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MotoGP, Lorenzo: “Sono sicuro che Marquez avrebbe vinto a Jerez con la GP24”

“La Ducati di quest’anno è più veloce in rettilineo e Marc ha dovuto forzare molto in frenata negli ultimi giri. Marquez si può battere in termini di velocità, non di coraggio”

MotoGP: Lorenzo: “Sono sicuro che Marquez avrebbe vinto a Jerez con la GP24”

Dopo il discusso incidente a Portimao, Francesco Bagnaia e Marc Marquez sono tornati ad incrociare le loro traiettorie nel GP di Spagna a Jerez, dove si sono resi protagonisti di un’intensa lotta per la vittoria, negli ultimi giri di gara. Un duello risoltosi grazie allo strappo dato al terzultimo passaggio dal piemontese, quando ha siglato il giro record in gara in 1'37”449, prendendosi un margine sul rivale tale da riuscire a resistergli fino alla fine.

Pecco era al 95%, ma quando è arrivato Marc e lo ha superato, ha messo quel 5% che gli mancava e ha fatto il record della pista ha osservato Jorge Lorenzo, confrontandosi con Josep Lluís Merlos, Ruben Xaus, Ricard Jové e Ramon Forcada nella quarta puntata del podcast “Dura La Vita”.

“Era chiaro che la GP24 andava forte in rettilineo, è più veloce perché il motore gira un po’ più in alto. Io l’avevo già detto in Qatar e Marc ha negato dicendo che si trattava di un problema con il cambio e l’impennamento, ma penso che la GP24 in rettilineo sia superiore in termini di accelerazione, device e potenza. Quello che ho visto è che Marc ha dovuto forzare molto in frenata negli ultimi giri, per tenere il ritmo indiavolato di Bagnaia. Doveva compensare quello che Pecco guadagnava sul rettilineo in accelerazione ha continuato il maiorchino, convinto che il GP avrebbe avuto un altro esito se il nuovo alfiere del team Gresini avesse avuto la stessa moto del campione in carica: Marquez con una Ducati 2024 avrebbe vinto al 100%, sono sicuro. Lo vedremo quando avrà una moto uguale a quella di Pecco e Martin”. 

Una battaglia senza esclusione di colpi, in cui non è mancato nemmeno un contatto tra i due ducatisti. Il quale, fortunatamente non ha avuto nessuna conseguenza, a parte un segno sulla tuta di Marc.

“Secondo me sono entrati parallelamente in curva, con Marquez che lo ha fatto pensando: ‘spavento Pecco, entrando con sicurezza’, sapendo però che anche lui avrebbe potuto fare lo stesso. Effettivamente, Pecco è entrato con la stessa fiducia e aggressività di Marquez e, appena si sono lievemente toccati, Marc ha rialzato leggermente la moto in modo che nessuno dei due cadesse. Entrambi si aspettavano quel contatto, mentre a Portimao non credo che Marc si aspettasse che Pecco entrasse lì - ha commentato Lorenzo - Se fossero stati a parti inverse, con Pecco all’esterno e Marc all’interno, pensate che sarebbe entrato con la stessa sicurezza? Io penso che Marquez lo avrebbe fatto sicuramente e Pecco avrebbe rialzato la moto molto più di quanto ha fatto Marc. Marquez si può battere in termini di velocità, ma non in quanto a coraggio”.

Interpellato invece sulle numerose cadute viste nella Sprint Race spagnola, il cinque volte iridato ha catalogato sia quella di Marquez che quella di Bagnaia come due episodi frutto delle circostanze.

“Per me la caduta di Marc sabato è dipesa dalle condizioni della pista. Poteva cadere qualunque pilota in griglia. Mentre quella di Bagnaia non è stata colpa sua” ha affermato Jorge, convinto però che il catalano, a fine stagione, potrebbe rimpiangere i 32 punti che adesso lo separano dal capoclassifica, Jorge Martin: I punti che Marc ha perso a Portimao, ad Austin e nella Sprint, nelle tre gare in cui è caduto, gli impediranno di vincere il Mondiale alla fine dell’anno e, quando ha firmato con la Ducati, credo che si aspettasse di vincere”.

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