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SBK, Alvaro Bautista: come e perché ha deciso di fare la wildcard MotoGP a Sepang

L'ANALISI - A 38 anni lo spagnolo sta vivendo una seconda giovinezza, rivelandosi un professionista fino al midollo. Ducati e Aruba lo hanno messo nella posizione migliore e, consapevole di quanto può dare, per lui la Malesia non sarà certamente una passerella

SBK: Alvaro Bautista: come e perché ha deciso di fare la wildcard MotoGP a Sepang

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Alla fine “L’Uomo del Monte ha detto sì”. Ci sarebbe quasi da scomodare un famoso spot degli anni ’90 per quella che è la scelta di Alvaro Bautista. Battute a parte, nella giornata di ieri Aruba ha comunicato la decisione presa dal pilota spagnolo, ovvero partecipare come wildcard al Gran Premio della Malesia, in programma il 12 novembre.

Bau Bau torna quindi a disputare una gara in MotoGP a distanza di cinque anni dall’ultima apparizione.  Nel corso di queste stagioni abbiamo avuto modo di vederlo e seguirlo da vicino nel paddock delle derivate: prima con la Ducati, poi con la Honda e nuovamente con la Rossa.

L’Alvaro che abbiamo di fronte è un pilota che sta rivivendo i suoi anni verdi. Sempre sorridente e scherzoso, anche nei momenti più complicati, cercando di andare oltre le difficoltà. Di sicuro questa Panigale V4 lo fa sognare in grande tanto da essere l’unico in grado di estrarre il massimo potenziale dalla Rossa. Insieme formano un pacchetto vincente, avvalorato dalla conquista del titolo iridato SBK dello scorso novembre e dall’attuale stagione, dove vanta oltre 70 punti di vantaggio su Toprak.

In pista il numero 19 e la Rossa sono una cosa unica mentre a casa Bautista segue nel quotidiano una linea metodica che lo vede alzarsi in piedi alle 5 per allenarsi, dedicarsi poi alla famiglia e infine cena alla sera e a letto presto. D’altronde questa attitudine è la stessa che conserva anche in circuito: verso le 19-19.30 Alvaro saluta tutti e va a riposare per essere pronto in vista dell’indomani.

Questo suo stile di vita, abbinato al razzo Ducati, lo hanno portato ad essere il campione che è, riconosciuto da tutti. Per premiare la vittoria del titolo SBK, Ducati e Aruba hanno quindi deciso di comune accordo di fargli provare la MotoGP.

La prima presa di contatto, andata in scena lo scorso giugno a Misano, si è rivelata al di sopra delle aspettative, tanto da mettergli in testa l’idea di una possibile wildcard MotoGP. La sua pista prediletta è da sempre Phillip Island, ma la stretta vicinanza con gli impegni SBK così come il freddo di ottobre hanno fatto storcere il naso allo spagnolo. Oltre a ciò bisogna poi considerare il termine dei 90 giorni per presentare la domanda all’IRTA.

Sfumata sul nascere l’ipotesi Australia, Bautista, Ducati e Aruba hanno quindi optato per mettere giù un piano dettagliato con l’intento di fare le cose fatte bene senza affrettare i tempi.

Ecco quindi nascere l’idea di Sepang, fissata al 12 novembre con il Mondiale SBK già concluso. A tal proposito lo spagnolo è saltato nuovamente sulla Desmosedici due settimane fa a Misano per avere l’ultima conferma.

In quell’occasione ha ottenuto le risposte che cercava, maturando quindi la scelta di esserci in Malesia. Una pista che sulla carta ha di tutto per esaltare le caratteristiche del campione del mondo, considerando tra l’altro i lunghi rettilinei dove potrebbe sfruttare il proprio peso e il motore Ducati per avere più spinta.

Sarà una sfida affascinante, dove non mancherà la curiosità nei suoi confronti, tanto che la domanda è già scontata: cosa farà Bautista in Malesia? Questo lo sapremo tra tre mesi. Di sicuro la sua non sarà una passerella. Anzi, siamo ben convinti che Bautista vorrà andare a Sepang con l’obiettivo di portare la sua Rossa targa Aruba nelle posizioni di vertice, puntando ad essere nella bagarre con i protagonisti. Se così non fosse, probabilmente avrebbe preferito rimanere a casa. Invece eccolo buttarsi nella mischia all’età di 38 anni. Un rischio calcolato, consapevole di quello che è il suo valore. 

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