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Dani Pedrosa, il ritorno di uno dei Fantastici Quattro in una MotoGP diversa

Lo spagnolo correrà in Austria in veste di Wild Card, con la concreta possibilità di partecipare anche ad altri Gran Premi. Torna in gara un pezzo di storia della MotoGP e significa tantissimo

MotoGP: Dani Pedrosa, il ritorno di uno dei Fantastici Quattro in una MotoGP diversa

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Sono passati solo pochi anni da quando nel 2018 Dani Pedrosa ha scelto di appendere il casco al chiodo, disputando l’ultima stagione di gare in MotoGP in squadra con Marc Marquez. Si potrebbe dire che di acqua sotto i ponti ne è passata tanta, al punto da poter affermare senza temere di essere smentiti che il Dani che sarà in griglia sul Red Bull Ring è un pilota che quasi appartiene ad un’altra epoca della MotoGP. Possiamo dirlo perché non c’è più Jorge Lorenzo in pista, Valentino Rossi non è lo stesso di tre anni fa e lo stesso Marc Marquez ancora non è tornato ad essere lo schiacciasassi che in qualche modo ha forse anche convinto Pedrosa a fermarsi.

Anche le gomme Michelin sono cambiate e la strategia di gara è probabilmente diversa. Ma sono soprattutto i rivali a non essere più gli stessi. Pedrosa si dovrà confrontare con Fabio Quartararo, fenomeno dei nostri tempi, con Bagnaia, Miller e Zarco ed una Ducati che oggi è veloce nelle mani di tutti e non di pochissimi. Una volta la Desmosedici era un problema solo nelle mani di Casey Stoner, oggi è un’arma affilata in grado di ferire indipendentemente da chi la stia impugnando. Stesso discorso per le Suzuki, che sono cresciute tantissimo da quel 2018 tanto da regalare il titolo a Joan Mir, un pilota contro cui Pedrosa non ha mai corso. 

C’è poi da considerare l’assenza in gara, che in qualche modo potrebbe aver ammorbidito Pedrosa. Lo spagnolo lo sa bene, infatti nelle poche dichiarazioni diffuse prima di avvicinarsi al momento di tornare in sella in gara ha messo le mani avanti. Ma un pilota vincente resta tale ed è difficile immaginarsi un Pedrosa remissivo in gara, soprattutto su una pista come il Red Bull Ring che esalta le doti di una RC16 costruita proprio seguendo le sue indicazioni. 

Pedrosa in gara nel 2022: non fantascienza, ma quasi

Il vecchio detto l’appetito vien mangiando suggerisce anche l’ipotesi che a Dani possa tornare la voglia matta di gareggiare, ma questo scenario appare difficile. Lo spagnolo ha detto basta con la vita da pilota ufficiale perché si era stancato di tutto quello che contorna la pura azione tra i cordoli. Stiamo parlando degli impegni con i media, gli incontri con gli sponsor, gli ospiti, le interviste ed in generale con tutta quella pressione che accompagna la vita di un pilota. Si deve poi considerare che possibilità concrete all’orizzonte non ce ne sono tante e immaginarlo pilota KTM magari in Tech3 nel 2022 sembra fantascienza. Certo, proprio Pedrosa qualche settimana fa ha dichiarato che probabilmente la sua carriera sarebbe stata diversa se fosse approdato in Yamaha, una moto che sulla carta avrebbe potuto gestire al meglio con il proprio fisico e con il suo stile di guida.

Pedrosa è infatti stato un grandissimo duetempista, capace di dominare sia in 125 che in 250 e quella guida rotonda è stata ovviamente poi abbandonata quando si è trovato in sella alle Honda RCV in tutte le sue incarnazioni, ovvero l’unica MotoGP con cui Pedrosa abbia corso in gara in top class. Non stiamo suggerendo che la strada Yamaha possa essere percorsa da Pedrosa, ma di certo ad Iwata potrebbero guardare con occhi interessati le prestazioni di Pedrosa. D’altra parte anche Andrea Dovizioso è in lizza per la sella lasciata vacante da Vinales ed in Petronas al momento non hanno il pilota da affiancare a Morbidelli, ammesso che non sia proprio l’italiano a finire sulla M1 Factory nel 2022, il che porterebbe a due le moto libere per il team malese. 

Questo ritorno in gara significa in ogni caso tantissimo, indipendentemente dalle prestazioni che sarà in grado di offrire Dani. Di certo un weekend da protagonista potrebbe influenzare i programmi dei manager in cerca di piloti per il futuro. In questo caso, resterà solo da capire quanta voglia possa avere Pedrosa di confrontarsi nuovamente con la pressione da pilota ufficiale, il che non è affatto scontato. Al Red Bull Ring vedremo in azione uno dei piloti che assieme a Rossi, Lorenzo e Stoner ha condizionato l’era pre Marquez, costituendo il gruppetto dei Fantastici Quattro. Pedrosa ha un conto in sospeso con la MotoGP, perché nonostante una carriera straordinaria i continui infortuni gli hanno impedito di conquistare un titolo che avrebbe assolutamente meritato. Una sfida che potrebbe convincerlo a ritentare. 

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