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Buell, il nuovo ritorno del marchio americano di muscle bike

Dopo diverse vicissitudini, il marchio Buell Motorcycles ha un nuovo proprietario che annuncia 10 nuovi modelli entro il 2024.

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Le moto Buell stanno tornando. La Liquid Asset Partners è la nuova proprietaria ed è fortemente intenzionata a rilanciare le muscle bike americane, dopo aver acquisito i diritti sul marchio Buell Motorcycles, che Harley-Davidson aveva mantenuto nonostante avesse terminato la produzione nel 2009.

Cronistoria

La cronistoria di Buell Motorcycle Company è sempre stata caratterizzata da difficoltà e discontinuità, nonostante una produzione di modelli dal design personale e ricco di personalità, con un motore potente e soluzioni ciclistiche ed estetiche non convenzionali.

La casa è stata fondata nel 1983 da Erik Buell, ex ingegnere di Harley-Davidson, insieme ad altri 11 collaboratori nel Wisconsin.

Nel 1990 viene acquisita per il 51% da Harley-Davidson perché erano già sorti problemi finanziari, a causa dello scarso successo commerciale, mentre a Erik Buell resta il rimanente 49%.

Nel 2009, con la crisi economica globale che ha influenzato pesantemente il settore motociclistico, Harley-Davidson decide di concentrarsi sul suo core business, ovvero la produzione di moto custom e cruiser e di chiudere così quella del marchio Buell.

Ma Erik Buell non si perde d'animo e nonostante la situazione fonda la EBR, Erik Buell Racing, portando avanti il suo sogno.

Nel 2013 il gigante indiano Hero MotoCorp entra nell'azionariato acquisendo il 49% della EBR, un ingresso che avrebbe dovuto garantire il futuro dell'azienda, ma nel 2105 entra in liquidazione controllata e la Hero ne approfitta per ottenere l'attività di ricerca e sviluppo e permettendo la vendita della parte produttiva a Liquid Asset Partners, che ha assunto la proprietà dei resti nel gennaio 2016, rinominandola in EBR Motorcycles.

Una curiosità sulla LAP: si tratta della società liquidatrice che ha permesso lo smembramento della EBR nel 2009 per soli 2 milioni di dollari. L'acquisizione è stata approvata dalla corte di Walworth, nel Wisconsin.

La LAP ha acquistato i diritti sul nome Buell Motorcycles negli Stati Uniti, mentre i registri dei marchi dell'UE mostrano ancora Harley-Davidson come proprietaria del badge.

Il ritorno, di nuovo

Quello che restava della EBR quindi è stato acquisito nel 2016 da Liquid Asset Partners e dopo 5 anni arriva la prima dichiarazione del suo amministratore delegato, Bill Melvin, che ha annunciato di voler rilanciare le iconiche moto americane.

“Buell è tornata! Siamo entusiasti di riportare Buell con questo fantastico assortimento di superbike e motociclette ad alte prestazioni. Iniziamo con le motociclette di produzione americana più veloci, costruite a mano negli Stati Uniti, quindi è un buon inizio! Stiamo costruendo quelle piattaforme per più modelli di tour e adventure bike, quindi stiamo espandendo i nostri spostamenti per essere competitivi con altri marchi globali. La Buell Nation può crescere e prosperare di nuovo”, ha dichiarato con orgoglio Melvin.

Le quasi nuove moto

I primi modelli in produzione hanno legami diretti con l'ultima gamma Buell di proprietà Harley e sono delle moto sportive.

La moto principale è la 1190 RX, una superbike da 185 CV che utilizza una versione da 1190 cc del bicilindrico a V sviluppato da Rotax che è stato originariamente sviluppato per la Buell 1125R del 2007, montato sullo stesso telaio a traliccio in alluminio, che utilizza le guide del telaio stesse come serbatoio del carburante e riprendendo l'idea che Erik Buell ha perseguito dal lancio dell'XB9R nel 2002.

La validità dell'idea, nonostante la sua età essenziale, sembra essere confermata dal peso in ordine di marcia di 190 kg della 1190 RX, all'altezza delle migliori superbike di oggi.

Il secondo modello Buell è la 1190 SX, anch'esso ereditato dalla EBR: si tratta della versione naked della RX con la quale quindi condivide motore e ciclistica, ma ha un peso ridotto a 188 kg ed è anche previsto un kit da turismo.

Successivamente, Buell Motorcycles intende mettersi in regola con il mercato producendo una super tourer, derivata dalla due precedenti ma con una impostazione da adventure bike.

Non sarebbe nemmeno un'idea originale, dal momento che un telaio sportivo su una adventure bike c'era già stato ed era stato utilizzato per la Buell Ulysses, modello dimenticato che però montava un motore raffreddato ad aria derivato da Harley invece del più potente DOHC raffreddato ad acqua.

Inoltre, un progetto simile era stato già stato annunciato dallo stesso Erik Buell, la moto avrebbe dovuto chiamarsi 1190 AX, ma poi sappiamo tutti com'è andata.

Nel business plan della Liquid Asset Partners c'è anche una quarta moto, la 1190 HCR, dedicata alle gare in salita che nel 2020 aveva anche vinto il titolo AMA National Pro Hillclimb.

Il motore è lo stesso dei precedenti modelli, il Vtwin da 185 CV, ma questa volta cambia il telaio che è un tubolare in acciaio con carena da motocross e un forcellone massicciamente esteso.

Il peso è ridotto a soli 161 kg, offrendo un'accelerazione da Superbike nonostante le sue intenzioni fuoristrada.

La HCR sarà seguita dai modelli 1190 Baja Race e 1190 Baja Adventure che perderanno il forcellone esteso per diventare alcune delle enduro più pazze mai prodotte.

Le ambizioni dell'azienda sono molto più grandi della semplice realizzazione di più modelli, attorno al suo motore esistente: infatti entro il 2024 saranno lanciate 10 nuove motociclette, con l'intenzione di includere anche modelli di media e piccola cilindrata di diversi segmenti, come dirt bike, dual-sport, tourer, cruiser e superbike.

Infine, Buell Motorcycles afferma di aver iniziato a esplorare delle idee per una moto elettrica ad alte prestazioni.

Ed Erik Buell?

In tutta questa storia, che fine ha fatto il fondatore della Buell prima e della EBR poi? Lui non ne è minimamente coinvolto, essendo invece completamente impegnato nella Fuell, la sua start-up di moto elettriche.

Dopo l'annuncio ufficiale di Buell Motorcycles riguardante i suoi piani da qui al 2024, Buell ha scritto una e-mail a Roadracing World, che potete, e dovreste, leggere qui.

Comunque, anche lui conferma di non essere coinvolto con i marchi EBR o Buell, "che sono di proprietà delle persone di LAP del Michigan. Dove andranno si vedrà, e speriamo che sia tutto buono, ma io non ho alcuna parte in questo momento. Apprezzerei se LAP smettesse di usare il mio nome personale Erik Buell nei loro post, ma che dire... In ogni caso se non posso impedirlo, vorrei solo che si sapesse che non sono personalmente associato ad una società dove non ho alcun coinvolgimento negli affari o nell'ingegneria. Il futuro di Erik Buell è con FUELL".

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