Il 2026 della Moto2 abbraccerà un nuovo volto italiano in griglia di partenza, quello del rookie Luca Lunetta, che sfreccerà in pista coi colori del team SpeedRS di Luca Boscoscuro al fianco di Celestino Vietti, due piloti italiani per una delle realtà protagoniste della categoria. Tanti i nomi di spicco che negli anni si sono avvicendati tra le file del team italiano prima di approdare in classe regina, da Iannone a Pol Espargarò, da Quartararo a Di Giannantonio, al più recente Aldeguer.
Giovanissimo (19 anni), quella di Lunetta è la storia di un ragazzo e della sua passione per il motociclismo, giunta ora al suo secondo atto nel mondiale, ma è anche la storia di un numero, il 58, quello di Marco Simoncelli che da sempre il giovane romano porta con fierezza e rispetto sulla moto. Un 58 che in questi due anni era "tornato a casa" nel team di Paolo Simoncelli, e che ora affronterà una nuova avventura e delle nuove sfide. A ridosso delle festività natalizie, ad appena quindici anni da quel fatidico Natale in cui ricevette la sua prima minimoto, lo abbiamo intervistato per sondarne pensieri, sogni e aspettative all'alba della prossima stagione del mondiale della Moto2.
Si apre un nuovo capitolo della tua carriera, correrai in Moto2 col team SpeedRS di Boscoscuro al fianco di Vietti, in un team tutto italiano. Come è nato il tutto?
"Sono super emozionato al pensiero che sarò un pilota di Moto2 - esordisce il romano - un passo più vicino al mio sogno. Ora devo godermi questa opportunità al meglio, non capita tutti i giorni un treno così importante quindi ne sono veramente grato e voglio ringraziare Luca Boscoscuro per la fiducia. Nel box lavorerò con due spagnoli, il mio nuovo capotecnico José Ruiz "Josete" e ed il telemetrista Antonio Barroso, con cui siamo subito entrati in sintonia. Sono davvero carico e fiducioso nel progetto e non vedo l'ora di iniziare".
Un triennale è una grande dimostrazione di fiducia, com'è lavorare con Boscoscuro?
"Con Luca mi sono subito trovato bene, è bellissima la voglia di vincere che ha, vuole portare a casa il risultato. Crede tantissimo nei suoi ragazzi ed ha creduto molto in me in un momento anche difficile, perchè quando firmai il contratto ero infortunato, ha fatto una vera e propria scommessa su di me. Anche se avevo dimostrato la mia velocità in Moto3, in me ha visto qualcosa, gli sono piaciuto subito ed abbiamo trovato una bella sintonia. Ha avuto una grande fiducia in me, la voglia di base è quella di vincere la prima gara ma bisogna arrivarci un passo alla volta, non devo avere fretta. Mi ha detto "dobbiamo vincere ma con calma", ha tanta voglia e siamo sulla stella linea. Ci sentiamo tutti i giorni, lo abbiamo fatto anche mentre ero in Spagna ad allenarmi, ed è bello avere questo supporto non solo a livello professionale ma anche a livello personale, ti fa sentire parte del progetto".
Hai già avuto un primo approccio col tuo nuovo team e con la moto nei test di Jerez. Quali sono le differenze tra le due categorie?
"I test sono andati subito bene, mi ha colpito la carica e la voglia del team di migliorare e di arrivare. Ho fatto 112 giri nei due giorni, più due giornate nel Junior GP durante le prove, anche se i test veri e propri sono stati quelli di Jerez. Mi sono trovato bene sia con la moto che col team, ma ovviamente c'è ancora tanto lavoro da fare, tante cose nuove da capire per la Moto2 che è una categoria difficilissima. Mi è mancata qualcosina in resistenza, il giro secco è venuto bene ma devo ancora lavorare sulla costanza, devo ancora adattare il mio fisico. Però sono contento perchè a livello fisico penso che la mia statura potrebbe rivelarsi un vantaggio, sono abbastanza alto, quasi 1,80m, sulla moto3 facevo un po' fatica a stare in carena e col peso giusto. Per la Moto3 il peso deve essere sui 58-59kg, con la mia altezza era impossibile, ero 4-5kg sopra il peso ottimale e questo non aiutava nelle ripartenze. In accelerazione perdevo qualcosa, e con più peso consumi un pochettino di più di gomma, forzi più la moto e col mio stile di guida forzavo l'anteriore".

