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MotoGP, Dovizioso: “C’è un abisso tra me e Quartararo e Morbidelli sulla M1”

“Il loro è un modo particolare di guidare la MotoGP. In questo momento ho il doppio del lavoro da fare rispetto agli altri piloti”

MotoGP: Dovizioso: “C’è un abisso tra me e Quartararo e Morbidelli sulla M1”

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È un Andrea Dovizioso non del tutto felice quello al termine del primo giorno di test a Mandalika. Se Quartararo e Morbidelli catturano i riflettori della scena, il forlivese è chiamato a rincorrere, tanto da chiudere fuori dalla top ten con l’undicesimo tempo.

Un risultato non proprio in linea con quelle che erano le sue aspettative, anche se il portacolori Yamaha non ha la minima intenzione di arrendersi.

“Stamani ho messo una gomma morbida a fine turno e questo ha comportato una strategia diversa da tutti gli altri piloti – ha esordito Dovi - non ho quindi un termine di paragone in merito alle gomme. Al pomeriggio facevo invece molta fatica e il grip era disastroso, anche se gli altri avevano la media nuova, mentre io una usata. Il mio passo non è quindi veritiero, ma la cosa più importante è aver realizzato il giro veloce dietro a Morbidelli. È incredibile come i piloti Yamaha devono guidare per essere veloci con la M1”.

Dovi spiega poi nel dettaglio.

“Il mio metodo è diverso e quando mi sono trovato dietro a Franco sono emerse le differenze. Non posso però fare troppi paragoni in merito a questo venerdì, dato che ho utilizzato pneumatici diversi”.

Lo stile rappresenta quindi il tema centrale.

C’è un abisso, ma questa è una conferma di ciò che penso riguardo le caratteristiche della moto. Fabio e Franco sono abituati a guidare seguendo un determinato stile, anche se è particolare guidare in questo modo una MotoGP. Morbidelli, ad esempio, non tira su più di tanto la M1 in trazione e fa solo la velocità a centro curva. In uscita di curva non c’è la possibilità di accelerare”.     

Andrea non intende però gettare la spugna.

“Devo continuare a concentrarmi sullo stile, sviluppando un diverso metodo. In questo momento devo fare il doppio del lavoro rispetto agli altri”.

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