo soltanto nell’annata 2021.
Al contrario della Scuderia, ha concluso da seconda assoluta tra le marche la Mercedes, negli Emirati quinta con George Russell, rallentato da un presunto problema ai freni nelle prime battute, e quindicesima con l’italiano Antonelli. Per quanto concerne invece la Red Bull, terza della classe, in questo 2025 ha potuto contare soltanto su Mad Max, visto che pure questa domenica Yuki Tsunoda non è andato oltre la quattordicesima posizione.
Da segnalare infine il nono posto nel gran premio per la Sauber di Nico Hulkenberg e il decimo per la Aston Martin di Lance Stroll. Si chiude così la parentesi ibrida del Circus per come l’abbiamo conosciuta a partire dal 2014, considerato che dal prossimo marzo le monoposto saranno molto diverse e non disporranno più neppure del tanto criticato DRS, sostituito da un sistema tecnologico più complesso che però dovrebbe rendere le manovre di sorpasso più naturali.
“Questo risultato è per mamma e papà perché mi hanno permesso di inseguire il mio sogno. Mi è quasi difficile dire che sono campione. Non è stata una stagione perfetta, ma è così per tutti. Dopo l’Olanda sono riuscito ad essere più resiliente e a tirare fuori di più da me”, l’emozione del nuovo iridato.
“Sto bene. Ero preparato a quest’esito in quanto avrei dovuto essere fortunato per vincere. Come squadra abbiamo ottimizzato il weekend e abbiamo dominato, quindi nulla da dire. Non sono troppo triste”, l’analisi matura dell’iridato uscente.
“E’ stata una bella sfida, divertente. Ho imparato molto dallo stesso Lando. Quando le cose andavano bene mi sono sentito inarrestabile, ma ho anche appreso a gestire meglio i momenti duri”, ha riconosciuto Piastri.
Per i dettagli sulla corsa ecco il link a Motorsport.com.