"Quindi ci sono state un po' di cose che in passato non mi hanno fatto raggiungere tutti gli obiettivi che mi ero prefissato, ma che mi hanno fatto dare quel 10% in più per riuscire a stare coi primi. In piste con più flow invece come in Indonesia ho anche chiuso sul podio. La Moto2 invece dal canto suo è fighissima, può correre tanto, è proprio bella da guidare, trasmette tante emozioni, tanto feeling. Il cambio dalla Moto3 quindi è abbastanza grosso si, ma da quando l'ho provata ho iniziato a sorridere ancora di più, ha più accelerazione, più "ciccia" quando dai il gas, ti trasmette di più della Moto3 che forse è poco più rigida, ed anche le gomme sono il doppio quindi dovrò abituarmi. La cosa che fa anche un filo paura è la frenata, che è molto diversa e a volte è complicata. La moto frena tantissimo, ti permette di frenare coi punti di riferimento della Moto3, una cosa che ho notato molto a Jerez. Freni dove frena la Moto3, ma ci arrivi con quei 20-30kmh in più a seconda delle curve. Nel complesso mi è sembrata davvero divertente".
Cambierà anche il tuo allenamento.
"Ora dovrò fare ancora un po' di abitudine alla velocità, infatti già da Gennaio inizierò la preparazione. Prima delle feste ho fatto una settimana in Spagna in cui ho dato tutto prima di fermarmi per l'operazione (per togliere delle viti ndr), che era importante. E' stata una settimana in cui ho iniziato a capire il metodo degli spagnoli, perchè a gennaio voglio tornarci con le idee chiare. Il clima è dalla loro parte ed hanno più strutture, sono agevolati sotto quel punto di vista. Inoltre lì trovi molti piloti del mondiale, ti alleni con loro quindi il confronto alza il livello".
Ai vecchi rivali che salgono di categoria se ne aggiungeranno di nuovi, li affronterai con un team che in passato ha fatto crescere nomi ora in MotoGP come Quartararo, Di Giannantonio ed Aldeguer.
"La Moto2 è una categoria con un livello stratosferico, ci sono vari campioni del mondo della Moto3, piloti da MotoGP come Gonzalez che aveva tutte le carte per fare il passaggio. Poi ci sono i miei rivali sin dalla rookies, Piqueras, Rueda, Holgado, Alonso, Veijer, sono tutti super piloti, bravi e talentosi. Poi naturalmente ci sarà Celestino Vietti dall'altro lato del box. Abbiamo avuto modo di parlare ai test anche se non tantissimo perchè avevamo programmi diversi. Oltre che un bravo ragazzo e talentoso, ha fatto cose grandissime in questi anni in Moto2, sono contento di averlo come compagno di squadra. Voglio lavorare duro per prepararmi nel miglior modo possibile, conosco le mie potenzialità e lavorando nel modo giusto posso fare delle belle cose, lottare per vincere. Bisognerà però anche cercare di non avere troppa fretta nella parte iniziale, perchè è giusto avere voglia ma neanche fare i passi più lunghi della gamba, portare a casa un po' di esperienza, non sono un pilota che arriva e vola di base, ho bisogno di consolidare la velocità in pista, ma sono sicuro che apprenderò in fretta".
Il sogno ultimo da raggiungere rimane la MotoGP.
"I piloti della MotoGP sono tutti idoli dal primo all'ultimo, ciò che fanno è il mio sogno e li stimo. Acosta è sempre stato il pilota da cui mi ispiro un poco per velocità e stile di guida che mi piace moltissimo. Il ritorno di Marquez poi è stata una cosa allucinante, è un gran lavoratore, un talento unico. Ma vorrei menzionare anche Di Giannantonio, con cui passo molto tempo a casa e in allenamento. Avere un pilota come lui al mio fianco è una cosa unica, avere un amico in MotoGP è una cosa veramente bella e mi dà molti consigli sotto tutti gli aspetti della vita di un pilota. Siamo sempre stati molto amici, e ricordo ancora un suo consiglio all'epoca in cui ero nella rookies, era il 2021 e non ricordo se lottavo con Holgado o con Moreira, facevo un po' di fatica e lui mi disse: "hanno due braccia due gambe ed una testa come te, se lo fanno loro puoi farlo anche te". Questa frase mi ha fatto ragionare tanto, facciamo sempre i track walk assieme ed ora che sarò in Moto2 i suoi consigli potranno avvicinarsi ancora di più. Questa amicizia che abbiamo è fondamentale e bellissima".