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SBK, Nava: “Bautista? Se applicassero la regola in MotoGP dovrebbero zavorrare tutta la griglia”

“Purtroppo il discorso della zavorra non è matematico o scientifico, ma si tratta di fiducia. Conosco Alvaro e secondo me non pensa al ritiro, ma a continuare nel 2025”

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Lo si potrebbe considerare come l’arma segreta di Alvaro Bautista. Giulio Nava ricopre ormai da anni il  ruolo di capotecnico dello spagnolo e giovedì sera è stato nostro ospite nella live post Phillip Island. Con lui abbiamo affrontato diversi temi tra zavorre, regolamenti e non solo, parlando anche del futuro di Alvaro e divagando per finire sulla MotoGP.

L’ingegnere lombardo non si è sottratto alle nostre domande, rispondendo in modo schietto e trasparente senza utilizzare troppi giri di parole. Ovviamente al centro della discussione questi kg aggiuntivi applicati a Bau Bau per via del nuovo regolamento.

“Il discorso legato alla zavorra è stato l’aspetto su cui ci siamo dovuti confrontare nel corso dell’inverno e conseguentemente verrà portato avanti per tutto l’arco della stagione – ha esordito – abbiamo iniziato a sperimentare portando due varianti in pista e distribuendo la quantità di peso decisa sulla moto. Magari non è posizionata nell’area più bassa come qualcuno può immaginarsi, ma in altri punti”.

Zambenedetti ha dichiarato che per Ducati questa è un’area ancora inesplorata e sensibile.
“Il fatto è che c’è un mondo reale e uno “non reale”, diciamo così, con cui doversi confrontare. Con la zavorra puoi fare tutti i calcoli matematici che vuoi per arrivare alla migliore distribuzione del peso, ma poi devi considerare se questi si incastrano con le necessità del pilota. Perché magari la distribuzione dei pesi funziona, ma da un punto vista mentale o per stile di guida costa troppo dover cambiare. Dico così perché rischi di trovare una soluzione che funzioni bene con le gomme nuove e poi invece soffri nel finale con quelle usate. Diciamo che la questione zavorra non è scientifica, ma più improntata sulla fiducia del pilota”.

Molti sostengono che Bautista sia stato bersagliato con la nuova regola.  
“Se applicassero la stessa regola in MotoGP dovrebbero zavorrare tutta la griglia. Facciamo un esempio,  prendendo come pilota Aleix Espargarò. Lui non è più basso di Rea, ma è tirato in maniera incredibile, questo perché i piloti MotoGP sono tutti molto più tirati rispetto a quelli Superbike. E Aleix questo lo sa bene, perché se non vuole perdere qualcosa nei confronti degli altri è consapevole del fatto che debba curarsi molto di più attenendosi a regimi di allenamento e diete alimentari. A mio avviso però il problema è un altro”.

Quale?
“Il giorno in cui Alvaro decide di smettere, il problema per certi versi sarà finito. Occhio però, perché questo potrebbe andare a ricadere su un giovane. Mi spiego:  mettiamo caso che nei prossimi anni emerga un pilota veloce dalla SuperSport, il cui peso però è di 70 kg. Cosa facciamo? Dobbiamo zavorrarlo, giusto? Ecco, a quel punto, a un giovane senza esperienza e bagaglio tecnico rischi di tagliargli le gambe sul nascere perché non performa e non cresce. Pertanto mi domando: è giusto così?

Molti sostengono che questo possa essere l’ultimo anno di Alvaro. Dobbiamo prepararci al suo ritiro?
“Per quanto lo conosco io direi di no, perché lui ha motivazione ed è contento di ciò che sta facendo. Ovvio che poi ci saranno molti aspetti con cui confrontarsi e che emergono nel corso della stagione, legati alla pista e non solo. Non ne ho ancora parlato con lui del suo rinnovo. Al momento credo che lui voglia continuare, ma dipende da molti fattori. A Bautista dà gusto mostrare alla gente che può ancora essere forte e competitivo”.      

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