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SBK, Misano: ecco perché Redding ha sofferto e si è fatto battere da Rinaldi

Gomme, peso, aerodinamica: in Riviera Scott era intenzionato a riscattare lo scivolone di Estoril, invece le sue aspettative si sono sciolte come neve al sole, tanto da sprofondare a 45 punti da Rea

SBK: Misano: ecco perché Redding ha sofferto e si è fatto battere da Rinaldi

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Misano doveva l’occasione per riscattare la scivolata di Estoril, tanto che Scott era consapevole di non poter più sbagliare, visti i 38 punti che lo separavano da Rea. Peccato che le sue ambizioni si siano sciolte sotto il torrido sole della Riviera. Oltre alle difficoltà incontrate in pista, ecco pure la beffa di vedere il proprio compagno di squadra batterlo in tutte e tre le occasioni. Peggio di così non poteva  proprio andare a Redding, costretto ad inchinarsi di fronte alla superiorità di Rinaldi.

A tal proposito ci si domanda: come mai tutte queste difficoltà? Di sicuro Misano è la pista di Michael e questo lo avevamo già capito nei test invernale, dove Michael aveva non poco sorpreso. Questo aspetto ha certamente giocato a favore del romagnolo, il quale è riuscito a trovare da subito fiducia e ritmo.

Poi c’è il tema legato alle gomme. La nuova SCX posteriore, in condizioni di elevate temperature, esalta la guida dei piloti meno pesanti, i quali prediligono uno stile di guida scorrevole (Rinaldi e Bassani) a discapito di quello sporco e aggressivo (Redding e Davies). Lo pneumatico ha quindi calzato a pennello per Rinaldi, a tal punto da sfruttarne il potenziale, limitando il consumo e l’extra grip. I cronologici di Gara 1 rendono infatti al meglio l’idea: mentre Michael nei primi giri ha dimostrato un ritmo super, tanto da girare sull’1’34” alto,  Scott non è mai riuscito una sola volta ad andare sotto il muro dell’1’35, arrivando addirittura a toccare l’1’36 nelle ultime tornate.

In Gara 2, invece, le condizioni erano leggermente diverse rispetto al sabato, tanto che Rinaldi non è più riuscito a fare la differenza come il giorno precedente, complice qualche grado in più sull’asfalto. Michael ha sì compiuto qualche tornata sull’1’34” alto, ma per il resto il suo ritmo si è assestato sull’1’35” basso. Redding, invece, ha fatto una gara fotocopia del giorno prima, con l’unica differenza che i due secondi in meno incassati dal suo compagno non sono certo merito di un suo miglioramento, ma semplicemente di un passo gara leggermente più alto da parte di Rinaldi.

Questo è quanto ha detto la pista di Misano al termine di un weekend dove Rinaldi e Redding hanno rappresentato il doppio volto della Ducati. A luglio, tra tre settimane, ci si aspetta la risposta di Scott a Donington. La pista di casa, nonché quella ideale per riemergere.   

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