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MotoGP, GP Sachsenring: il Bello, il Brutto e il Cattivo

Marc Marquez è stato un colosso che ha messo in ombra tutti gli altri. Questa domenica è stata solo per lui, e ora sa che ce ne saranno altre

MotoGP: GP Sachsenring: il Bello, il Brutto e il Cattivo

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Più forte degli avversari, della paura, dei cattivi pensieri, del dolore. Più forte di tutti, come una volta, nella pista giusta e al momento giusto. Marc Marquez ha vinto contro se stesso, flirtando con il suo istinto, quello che lo aveva fatto cadere quasi un anno fa a Jerez, lo stesso che lo ha fatto trionfare ieri al Sachsenring. Tutto il resto è un contorno della storia di un campione che tutti pensavano di avere perso e che invece si è ritrovato.

Un colosso che ha messo in ombra ogni altra cosa. La solidità di Rins, il mezzo miracolo di Quartararo sul podio con la Yamaha, la rimonta di Bagnaia. Questa domenica è stata solo per lui e ora se che ce ne saranno altre.

IL BELLO – Più che bello, splendido. Splendente. Se non è il vecchio Marquez ci assomiglia molto, al netto della pista più che amica e di un braccio non ancora a posto. Forse sarà uno sprazzo di luce in tempi ancora bui, ma intanto la stella è stata alta nel cielo per un’altra domenica. Come nelle fiabe in cui il campione trionfa sempre e, si sa, gli eroi son tutti giovani e belli.

IL BRUTTO – Per fortuna Quartararo ha le spalle larghe, servono per sostenere il peso di una Yamaha che affonda con tutti ma non con lui. Vinales fa volare gli stracci, Morbidelli sta diventato un santone yoga pur di non scoppiare, Rossi deve decidere il suo futuro sulla base di un futuro che non gli piace. Tante domande e poche risposte, per una M1 che anche quando vince non riesce a convincere i suoi piloti.

IL CATTIVO – Metti una domenica in cui un pilota con un braccio solo trionfa. Metti che guida la tua stessa moto. Metti che arrivi 10°, o 13°, o cadi. Metti che qualche domanda devi iniziare a fartela. Perché la Honda non ha risolto i suoi problemi dal giorno alla notte, ma chi vince ha sempre, mentre Pol Espargarò, Takaaki Nakagami e Alex Marquez torto.

LA DELUSIONE – Aprilia lo voleva in MotoGP solo un anno fa, Petronas ha pensato di portarlo nella prossima stagione, ma Joe Roberts se lo merita? Il talento c’è, ma i risultati non ancora e una caduta all’ultimo giro del GP di Germania non ha certo migliorato la situazione.

LA CONFERMA – Oliveira, Garnder, Acosta. Chi dubita che KTM non abbia naso per i piloti reciti la triade per penitenza. Tre nomi che dicono che il presente è roseo, ma probabilmente il futuro ancora di più. E ora che la RC16 è tornata ad andare, non rischiano neppure di perderli.

L’ERRORE – Sbagliando di impara, anche se fino al Sachsenring il debuttante Raul Fernandez non sembrava avere bisogno di lezioni. Un ruzzolone pesante per il campionato, ma assolutamente perdonabile allo spagnolo.

LA SORPRESA – L’ultima volta di un Aprilia in prima fila nel paddock c’era ancora profumo di olio di ricino. A Noale hanno lavorato bene e Aleix Espargarò quest’anno ha messo la testa a posto. Manca ancora il podio, ma ora non è impossibile.

IL SORPASSO – Facile dare a Bagnaia il premio dopo la sua rimonta, ma il pilota Ducati lo riceve con una smorfia. Il passo c’era, le qualifiche no (ma non per colpa sua), i primi giri rimangono un mistero. Il mosaico di Pecco è quasi completo, deve sistemare le ultime tessere.

LA CURIOSITA’ – Il piede al cartoccio è una specialità di Pol Espargarò. Per una cottura ottimale serve un V4 Honda e il clima estivo del Sachsenring. Poi dicono che la Germania è famosa solo per crauti e wusterl in cucina.

IO L’AVEVO DETTO –Non scommettere su di me” garantiva Marquez. L’associazione bookmaker gli ha spedito un mazzo di fiori.

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