Corsi e ricorsi: Marquez, Sakata e Hailwood

Due precedenti nella storia di mondiali decisi in "tribunale" dalla FIM

Share


A tenere banco a motori spenti in Moto2 è la querelle tra Marquez e Espargaro, una battaglia combattuta a colpi di ricorsi e carte bollate, con la conseguenza che Marc non sa ancora se potrà tenere in vetrina la coppa del terzo posto o darla a Rabat e Pol se sia o meno davanti in classifica al rivale. Nella storia del motomondiale sono pochi i mondiali decisi “a tavolino” dagli avvocati, ma andando a frugare negli archivi almeno due precedenti compaiono, anche se per casi estremamente diversi. Il primo è datato 1998, con l'Aprilia Kazuto Sakata è in lotta per il titolo con il connazionale Tomomi Manako, pilota Honda. Kazuto conquista il 4° posto nel penultimo GP della stagione, a Phillip Island, ma viene squalificato in seguito alle analisi sulla benzina impiegata in gara, che risulta irregolare. Nell’ultimo appuntamento della stagione il giapponese dell’Aprilia arriva 4° mentre connazionale della Honda 1° e perde il titolo per solo un punto. Lo riconquisterà tre settimane più tardi, quando, dopo le controanalisi della FIM richieste in seguito a un appello della squadra, il carburante usato in Australia risulta regolare, ribaltando la sentenza di squalifica.

Tutt’altra vicenda quella del 1967, quando in 250 Mike Hailwood, su Honda, e Phil Read, su Yamaha, arrivarono appaiati in testa alla classifica al termine delle 13 gare previste in quella stagione con 50 punti a testa. Il problema per assegnare il mondiale sorse perché le due diverse edizioni del regolamento, quella inglese e quella francese, prevedevano due differenti soluzioni per decretare il vincitore in caso di parità. La prima considerava come discriminante il numero di GP vinti nella stagione, assegnando il titolo a Hailwood per 5 a 4, mentre la seconda considerava il punteggio ottenuto, riducendo gli scarti da 6 a 5, premiando quindi Read per 56 a 54. Alla fine, la FIM scelse la versione inglese, consegnando l’alloro a Mike the Bike.

Non resta che aspettare per scoprire da che parte penderà la bilancia questa volta.

Share

Articoli che potrebbero interessarti