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MotoGP, Dovizioso: "Sulla Yamaha ho pensato porca vacca, quanto è diversa"

"Il DNA è molto simile a quello del 2012, ma è tutto molto amplificato. Sto raccogliendo informazioni utili per i test e mi sono avvicinato. Valentino mi è sembrato più sul pezzo in passato"

MotoGP: Dovizioso: "Sulla Yamaha ho pensato porca vacca, quanto è diversa"

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L’ha definita la moto dei suoi sogni, ma di certo Andrea Dovizioso non si immaginava di dover scattare dall’ultima posizione in griglia di partenza a Misano, la gara del grande ritorno in sella. Il Dovi ha scelto un approccio molto conservativo, evitando di forzare inutilmente la mano e cercando di ritrovare passo dopo passo gli automatismi necessari per portare al limite una moderna MotoGP. 

C’è poi anche da sottolineare che escludendo Quartararo, tutti i piloti Yamaha hanno sofferto, partendo da Morbidelli che scatterà 16°, mentre Valentino Rossi sarà 23° ed appena una casella più avanti rispetto a Dovi, che di certo ha bisogno di altre giornate in sella per poter familiarizzare con una M1 profondamente diversa rispetto a quella portata in gara nell’ormai lontanissimo 2012, ma caratterizzata da un DNA perfettamente riconoscibile. 

"Non è così diversa dal 2012, il suo DNA e le sue caratteristiche sono rimaste quelle - ha spiegato Dovizioso parlando della M1 -  quindi non sono troppo sorpreso in sella. Normale che quando sali in moto poi è tutto molto più estremo. Quando la provi succede quello che magari ti aspettavi, ma è tutto amplificato. L’inizio vuole dire essere sorpreso al punto di dire ‘ma porca vacca, sto guidando una moto totalmente all’opposto di quella che ho guidato negli ultimi otto anni’ pensa gli ingegneri quando progettano le moto cosa hanno in testa. Sono proprio due linee divergenti". 

In passato Misano era una pista Yamaha, adesso sembra diverso. 
"La MotoGP è cambiata tanto, non lo ha fatto la M1. Sono cambiate tutte le moto, perché fino a tre anni fa si sapeva quale moto sarebbe andata forte su quale pista. Adesso è impossibile dirlo. Fabio in Austria stava per giocarsi una vittoria, quindi stiamo parlando di una MotoGP diversa e non si possono più fare certi ragionamenti ed approcciare la MotoGP come si faceva fino a tre anni fa, anche le mie idee su quanto è successo in questi anni contano poco. Bisogna adattarsi, cambiare ed adeguarsi perché non ci sono alternative". 

Ieri eri molto lontano, oggi ti sei avvicinato parecchio. 
"E’ stato bello stamattina sentirmi meglio in moto, giorno dopo giorno so che andrà sempre così. Oggi ho spinto un po’ di più e sono stato in grado di avvicinarmi, che poi era il mio obiettivo. Qui voglio raccogliere dei feedback che mi serviranno per preparare al meglio i test di martedì e mercoledì. Sto raccogliendo quante più informazioni mi è possibile in questo fine settimana". 

Dovizioso: "La M1 ha caratteristiche simili a quella del 2012"

Ma è cambiato molto nel tuo approccio rispetto a ieri?
"Ieri non spingevo mai. Non potevo forzare in frenata né uscire forte dalle curve ed è quello che succede quando non sei comodo in sella. Oggi mi sono sentito un po’ più a mio agio con la mia posizione in sella ed ho potuto fare di più, anche se ancora non mi sento totalmente a mio agio in moto. Ma è del tutto normale, ci vuole tempo. Adesso posso iniziare a capire la M1, che è molto vicina alle caratteristiche che aveva già nel 2012 ed è completamente diversa da quello a cui ero abituato con la Ducati. Ci vorrà del tempo di certo, perché devi guidare in modo davvero diverso.

In quale aspetto ti ha colpito questa M1?
"Ci sono molte cose positive in fase di ingresso curva, ma per essere davvero veloce devi essere rapidissimo a centro curva ed arrivare in uscita di curva con molta velocità, una cosa che non ho mai fatto in passato. Ci vuole tempo, ma per ora è bello sentire le sensazioni che mi regala la moto. Senti subito quello che sta succedendo in sella ed è una cosa davvero bella, soprattutto in ingresso delle curve veloci. Misano non è una pista velocissima ma ci sono dei punti dove sai che cadendo potresti farti male. Con la Yamaha ti senti tranquillo in quei punti e non è affatto male". 

Nel 2020 soffrivi molto con le Michelin. Sulla M1 cambia qualcosa da questo punto di vista?
"Non è cambiato molto, anche con la Yamaha sento questi problemi con le gomme. Sto lavorando su queste due aree, sul capire la moto ed anche le gomme. Il cambiamento è enorme, quindi so di non essere ancora in grado di lavorare sui dettagli. Sono ancora un po’ lontano da questo punto. Prima di dare dei feedback importanti a Yamaha devo imparare ad essere veloce con questa moto ed è quello che loro vogliono da me per sviluppare la moto. Quando un pilota guida la stessa moto per tanti anni, può vedere alcuni problemi ma non tutto. Quando invece arrivi da un’altra moto, capisci subito i punti deboli. Sarà molto importante per Yamaha avere questi feedback da me". 

Nel box adesso hai Forcada, quanto cambia il sistema di lavoro rispetto a quello a cui eri abituato?
"Forcada e Pigiamino hanno un approccio molto diverso, anche perché c’è una grande differenza di età. Ramon ha una esperienza enorme su questa moto ed un approccio diverso, sa tutto quello che è stato fatto sulla M1 in questi anni. Fai dei cambiamenti mirati e non hai dubbi su cosa succederà, quindi per me è ottimo avere uno come lui al mio fianco nel box". 

Nei test potrai provare anche la Spec-A?
"
Non abbiamo ancora un programma definito per i test, ma non credo che userò una moto diversa. Non è il massimo perché poter guidare la moto della prossima stagione sarebbe un bene, ma in questo momento penso sia meglio fare così. Non si può immaginare quanto sia diverso guidare questa moto. Ci vorrà tempo ed altre gare per avere la giusta velocità e penso sia giusto continuare con questa. Sfortunatamente non posso paragonare troppo i miei dati a quelli degli altri perché ho una moto diversa, ma adesso la chiave è trovare confidenza. Sarà importante avere la moto nuova ai test a fine stagione". 

Hai iniziato un lavoro assieme a Rossi nei box?
"Non facciamo un vero lavoro di squadra con Valentino. Lui è molto curioso sulla tecnica, quindi abbiamo parlato a lungo e in ogni caso c’è uno scambio dati completamente aperto in Yamaha tra tutti i piloti. Abbiamo fatto un turno sull’acqua e sull’asciutto, lui era curioso di sentire le mie sensazioni. Sinceramente l’ho visto più sul pezzo in passato". 

Ducati oggi ha dominato. Domani sarà il giorno di Pecco secondo te?
"Pecco ha il passo per vincere domani. E’ andato forte da subito, questa è una sua pista, c’è andato già molto forte e si trova molto bene. Ducati ha fatto anche tanti test qui con Michele e domani Bagnaia avrà un altro passo. Se guardate il passo di Fabio e quello di Pecco, sembra che Quartararo sia messo meglio. Ma non credo che sia davvero così". 

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